IL FUN E I CIR: SEMPRE PEGGIO?

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

IL FUN E I CIR: SEMPRE PEGGIO?

Nell’ultimo articolo (VEDI) abbiamo parlato di una nuova stagione di contrattazione integrativa ed in effetti il 12 aprile scorso c’è stato il primo incontro al MIUR tra Amministrazione ed OO.SS.; vediamo cosa è emerso.

L’Anp riferisce che è iniziato il “…confronto sui criteri di graduazione delle posizioni dirigenziali, che– lo ricordiamo– il Contratto collettivo nazionale dell’area Istruzione e Ricerca 2016/2018, armonizzando le disposizioni con quelle delle altre aree dirigenziali, ha ricondotto nell’alveo dell’istituto del confronto, pur nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 6 del CCNL dell’Area V del 15/7/2010.”

Si sta quindi parlando solo della graduazione delle posizioni dirigenziali, cioè della graduazione delle scuole in fasce di complessità, degli altri temi non si è parlato e non si sa se e quando verrà fatto; eppure di problemi aperti ce ne sono, eccome...

Continua l’Anp: “L’Amministrazione…ha sottolineato che l’obiettivo deve essere quello di raggiungere il massimo grado di uniformità tra le retribuzioni dei dirigenti scolastici sul territorio nazionale. Agli USR rimarrebbe il compito di attribuire a ciascuna istituzione scolastica la relativa fascia di complessità…si è fatto cenno ad una distribuzione su quattro fasce di complessità… riguardo alle prime indicazioni dell’Amministrazione, abbiamo valutato con interesse l’ipotesi della suddivisione in quattro fasce.”

A sua volta la CGIL dice che si è convenuto di avviare preliminarmente il confronto sui criteri per la graduazione delle posizioni dirigenziali, al fine di individuare criteri nazionali per la definizione delle fasce di complessità e dei rapporti tra le fasce…”.

La determinazione della posizione variabile

Dai resoconti sindacali emerge che la graduazione delle posizioni dirigenziali è oggetto di confronto, non di contrattazione, e lo stesso naturalmente vale per i rapporti di divaricazione tra le diverse fasce; il CCNL 2016/2018 ha fatto questa scelta, dice l’Anp, per armonizzare le disposizioni relative ai Dirigenti Scolastici con quelle relative agli altri Dirigenti dell’Area C.

A nostro avviso si tratta di un altro suicidio sindacale, perché prima la materia era oggetto di contrattazione a livello regionale (I mitici CIR…) e adesso è stata derubricata a materia di confronto a livello nazionale; molto importante: saranno poi gli Usr ad emettere degli atti amministrativi che daranno attuazione ai criteri stabiliti a livello nazionale.

C’è poco da stare tranquilli…Ricordiamo che a livello regionale gli USR avranno mano libera, perché semplicemente a tale livello il contratto non prevede relazioni sindacali.

Va anche detto che se a livello nazionale non si troverà un accordo tra Amministrazione e OO.SS., il MIUR potrà decidere unilateralmente! Di fatto, i sindacati hanno abdicato al loro ruolo, trovare un accordo dipende dal buon cuore dell’Amministrazione.

Le fasce e i rapporti di divaricazione

Essendo definiti i criteri a livello nazionale, gli importi della posizione variabile dovrebbero essere uguali in tutte le regioni: questo è l’obiettivo.

Il fatto è che oggi in gran parte delle regioni le fasce sono tre, solo cinque regioni hanno quattro fasce; soprattutto, i rapporti di divaricazione sono molto diversi, per cui gli importi della posizione variabile variano molto da regione a regione.

Riportiamo di seguito gli importi mensili stabiliti dai CIR 2016/2017, più immediatamente comprensibili rispetto agli importi annuali:

REGIONI

FASCE

 

PRIMA

SECONDA

TERZA

QUARTA

LIGURIA

1.583,00

1.217,69

852,38

********

BASILICATA

1.422,26

1.094,05

765,84

********

VENETO

1.409,87

1.129,29

848,72

********

TOSCANA

1.408,80

1.006,28

603,77

********

PIEMONTE

1.335,37

1.268,60

908,05

667,69

MARCHE

1.289,94

1.146,61

716,63

********

CALABRIA

1.250,67

938,00

625,34

********

EMILIA ROMAGNA

1.224,34

1.049,43

874,53

699,62

LOMBARDIA

1.194,38

1.005,79

817,21

628,62

MOLISE

1.183,91

947,13

710,35

********

LAZIO

1.145,64

964,75

783,86

********

ABRUZZO

1.093,38

840,61

587,84

********

SICILIA

1.083,20

912,17

741,14

570,11

SARDEGNA

1.063,56

949,61

873,64

********

CAMPANIA

1.001,63

868,08

667,78

********

PUGLIA

991,98

892,78

783,67

********

FRIULI V.G.

897,42

717,94

538,45

358,97

N.B.: Per l’Umbria non abbiamo dati.

