PENSIONATI. PERCHE’ MIUR ED INPS NON FANNO COME NEI CONTRATTI PRECEDENTI?

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

PENSIONATI.

PERCHE’ MIUR ED INPS

NON FANNO COME NEI CONTRATTI PRECEDENTI?

Sui benefici contrattuali per i pensionati il CCNL è molto chiaro, in particolare l’art. 40, coma comma 3, che opera una netta distinzione tra pensione e TFS:

-per quanto riguarda la pensione, il CCNL stabilisce che i benefici economici hanno effetto integralmente sulla determinazione del trattamento di quiescenza dei Dirigenti Scolastici cessati dal servizio nel periodo di vigenza contrattuale 2016/2018

-per quanto riguarda il TFS, vanno invece considerati solo gli scaglionamenti degli aumenti maturati alla data di cessazione dal servizio.

Va anche evidenziato che il CCNL 2016/2018 non fa altro che confermare quanto stabilito nei precedenti contratti, nello specifico dalle seguenti norme contrattuali:

-CCNL 2002/2005-PRIMO BIENNIO ECONOMICO, art. 54

-CCNL 2004/2005-SECONDO BIENNIO ECONOMICO, art 3

-CCNL 2006/2009-PRIMO BIENNIO ECONOMICO, art. 24

-CCNL 200/2009-SECONDO BIENNIO ECONOMICO, art 3.

Come si noterà, nei precedenti contratti c’era una differenza tra la vigenza della parte normativa, che era quadriennale, e la vigenza della parte economica, che era biennale; con il CCNL 2016/2018 questa differenziazione non c’è più, la vigenza è unica, è triennale sia per la parte normativa che per la parte economica, in applicazione della Legge Brunetta.

Va infine detto che c’è un’ulteriore vigenza: quella dei contratti regionali (CIR), che all’inizio era l’anno solare e poi è diventata l’anno scolastico, come è oggi.

Di conseguenza, un Dirigente Scolastico andato in pensione nel 2016, avrà diritto ai benefici economici previsti dal CCNL 2016/2018 nonché a quelli previsti dal CIR 2015/2016, mentre un Dirigente Scolastico andato in pensione nel 2018 avrà anche lui diritto ai benefici economici previsti dal CCNL 2016/2018, ma avrà diritto anche a quelli previsti dai CIR 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018.

Certo, l’Italia non è un paese dove le cose sono semplici e chiare, tanto più che i contratti vengono firmati con anni di ritardo.

In effetti, come detto in un altro articolo (VEDI), oggi la confusione regna sovrana, ma cosa è successo in precedenza, dopo la stipula dei CCNL sopra menzionati? E’ successo esattamente il contrario di quanto sta succedendo oggi: la chiarezza ha regnato sovrana; lo possiamo dire con assoluta sicurezza, dato che abbiamo ritrovato le Note applicative emanate dal MIUR e dall’INPDAP.

Il MIUR ha comunicato con molta chiarezza all’INPDAP gli importi degli aumenti contrattuali e le relative decorrenze, nonché gli effetti di questi aumenti su pensione e liquidazione dei Dirigenti Scolastici cessati dal servizio nell’arco della vigenza contrattuale.

L’INPDAP dal canto suo ha fatto proprie le indicazioni del MIUR e ha dato indicazione alle sedi provinciali perché venissero correttamente riliquidate le pensioni e le buonuscite agli aventi diritto.

E’ vero che in questi anni il MIUR ha cambiato nome diverse volte e l’INPDAP è stata assorbita dall’INPS, ma la sostanza non è cambiata: le norme contrattuali sono le stesse, anche la loro applicazione dovrebbe essere la stessa.

Basterebbe riprendere le Note emanate nel 2006 e nel 2010 e riportarle ad oggi, adattandole al mutato quadro amministrativo e alle disposizioni contrattuali del CCNL 2016/2018.

Per la verità, come detto in precedenza, l’INPS ha emanato una Circolare molto chiara, mentre il MIUR…non ha emanato niente, almeno per quanto a noi risulta; di qui, la confusione che regna nei vari USR (VEDI).

A coloro che ci hanno chiesto una consulenza, noi abbiamo consigliato di fare una diffida all’USR e alla sede INPS competente, ma a questo punto consigliamo, oltre alle diffide appena menzionate, di inviare un Accesso agli Atti ed una Diffida all’Amministrazione Centrale del MIUR.

Bisogna chiedere che vengano emanate norme chiare, in modo che gli USR possano trasmettere all’INPS i corretti importi degli aumenti previsti dal CCNL 2016/2018 in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale; non si chiede molto, si chiede di fare nel 2020 quello che è stato fatto nel 2010 e nel 2006…

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