LO STIPENDIO DEI NUOVI DIRIGENTI SCOLASTICI

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

LO STIPENDIO

DEI NUOVI DIRIGENTI SCOLASTICI

(Avvertenza: l’articolo va letto avendo davanti agli occhi il cedolino mensile)

INTRODUZIONE

Lo stipendio per i nuovi Dirigenti Scolastici, come per tutti i lavoratori, è composto da diverse voci, che si ritrovano nel cedolino mensile; importante: le voci sono molto diverse tra docenti e Dirigenti Scolastici.

Per quanto riguarda i Dirigenti scolastici, queste le voci della retribuzione riportate nel cedolino mensile:

-Stipendio tabellare

-Indennità di vacanza contrattuale (IVC)

-Retribuzione di posizione, quota fissa

-Retribuzione di posizione, quota variabile.

C’è poi una quinta voce retributiva, la retribuzione di risultato, che però non si trova nel cedolino mensile, per il semplice motivo che viene corrisposta in un’unica soluzione annuale.

Importante notare che gli importi delle diverse voci vengono stabiliti in sedi normative molto diverse:

-gli importi dello stipendio tabellare e della retribuzione di posizione/quota fissa vengono stabiliti dai contratti nazionali, per cui cambiano quando viene stipulato il CCNL; in teoria dovrebbe succedere ogni tre anni, ma come ben sappiamo la realtà e molto diversa

-l’importo dell’IVC è stabilito per legge, nel caso che non si proceda al rinnovo contrattuale in tempo utile, come in effetti avviene sempre

-gli importi della retribuzione di posizione/quota variabile e della retribuzione di risultato, che come detto non troviamo nello stipendio mensile, fino ad oggi sono stati stabiliti dai contratti regionali, i CIR, che hanno cadenza annuale.

Le voci della retribuzione di cui abbiamo parlato finora e i relativi importi costituiscono lo stipendio “lordo dipendente”: un’espressione alquanto criptica che andremo a spiegare, in modo che si possa capire come mai tra gli importi che leggiamo sulle tabelle contrattuali e le somme che effettivamente intaschiamo ogni mese ci sia molta differenza; si tratta della differenza tra “Retribuzione lorda contrattuale” e “Netto in busta” che fa diventare molto problematica la comprensione del cedolino.

Dopo questa breve introduzione, per essere il più concreti possibile, andiamo a vedere in modo analitico il cedolino mensile, che è composto da due pagine; noi illustreremo un cedolino di agosto 2019, con l’avvertenza che il Tesoro si diverte ogni tanto a modificare, sia pure leggermente, l’impaginazione delle diverse voci.

LA PRIMA PAGINA DEL CEDOLINO

La prima pagina del cedolino ha carattere generale e riassuntivo, sono riportati i dati personali, l’Amministrazione di appartenenza, la posizione giuridico/economica (Prima c’era scritto docente, ora c’è scritto Dirigente Scolastico…), le detrazioni spettanti, gli estremi di pagamento.

La cosa più importante in questa sezione della prima pagina sono le detrazioni fiscali, che vanno controllate perché variano da persona a persona; nell’esempio di cedolino che stiamo illustrando assumiamo che ammontino a 34 euro, ma possono anche essere su periori o, all’opposto, pari a zero.

L’ultima sezione della prima pagina è denominata “DATI RIEPILOGATIVI DELLA RETRIBUZIONE”; come dice la stessa intestazione, vengono riportate in modo riepilogativo le diverse voci che vanno a determinare l’importo mensile della retribuzione.

Le voci sono tre: le competenze fisse, le ritenute e i conguagli fiscali e previdenziali; le competenze meno le ritenute e i conguagli danno il totale netto, cioè lo stipendio effettivamente percepito.

Riportiamo in un prospetto i dati riepilogativi, così come contenuti nel cedolino:

Competenze fisse

Ritenute

Competenze

Stipendio

 

3.481,59

Altri assegni

 

1.955,67

Ritenute

 

 

Previdenziali

619,85

 

Fiscali

1.531,66

 

Altre ritenute

20,00

 

Conguagli fiscali e previdenziali

150,00

 

Totale

2.321,51

5.437,26

Totale netto

 

3.115,75

Come appena detto, la prima pagina è riepilogativa e riassuntiva, ci si capisce poco; per avere un’idea più chiara, bisogna andare alla seconda pagina, in cui le diverse voci sono riportate in modo analitico.

LA SECONDA PAGINA DEL CEDOLINO

Nella seconda pagina, in alto, vengono riepilogati i dati anagrafici del dipendente e vengono riportate le coordinate dell’Ente di appartenenza; tutto il resto della pagina è dedicato ad una sezione denominata “DATI DI DETTAGLIO DELLA RETRIBUZIONE”.

Come dice l’intestazione, se nella prima pagina erano stati forniti i dati riepilogativi, nella seconda vengono forniti i dati in dettaglio.

Naturalmente, vengono riprese le tre voci delle competenze, delle ritenute e dei conguagli fiscali e previdenziali; noi facciamo un’analisi puntuale delle competenze, mentre per quanto riguarda le ritenute e i conguagli fiscali e previdenziali non entreremo nel dettaglio, ma daremo un dato riassuntivo, per non complicare troppo l’esposizione.

Va anche evidenziato che ciò che bisogna controllare sono le competenze, perché il “fattore umano” nell’inserirle a volte commette degli errori, mentre tutto il resto è automatico.