Le fasce sono ordinate dal valore più alto a quello più basso

Questi i rapporti di divaricazione:

REGIONI

PRIMA FASCIA

SECONDA FASCIA

TERZA FASCIA

QUARTA FASCIA

FRIULI V.G.

2,50

2,00

1,50

1,00

TOSCANA

2,33

1,67

1,00

*

CALABRIA

2,00

1,50

1,00

*

PIEMONTE

2,00

1,90

1,36

1,00

LOMBARDIA

1,90

1,60

1,30

1,00

BASILICATA

1,86

1,43

1,00

*

LIGURIA

1,86

1,43

1,00

*

ABRUZZO

1,86

1,43

1,00

*

MARCHE

1,80

1,60

1,00

*

EMILIA ROMAGNA

1,75

1,50

1,25

1,00

MOLISE

1,67

1,33

1,00

*

VENETO

1,66

1,33

1,00

*

CAMPANIA

1,50

1,30

1,00

*

LAZIO

1,46

1,23

1,00

*

SICILIA

1,46

1,23

1,00

1,00

PUGLIA

1,27

1,14

1,00

*

SARDEGNA

1,22

1,09

1,00

*

N.B.: Per l’Umbria non abbiamo dati.

I rapporti sono ordinati dal valore più alto a quello più basso

Come si vede, la situazione è molto diversificata, per cui l’uniformità su tutto il territorio nazionale comporterà che nelle diverse regioni in alcune fasce gli importi aumenteranno e in altre diminuiranno; questo è tanto più vero, se si stabiliranno quattro fasce, dato che gran parte delle regioni oggi ha tra fasce, come ben si vede dalla tabella.

Qui non si sta parlando di freddi numeri: per alcuni gli stipendi aumenteranno, per altri diminuiranno. Basta saperlo…

La media pro capite

Non si è parlato, a quanto riferiscono i sindacati, di altre questioni, eppure il CCNL prevede che siano oggetto di contrattazione integrativa due materie molto importanti: i criteri per la ripartizione del FUN tra le regioni e i criteri per la corresponsione della retribuzione di risultato.

Affrontiamo di seguito la prima questione, i criteri per la ripartizione del FUN, dei criteri per la corresponsione della retribuzione di risultato parleremo in seguito.

Per prima cosa, va evidenziato che i criteri di ripartizione del FUN oggi vigenti comportano una forte disparità tra le regioni; questa la situazione per l’a.s. 2016/2017:

REGIONI

BUDGET MIUR

INCARICHI AGGIUNTIVI

ECONOMIE

BUDGET TOTALE

D.S. IN SERVIZIO

MEDIA P.C.

FRIULI V.G.

3.066.639,87

3.728,89

3.070.368,76

120

25.594,00

VENETO

11.448.667,14

6.111,46

11.454.778,60

448

25.568,70

LIGURIA

3.497.045,47

871,08

3.497.916,55

137

25.532,24

MARCHE

4.538.040,76

11.399,14

4.549.439,90

183

24.860,33

EMILIA ROMAGNA

9.612.391,65

6.576,28

9.618.967,93

393

24.475,75

PIEMONTE

10.168.332,21

3.996,61

10.172.328,82

416

24.452,71

BASILICATA

2.241.695,81

3.078,41

2.244.774,22

97

23.142,00

CALABRIA

6.778.888,14

0,00

6.778.888,14

309

21.938,15

ITALIA

148.371.306,31

185.771,98

148.557.078,29

6.965

21.330,48

MOLISE

986.346,16

0,00

986.346,16

47

20.986,09

SARDEGNA

5.057.265,76

3.733,94

5.060.999,70

243

20.827,16

LOMBARDIA

20.605.667,92

5.542,18

20.611.210,10

1.001

20.599,26

LAZIO

13.199.103,95

10.026,22

13.209.130,17

642

20.574,97

TOSCANA

8.158.784,18

2.999,08

8.161.783,26

398

20.506,99

SICILIA

15.422.867,20

0,00

15.422.867,20

779

19.798,29

PUGLIA

11.979.622,43

2.223,96

11.981.846,39

614

19.514,41

ABRUZZO

3.532.912,62

8.195,93

3.541.108,55

183

19.350,32

CAMPANIA

18.077.035,04

117.288,80

18.194.323,84

955

19.051,65

N.B.: I dati sono desunti dai CIR delle diverse regioni e comprendono le somme derivanti da incarichi aggiuntivi ed economie.

Per l’Umbria non abbiamo dati.

Oggi il FUN viene ripartito tra le regioni in rapporto al numero delle istituzioni scolastiche, ma il budget disponibile viene poi suddiviso tra i Dirigenti Scolastici effettivamente in servizio, per cui nelle regioni dove si registrano più vuoti di organico la media pro capite è più alta rispetto alle regioni ad organico pieno o quasi.

