I FUN CI SONO, L'UNIFORMITA' NO

Scritto da Andrea Matarazzo on . Postato in Il dirigente e lo staff

I FUN CI SONO, L'UNIFORMITA' NO

Finalmente il MIUR ha proceduto alla determinazione dei FUN relativi agli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, per cui si potrà passare alla stipula dei contratti regionali relativi a questi tre anni scolastici.

Si concluderà così la lunga fase post-contrattuale che ha richiesto addirittura un intervento legislativo per ristabilire, solo per i tre anni scolastici appena menzionati, la contrattazione regionale inopinatamente abrogata dal CCNL 2016/2018.

Si potrà così anche arrivare ad un riallineamento temporale, i CIR 2021/2022 andranno infatti a coincidere con il corrente anno scolastico; di un riallineamento contrattuale non se ne parla proprio: con i CIR 2021/2022 siamo già oltre la vigenza del contratto da stipulare, che va dal 2019 al 2021.

Perché tanto ritardo? Il problema al solito è l’incapienza, che ha richiesto diversi interventi legislativi volti a stanziare risorse aggiuntive che permettessero almeno di non decurtare gli stipendi in pagamento per effetto dell’ultrattività dei CIR 2016/2017 precedenti alla stipula del CCNL 2016/2018.

Quanto appena detto si vede anche dall’ammontare dei FUN seguiti alla stipula del contratto, a partire dal 2017/2018:

ANNO SCOLASTICO

AMMONTARE

2017/2018

155.157.641,96

2018/2019

180.846.602,41

FUN POST-CONTRATTO

212.470.226,08

2019/2020

231.841.197,88

2020/2021

234.288.852,26

2021/2022

247.922.807,27

Nei primi due anni scolastici non ci sono ancora le risorse aggiuntive stanziate dal contratto, per cui l’ammontare è inferiore a quello degli anni successivi; in ogni caso, le risorse non bastano, per cui si arriva al primo stanziamento aggiuntivo di 13,1 milioni lordo stato.

A regime, nell’a.s. 2019/2020, il FUN post- contratto aumenta considerevolmente, ammonta a 212.470.226,08 euro, ma tutto si ferma di nuovo, perché si ripresenta con forza il problema dell’incapienza; in effetti, con l’a.s. 2019/2020 la situazione si è ulteriormente aggravata, per due motivi:

-è andato a regime il nuovo importo della retribuzione di posizione fissa stabilito dal contratto, importo che è molto superiore al precedente; di conseguenza, la spesa da finanziare tramite il FUN per questa voce aumenta di molto, sottraendo risorse alla posizione variabile e al risultato

-entrano in servizio i vincitori dell’ultimo concorso, per cui aumenta considerevolmente la spesa per posizione, fissa e variabile, e risultato, da finanziare tramite il FUN.

Di qui i nuovi interventi legislativi, ben tre, che stanziano risorse aggiuntive, rendendo possibile la determinazione dei FUN dei tre anni scolastici sopra menzionati, con importi superiori a quelli stabiliti da contratto.

La Legge però, fatto più unico che raro, non solo ha stanziato risorse aggiuntive, ha anche ripristinato la contrattazione regionale, sempre per i tre anni scolastici sopra menzionati; a nostro avviso, il legislatore ha fornito una via d’uscita all’Amministrazione che non era in grado di procedere alla definizione di una retribuzione di posizione variabile e di risultato uniforme su tutto il territorio nazionale, così come imponeva il CCNL 2016/2018 (VEDI).

A parte ogni altra considerazione, per una simile operazione mancano le risorse; nella simulazione fatta dall’Amministrazione, riporta la Cisl, “a risorse invariate 1.233 DS (cioè circa il 15% del totale) perderanno fino a 1.000 €, 1.162 DS (cioè circa il 14%) perderanno tra 1.000 e 3.000 € e 77 DS (cioè circa l'1%) tra 3.000 e 4.500 €”

Il sindacato inoltre afferma: “La CISL Scuola ritiene che sia inaccettabile una qualsiasi riduzione stipendiale per i dirigenti scolastici e che piuttosto le retribuzioni sulle fasce debbano essere allineate ai valori massimi presenti nelle Regioni. Gli importi sono i seguenti:

-per la prima fascia 20.579 €

-per la seconda fascia 16.491€

-per la terza fascia 12.005€”

Abbiamo riportato per esteso la posizione della CISL per il semplice motivo che coincide con quanto noi andiamo dicendo da tempo: con l’operazione uniformità nessuno ci deve rimettere e per ottenere questo risultato c’è un’unica strada, allineare verso l’alto gli importi, prendendo a riferimento quelli più elevati oggi vigenti (VEDI).

Noi crediamo che per adesso non se ne farà niente, anche perché prima o poi si dovrà pur stipulare il CCNL 2019/2021 e magari in sede contrattuale si penserà bene di procedere a qualche aggiustamento.

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