LA DECURTAZIONE DELL’ASSSEGNO AD PERSONAM. SIAMO AL RIDICOLO

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

LA DECURTAZIONE DELL’ASSSEGNO AD PERSONAM

SIAMO AL RIDICOLO

In risposta ad una collega che aveva inviato una diffida, la RTS di Napoli ha fornito la seguente giustificazione in merito alla decurtazione dell’Assegno ad Personam: “…con l’adeguamento degli importi tabellari di stipendio è stato riassorbito l’assegno personale riassorbibile, codice 520/004, di un importo equivalente all’aumento stipendiale stabilito dal CCNL”.

La RTS allega poi copia del messaggio NoiPa n. 86/2019, dove si specifica che “…l’applicazione del CCNL potrebbe aver determinato un arretrato a debito con recupero sulla mensilità di Agosto 2019”; ecco perché i colleghi “decurtati” hanno avuto meno arretrati degli altri colleghi.

Per il Tesoro la decurtazione è permanente, per cui questi colleghi da una parte hanno gli aumenti, ma dall’altra hanno anche…un taglio!

Questa decurtazione dell’Assegno ha del misterioso, o forse è meglio dire…del ridicolo! Vediamo i diversi aspetti.

L’importo della ecirtazione

L’importo della decurtazione è un autentico mistero; il Tesoro parla di stipendio tabellare, che a regime è aumentato di 125 euro mensili, ma ai colleghi interessati l’Assegno è stato decurtato di 150 euro: come mai? Perché la decurtazione è superiore all’aumento?

Abbiamo detto 150 euro, ma non è proprio così, perché la cifra non è precisa, varia di qualche centesimo da persona a persona; di nuovo: come mai?

I pensionati

L’Assegno è stato tagliato anche ai pensionati, per cui anche loro hanno ricevuto meno arretrati rispetto a quanto spettante; anche qui non mancano le stranezze: un collega andato in pensione nel 2017 ha ricevuto 2,07 euro di arretrati, mentre una collega andata in pensione sempre nel 2017 ha ricevuto ben 8,25 euro. Di nuovo: a cosa si deve questa differenza?

Non vorremmo che a qualcuno venga in testa di tagliare la pensione di questi colleghi…

La mancanza di trasparenza

Naturalmente, sia per i colleghi in servizio che per i pensionati nei cedolini non c’è alcuna spiegazione; alla faccia della trasparenza!

La disparità di trattamento è una questione di codice

Queste però sono piccolezze; la cosa veramente assurda è che non tutti i colleghi interessati hanno subito la decurtazione, alcuni l’hanno subita ed altri no. Come mai? E’ tutta una questione di codice…

I colleghi che godono dell’Assegno ad Personam sono infatti inseriti a sistema con il codice 520, ma ci sono poi due sub-codici diversi: alcuni hanno il 004, altri il 003; quelli con il sub-codice 004 hanno subito la decurtazione, quelli con il sub-codice 003 no.

A cosa è dovuta questa differenza, perché a suo tempo sono stati assegnati due sub-codici diversi a persone che si trovavano nella stessa situazione?

Non si sa; una collega ci segnala che lei ha lo 004, per cui ha subito la decurtazione, mentre un’altra collega della stessa regione e dello stesso concorso ha lo 003, per cui non ha avuto la decurtazione.

Misteri di codice…

Cosa fa il MIUR?

Per la verità successe la stessa cosa nel 2010, ma poi il MIUR fece sanare l’ingiustizia, mentre oggi è del tutto assente; ricordiamo che il Tesoro è Ufficio Pagatore, che agisce in ottemperanza di quanto trasmesso dall’Amministrazione di appartenenza, sarebbe ora che Viale Trastevere battesse un colpo!

Non c’è infatti alcuna ragione che giustifichi la decurtazione “discriminatoria”, dato che in merito il contratto è molto chiaro; all’art.39, comma 6, il CCNL 2016/2018 testualmente stabilisce: “Restano confermati la retribuzione individuale di anzianità nonché gli eventuali assegni ad personam, ove acquisiti o spettanti, nella misura in godimento di ciascun dirigente.”

Più chiaro di così…

 

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