Attenzione: questi sono dati di fatto, i Dirigenti Scolastici non ne sono assolutamente responsabili, si tratta di scelte fatte dai sindacati nel CCNL 2006/2009 quando si è passati come criterio di ripartizione dal numero dei Dirigenti Scolastici in servizio al numero delle autonomie scolastiche.

Oggi si potrebbe intervenire, ma significherebbe che alcuni prenderebbero di più ed altri di meno.

In ogni caso, come si può arrivare a stipendi uguali in tutta Italia se le risorse, in media, sono molto diverse da regione a regione?

Una strada c’è e per la verità è indicata dal contratto: determinare la posizione variabile tenendo conto di tutte le scuole presenti nella regione, anche quelle senza titolare, e travasare sulla retribuzione di risultato le quote non corrisposte.

Questo significherebbe, come abbiamo detto nell’ articolo precedente, tagliare di un 10% la posizione variabile e, in ogni caso, la disparità rimarrebbe, si sposterebbe per intero sulla retribuzione di risultato.

La retribuzione di risultato

Vediamo per prima cosa la situazione odierna, sempre in base ai CIR 2016/2017:

REGIONI

PRIMA

SECONDA

TERZA

QUARTA

FRIULI V.G.

12.904,03

10.323,23

7.742,43

5.161,63

VENETO

4.967,00

4.392,00

3.821,93

********

PUGLIA

4.481,49

4.033,25

3.540,42

********

ABRUZZO

4.253,95

3.270,51

2.287,07

********

CAMPANIA

3.989,38

3.457,46

2.659,43

********

SICILIA

3.678,18

3.097,42

2.516,65

1.935,89

MARCHE

3.310,66

2.787,92

2.265,19

********

CALABRIA

3.226,56

2.419,92

1.613,28

********

MOLISE

3.087,94

2.470,00

1.852,77

********

SARDEGNA

2.953,58

2.637,13

2.426,17

********

TOSCANA

2.922,21

2.087,29

1.252,38

********

LOMBARDIA

2.921,73

2.597,10

1.623,18

1.742,45

PIEMONTE

2.483,14

2.358,97

1.688,53

1.241,56

LAZIO

2.338,89

1.969,59

1.600,29

********

BASILICATA

2.144,30

1.649,44

1.154,60

********

EMILIA ROMAGNA

1.834,68

1.572,59

1.310,49

1.048,39

LIGURIA

98,49

75,76

53,03

********

N.B.: Per l’Umbria non abbiamo dati.

Gli importi sono ordinati dal valore più alto a quello più basso.

Si tratta naturalmente di importi annuali; come si vede, anche per il risultato c’è una forte variabilità, si va dal Friuli V.G. dove la retribuzione di risultato è addirittura superiore alla posizione variabile, alla Liguria, dove la retribuzione di risultato…praticamente non esiste!

Fino agli ultimi CIR 2016/2017 la graduazione della retribuzione di risultato seguiva gli stessi criteri della posizione variabile, ma il CCNL 2016/2018 ha profondamente innovato la materia, introducendo criteri completamente diversi.

Come già detto in questo articolo e in quello precedente, il contratto prevede un notevole incremento del budget per la retribuzione di risultato, ma non solo: sono cambiati i criteri per la graduazione degli importi, del tutto diversi da quelli utilizzati per la posizione variabile.

All’art. 50, comma 1 si afferma infatti il principio che la graduazione avviene in base ai risultati ottenuti dai Dirigenti nel processo di valutazione e nei commi successivi si demanda alla contrattazione integrativa la definizione dei parametri per la graduazione delle diverse posizioni.

Ci sembra che questa materia di contrattazione integrativa sia particolarmente importante, ma per adesso non se ne parla…E’ vero che secondo i sindacati la nuova normativa verrà applicata a partire dal prossimo anno scolastico, ma per quanto a noi risulta la vigenza del CCNL 2016/2018 ha inizio dal 1 gennaio 2016…

A questo punto bisogna affrontare la questione dei tempi.

I tempi

I sindacati dicono che le nuove norme di cui abbiamo parlato finora entreranno in vigore a partire dal prossimo anno scolastico: la cosa ci appare alquanto strana, dato che il contratto stabilisce tutt’altro.

All’art. 42, comma 5 il contratto dice che la nuova normativa che privilegia la retribuzione di risultato entra in vigore a partire dall’a.s. 2019/2020, per tutto il resto non stabilisce date di inizio, per cui la decorrenza è il 1 gennaio 2016, inizio della vigenza contrattuale.

In particolare, da tale data entrano in vigore la nuova normativa sulle relazioni sindacali e quella sulla retribuzione di risultato, per cui almeno a partire dal FUN e dai CIR 2017/2018 si dovrebbe applicare la nuova normativa, a cominciare dal fatto che i CIR non hanno più ragione di essere, per il semplice motivo che tutte le relazioni sindacali vengono portate al livello dell’Amministrazione centrale.

Forse abbiamo capito male, ma ciò che conta non è quello che pensiamo noi, ciò che conta è quello che diranno gli organi di controllo…e i giudici!

UA-12945503-14