IL FUN 2017/2018. BRUTTE NOTIZIE

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

IL FUN 2017/2018. BRUTTE NOTIZIE

Finalmente siamo riusciti ad avere il testo del Decreto che determina il FUN dell’a.s. 2017/2018 (DDG 1486/2019), testo che né i sindacati né il MIUR hanno pubblicato e che a tutt’oggi è impossibile reperire sul web. Chissà perché…

Le notizie non sono affatto buone, soprattutto per alcune regioni, si rischia di dover restituire quanto “indebitamente” percepito; noi abbiamo fatto una serie di simulazioni, che chiaramente non possono essere precise al centesimo, ma sono utili per capire i problemi che abbiamo davanti.

La diminuzione del FUN

Per prima cosa, va detto che il FUN 2017/2018 diminuisce rispetto a quello del 2016/2017, che è quello oggi vigente: si passa da 158.285.355,14 a 149.597.160,96 euro, sono 8.688.194,18 euro in meno, il 5,49 per cento, con differenze da regione a regione:

REGIONI

A.S.2016/2017

A.S. 2017/2018

DIFFERENZA

DIFFERENZA IN %

ABRUZZO

3.709.518,81

3.529.840,79

-179.678,02

-4,84

BASILICATA

2.353.755,58

2.239.746,69

-114.008,89

-4,84

CALABRIA

7.117.756,87

6.701.322,10

-416.434,77

-5,85

CAMPANIA

18.980.684,98

17.953.809,47

-1.026.875,51

-5,41

EMILIA ROMAGNA

10.092.903,92

9.586.115,84

-506.788,08

-5,02

FRIULI VENEZIA GIULIA

3.219.937,62

3.063.973,47

-155.964,15

-4,84

LAZIO

13.858.912,84

13.151.792,57

-707.120,27

-5,10

LIGURIA

3.671.858,70

3.440.250,92

-231.607,78

-6,31

LOMBARDIA

21.635.721,27

20.498.161,71

-1.137.559,56

-5,26

MARCHE

4.538.040,76

4.210.723,78

-327.316,98

-7,21

MOLISE

1.035.652,46

985.488,54

-50.163,92

-4,84

PIEMONTE

10.676.635,30

10.069.901,12

-606.734,18

-5,68

PUGLIA

12.578.469,81

11.897.534,42

-680.935,39

-5,41

SARDEGNA

5.310.072,59

4.981.196,64

-328.875,95

-6,19

SICILIA

16.193.838,38

15.230.277,50

-963.560,88

-5,95

TOSCANA

9.207.891,82

8.708.135,13

-499.756,69

-5,43

UMBRIA

2.655.036,29

2.508.516,29

-146.520,00

-5,52

VENETO

11.448.667,14

10.840.373,98

-608.293,16

-5,31

ITALIA

158.285.355,14

149.597.160,96

-8.688.194,18

-5,49

Sono 1.279,18 euro in meno a testa; è da tanto che diciamo che con il contratto si rischiavano anche le…diminuzioni; purtroppo ci abbiamo azzeccato!

Cosa è successo?

Come mai il FUN diminuisce, nonostante ci siano i nuovi stanziamenti stabiliti dal CCNL? Molto semplice: non ci sono più le risorse una tantum della Buona Scuola e il MIUR continua con i tagli.

Oltre al “solito” taglio della Ria, siamo arrivati a 28.525.590,99 euro, il MIUR ha pensato bene di tagliare altri 4.073.549,49 euro, in applicazione del D.Lgs. 75/2017; più esattamente: il MIUR ha tagliato su imposizione del MEF, come avvenuto negli anni precedenti e il taglio è illegittimo, al pari dei tagli degli anni precedenti.

Di più: i tagli li ha fatti addirittura il contratto! Nella Tabella 6, dove viene determinato l’ammontare del FUN, il MIUR riporta gli incrementi stabiliti dall’art. 41, commi 1 e 2 CCNL 2016-2018 (1.931.061,33+17.825.311,94 euro), ma ne toglie anche 10.358.659,37, in applicazione del comma 4 del medesimo art. 41.

Come mai questa assurdità? Molto semplice: i soldi per l’aumento della retribuzione di posizione/quota fissa non bastavano, per cui sono state tagliate delle risorse nel 2018 e sono state riversate nel 2019!