Le competenze

Si tratta di tre voci di importo uguale per tutti ed una di importo variabile, suddivise in due categorie: lo stipendio e gli altri assegni, così come abbiamo visto nella prima pagina; riportiamo di seguito il prospetto contenuto nel cedolino:

DATI DI DETTAGLIO DELLA RETRIBUZIONE

Cod.

Descrizione

Ritenute

Competenze

Competenze fisse

 

STIPENDIO

 

 

KL01

STIPENDIO TABELLARE

 

3.481,59

 

ALTRI ASSEGNI

 

 

118/KL1

IND. VACANZA CONTRATTUALE

 

24,37

678/001

RETRIBUZIONE DI POSIZIONE-                     QUOTA VARIABILE

 

964,75

679/KL1

RETRIBUZIONE DI POSIZIONE-                     QUOTA FISSA DIR.SCOL.

 

966,55

Lo “STIPENDIO” è composto di un’unica voce, lo stipendio tabellare: spetta a tutti i Dirigenti in misura uguale, l’importo è di 3.481,59 euro ed è quello stabilito dal CCNL recentemente firmato.

Gli “ALTRI ASSEGNI” si suddividono in tre voci:

1.L’indennità di vacanza contrattuale: viene corrisposta nelle more della stipula del contratto e viene riassorbita dagli aumenti contrattuali; potrà sembrare strano, ma siamo già nella vigenza contrattuale 2019/2020, per cui dallo scorso aprile è in pagamento l’IVC legata alla stipula di questo contratto, l’importo derivante da norme di legge è pari a 24,37 euro.

2.La retribuzione di posizione/quota variabile spetta anch’essa a tutti i dirigenti, ma gli importi non sono uguali per tutti, variano da persona a persona; dipendono dalla regione dove si presta servizio e dalla fascia in cui è collocata la scuola che si dirige.

Gli importi, almeno fino ad oggi, sono stati stabiliti nei contratti integrativi regionali (CIR), gli ultimi sono stati firmati nell’a.s. 2016/2017; l’importo riportato nella tabella corrisponde ad una scuola di seconda fascia del Lazio ed è pari a 964,75 euro.

3.La retribuzione di posizione/quota fissa: come lo stipendio tabellare, spetta a tutti i dirigenti in misura uguale; l’importo è stato anch’esso stabilito dal CCNL recentemente firmato nella misura di 966,65 euro.

Il totale è dato naturalmente dalla somma delle quattro voci e costituisce lo “stipendio lordo dipendente”; nell’esempio riportato in tabella, il totale è pari a 5.437,26 euro, anche se stranamente la cifra non viene riportata nel cedolino.

In questa sezione si trovano eventualmente anche gli arretrati e a dicembre la tredicesima.

Le ritenute

Sullo stipendio gravano delle ritenute, che come già detto qui non verranno considerate in modo analitico, ma in modo riassuntivo, per non appesantire troppo il discorso; riportiamo di seguito un prospetto semplificato delle ritenute e lo andiamo poi ad illustrare:

PREVIDENZIALI

619,85

FISCALI

1.531,66

ALTRE RITENUTE

20,00

Le ritenute che riguardano tutti sono di due tipi: previdenziali e fiscali, ma ci possono essere anche altre ritenute che possono esserci o non esserci e variano da persona a persona.

1.Si parte dalle ritenute previdenziali, che nel cedolino sono di varia natura e di importi diversi; noi per semplificare consideriamo che ammontino a circa l’11,4% del totale lordo, nell’esempio sopra riportato queste ritenute assommano quindi a 619,85 euro.

2.Per calcolare le ritenute fiscali, si parte dall’imponibile fiscale, che è dato dal totale lordo dello stipendio meno le ritenute previdenziali, nel nostro caso è pari a 4.817,41 euro (Totale lordo di 5.437,26 euro meno 619,85 di ritenute previdenziali).

Come si sa, in Italia vige un sistema di tassazione progressivo, ma anche qui, per semplificare, noi consideriamo un’aliquota media del 32,5%, per cui le ritenute fiscali ammontano a 1.565,66 euro, o per meglio dire ammonterebbero a 1.565,66 euro, perché da questa cifra bisogna sottrarre le detrazioni fiscali.

Nella prima pagina abbiamo considerato 34 euro di detrazioni, per cui le ritenute fiscali ammontano a 1.531,66 euro.

3.Ci possono essere poi altre ritenute, come i contributi sindacali, i contributi di riscatto previdenziali o i prestiti, che possono andare da zero a diverse centinaia di euro; noi consideriamo qui una cifra indicativa, per esempio 20 euro di contributi sindacali.

Conguagli fiscali e previdenziali

Il nome è alquanto strano, ma il contenuto è molto semplice: ci sono altre ritenute, si tratta delle tasse comunali e regionali, che naturalmente variano in base al comune e alla regione di residenza; nel nostro esempio, noi indichiamo una cifra puramente indicativa di 150 euro.

Il Totale e le aliquote fiscali

La pagina si conclude con i totali delle ritenute e delle competenze, la differenza dà il totale netto:

Competenze

Ritenute

Competenze

Totale

2.321,51

5.437,26

Totale netto

 

3.115,75

Naturalmente, il totale coincide con quello della prima pagina.

Vengono infine indicate le aliquote fiscali applicate, l’aliquota massima e l’aliquota media.

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