LA TELENOVELA DEL FUN

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

LA TELENOVELA DEL FUN

Gli ultimi contratti regionali sono stati firmati nel 2016/2017, cinque anni fa.

L’ultimo FUN è del 2017/2018, ma non è possibile firmare i CIR perché si arriverebbe al taglio degli stipendi.

Siamo nel 2020/2021, dei FUN 2018/2019, 2019/2020 e 2020/021 non c’è traccia.

Per non parlare del CCNL 2019/2021…Quando sarà firmato, bisognerà riprendere tutti i FUN degli anni precedenti!

E’ pur vero che i ritardi in Italia sono la normalità, ma in questo caso c’è in più un problema cronico: l’incapienza dei FUN, che si è manifestata la prima volta nel 2007 e che si ripresenta ogni volta che vengono assunti i vincitori di un concorso.

Come mai? Molto semplice: non vengono stanziate le risorse necessarie per integrare i FUN e poter quindi pagare ai nuovi Dirigenti Scolastici la retribuzione di posizione e di risultato.

In effetti, le assunzioni dei vincitori dell’ultimo concorso sono iniziate nell’a.s. 2017/2018 e puntualmente si è ripresentata l’incapienza, siamo quindi entrati nella brutta telenovela da cui non si riesce ancora ad uscire.

In prima battuta, il MIUR ha tentato di “metterci una pezza” stanziando 10 milioni reperiti nelle pieghe di bilancio, ma il MEF non ha dato l’avallo, per cui è stato necessario emanare una specifica disposizione di legge, un comma del Decreto Rilancio (Legge 17 luglio 2020, n. 77, di conversione del D.L. 19 maggio 2020, n. 34).

Sono stati stanziati 13,1 milioni lordo stato: “Al fine di evitare la ripetizione di somme già erogate in favore dei dirigenti scolastici negli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019, nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione è istituito un fondo con la dotazione di 13,1 milioni di euro per l'anno 2020, da destinare alla copertura delle maggiori spese sostenute per i predetti anni scolastici in conseguenza dell'ultrattività riconosciuta ai contratti collettivi regionali relativi all'anno scolastico 2016/2017. In nessun caso possono essere riconosciuti emolumenti superiori a quelli derivanti dalla predetta ultrattività”.

Lo potremmo definire un “comma tappabuchi”: i fondi vengono stanziati una tantum al fine di mantenere gli stipendi vigenti, onde evitare una restituzione da parte dei Dirigenti Scolastici di quanto già percepito per effetto dell’ultrattività dei CIR 2016/2017; non è ammesso alcun aumento degli stipendi.

Le procedure per l’applicazione della legge si sono rivelate particolarmente complicate, ad oggi non si sono ancora concluse, per cui le OO.SS. hanno chiesto all’Amministrazione di inviare agli USR le bozze del decreto di ripartizione dei FUN 2017/2018 e 2018/2019, in modo da poter iniziare le trattative per la stipula dei CIR.

Ricordiamo che stiamo parlando semplicemente della salvaguardia degli stipendi mensili relativamente alla retribuzione di posizione/quota variabile e che per raggiungere questo obiettivo minimo si rischia di far praticamente scomparire la retribuzione di risultato, come già avvenuto in Lombardia e Sardegna (VEDI).

Come appena detto, i 13,1 milioni lordo stato sono una tantum, servono a tappare il buco per gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019: cosa succede negli anni seguenti? Semplice, i problemi rimangono, per cui è stato disposto un nuovo stanziamento nella Legge di Bilancio appena approvata (Legge 30 dicembre 2020, n. 178): “Al fine di evitare la ripetizione di somme già erogate in favore dei dirigenti scolastici nell'anno scolastico 2019/2020, nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione è istituito un fondo con una dotazione di 25,856 milioni di euro per l'anno 2021, da destinare alla copertura delle maggiori spese sostenute per il predetto anno scolastico in conseguenza dell'ultrattività riconosciuta ai contratti collettivi regionali relativi all'anno scolastico 2016/2017. In nessun caso possono essere riconosciuti emolumenti superiori a quelli derivanti dalla predetta ultrattività.”

Si tratta di un provvedimento fotocopia di quello appena illustrato, dovrebbe servire a salvaguardare gli stipendi per l’a.s. 2019/2020, anche se lo stanziamento è per l’anno 2021; adesso deve ripartire la macchina burocratica, quando ancora non si è giunti a chiudere la vicenda del Decreto Rilancio. C’è poco da stare allegri…Non per niente i sindacati chiedono di partire con la definizione dei FUN 2019/2020 e 2020/2021.

A questo proposito, va detto che la Legge di bilancio 2019 (LEGGE 27 dicembre 2019, n. 160) aveva già disposto uno stanziamento di 30 milioni lordo stato: “Nel fondo da ripartire per l'attuazione dei contratti del personale delle amministrazioni statali, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, sono stanziati, in apposita sezione, 30 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020, da destinare, nell'ambito della contrattazione collettiva nazionale, al « Fondo unico nazionale per il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato » per l'incremento della retribuzione di posizione di parte variabile e della retribuzione di risultato dei dirigenti scolastici”

In questo caso si tratta di fondi strutturali, permanenti, da utilizzare nell’ambito della contrattazione collettiva nazionale; sembra di capire che non possano essere utilizzati subito, dovrebbero essere disponibili in sede di rinnovo del CCNL 2019/2021 ed in effetti per adesso nessuno ha parlato di una loro utilizzazione.

Il fatto è, però, che le procedure per la stipula del CCNL 2019/2021 non sono nemmeno partite e che il FUN 2020/21 va definito adesso, non si può certo aspettare la stipula del contratto nazionale. C’è un precedente: i fondi stanziati dalla Buona Scuola sono stato utilizzati subito a partire dal FUN 2015/2016 e sono stati poi riassorbiti nell’ambito del CCNL 2016/2018.

Il bizantinismo italiano non ha limiti…Concludiamo con una chicca. La Legge di Bilancio, al comma 978, ha anche stabilito una riduzione dei parametri per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche relativamente al solo a.s. 2021/2022.

Questo permetterà l’assunzione degli ultimi vincitori di concorso, ma c’è un piccolo problema: cosa succederà con il FUN di questo anno scolastico, dato che non c’è nessuno stanziamento aggiuntivo? Se ne parlerà nel CCNL 2022/2025…

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