In passato abbiamo invocato il giudice molte volte contro i pluriennali tagli del MIUR, finalmente siamo passati ai fatti: l’UDIR ha presentato ricorso al TAR del Lazio, non sappiamo cosa abbiano fatto i sindacati rappresentativi, che pure avevano preannunciato il ricorso giurisdizionale.

La diminuzione della retribuzione variabile ed accessoria

La diminuzione del FUN comporta che si vada ad una diminuzione della retribuzione variabile ed accessoria; il contratto ha infatti stabilito un aumento della retribuzione di posizione/quota fissa, ma questo aumento va pagato tramite il FUN, di conseguenza il budget per la retribuzione variabile ed accessoria diminuisce.

Nella nostra simulazione, in media pro capite sono circa 1.500 euro annui in meno.

La retribuzione di posizione/quota variabile e la retribuzione di risultato

Si potrebbe pensare: nel 2016/2017 c’erano molti fondi dedicati specificamente alla sola retribuzione di risultato, per cui la diminuzione riguarderà questa voce della retribuzione.

Non è così, c’è addirittura il rischio che si vada ad una diminuzione dello stipendio mensile, per non dire la certezza almeno in alcune regioni, nel senso che potrebbe diminuire la retribuzione di posizione/quota variabile.

Si da il caso infatti che il CCNL 2016/2018, all’art. 42, abbia stabilito una serie di norme che danno luogo ad uno spostamento di risorse dalla retribuzione di posizione alla retribuzione di risultato; lo ripetiamo, bisognerà vedere regione per regione, noi al solito abbiamo fatto una simulazione a livello nazionale e il risultato non è affatto buono.

La retribuzione di posizione/quota variabile diminuisce in media di circa 3.200 euro annui, circa 250 euro al mese in meno; questo vuol dire che dopo la firma dei CIR lo stipendio mensile diminuirà, almeno in alcune regioni.

Peggio: bisognerà restituire quando “indebitamente” percepito! Dopo gli arretrati a credito dello scorso agosto, si rischiano gli arretrati a debito…

La retribuzione di risultato invece aumenterà leggermente, circa 500 euro annui; Brunetta sarà contento.

Le relazioni sindacali

Ma esistono ancora le relazioni sindacali? Soprattutto, quello che dice il contratto, vale oppure no?

Sempre ammesso che noi l’abbiamo letto bene, perché ci viene il dubbio di non averci capito niente.

Ci sono materie che il contratto prevede esplicitamente come materie di confronto (Art. 5) e di contrattazione (Art.7), ma non se ne è fatto niente: nessuna comunicazione da parte dell’Amministrazione, nessuna trattativa, nessun verbale o contratto integrativo.

C’è una cosa che ci lascia stupiti: il MIUR ha trasmesso agli USR la suddivisione del FUN e ha dato mandato di provvedere alla contrattazione regionale, i CIR che ben conosciamo; eppure, il CCNL 2016/2018 non prevede un livello di contrattazione regionale:

Art.7-Contrattatazione collettiva integrativa: materie

4. La contrattazione integrativa di cui al comma 1 si svolge:

a) in sede MIUR, a livello nazionale, per i dirigenti delle Istituzioni scolastiche ed educative e delle Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica;

b) presso ciascuna amministrazione, per i dirigenti delle altre amministrazioni destinatarie del presente CCNL.

Il CCNL ci sembra chiarissimo: per i Dirigenti Scolastici e i Dirigenti AFAM la contrattazione avviene in sede MIUR, a livello nazionale”, il livello regionale non è affatto menzionato.

Si potrebbe dire: vale normativa previgente dell’Area V, ma non è così, perché anche in questo caso il CCNL 2016/2018 è chiarissimo:

Art. 3-Obiettivi e strumenti

7. Le clausole del presente titolo sostituiscono integralmente, per il personale destinatario del presente CCNL, tutte le disposizioni in materia di relazioni sindacali previste nei precedenti CCNL di provenienza, le quali sono pertanto disapplicate.

Più chiaro di così…i problemi che stiamo sollevando non sono formalismi, cosa diranno gli organi di controllo quando verranno loro sottoposti i CIR firmati nelle diverse regioni?

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