IL CONCORSO A PRESIDE SALVATO IN EXTREMIS DAL CONSIGLIO DI STATO

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

IL CONCORSO A PRESIDE

SALVATO IN EXTREMIS DAL CONSIGLIO DI STATO

di

SALVATORE INDELICATO

la storia si ripete perché non è la prima volta e forse non sarà nemmeno l’ultima: tutti i concorsi a dirigente scolastico dal 2004 sono stati attaccati e regolarmente demoliti o ammaccati dai soliti giudici amministrativi, che di cavilli tra le pieghe ne trovano sempre.

L’anomalia, anzi l’aberrazione giuridica tutta italiana, è quella che, invece di dare ragione alla singola ricorrente ingiungendo al ministero il rifacimento della prova o della valutazione per la singola candidata ricorrente, annulla in toto la procedura concorsuale ed estende quindi ERGA OMNES gli effetti negativi.

La cosa è tanto più assurda se si considera il fatto che su ben 11 lamentele della ricorrente, il Tribunale ne abbia accettata solo una, quella meno significativo e importante: la presenza di membri incompatibili in tre commissioni. Tale presenza nella seduta in cui sono stati definiti i criteri di valutazione della prova scritta compromette, secondo il TAR, l’intera procedura

A questo punto il MIUR cerca di correre ai ripari, ricorrendo al Consiglio di Stato chiedendo la sospensiva della sentenza del TAR, perché in caso di sospensiva e in attesa del pronunciamento di merito, sarà possibile proseguire nelle operazioni conclusive del concorso, compresa l’approvazione della graduatoria di merito e l’assunzione dei vincitori.

Si ingaggia a questo punto un’azione sindacale e anche individuale da parte dei vincitori del concorso, per costituire una massa critica di azione di contrasto alla sentenza del Tar Lazio.

Un’azione decisiva viene intrapresa dal giovane sindacato dei dirigenti scolastici UDIR che con l’avv. Sergio Galleano, tempestivamente costituitosi in giudizio, è intervenuto fattivamente nella trattazione della causa ed ha contribuito all’ottenimento della sospensiva della sentenza del TAR Lazio.

Marcello Pacifico, presidente Udir, ha dichiarato: “Siamo stati i primi a richiedere la sospensione della sentenza di annullamento del concorso con ricorso n. 5742 dell’avv. Sergio Galleano, poi seguito dal ricorso n. 5764 del MIUR e dell’avvocatura dello stato. Grazie al nostro operato i vincitori del concorso DS vedranno riconosciuti i loro diritti, ne siamo pienamente convinti.”

“L’azione legale a tutela di chi si è sottoposto alla procedura concorsuale e ha superato tutte le prove al momento è risultata vincente – continua Marcello Pacifico–. Dal 1° settembre i candidati che entreranno in ruolo potranno finalmente coprire quel fabbisogno di organico che da anni registriamo nella dirigenza della scuola pubblica con posti vacanti dati in reggenza. Annullare l’intera procedura non era la soluzione più consona e per ora il Consiglio di Stato ci ha dato ragione”.

Va sottolineato che il Consiglio di Stato ha emesso in data 11 luglio 2019 l’Ordinanza n. 3512 conseguente al ricorso proposto dall’UDIR, mentre l’Ordinanza n. 3514 che accoglie l’istanza cautelare proposta dal Miur è stata emessa il giorno seguente.

Il ministro Bussetti ha già dichiarato che “si procederà ora senza indugio con la pubblicazione della graduatoria e le assunzioni”.

Bisogna adesso continuare nell’azione legale, in vista della sentenza di merito; l'adesione all'appello promossa da UDIR è gratuita e solo in caso di esito favorevole del contenzioso, i ricorrenti dovranno versare la cifra forfettaria di 150 Euro.

Intanto, il presidente nazionale Udir Marcello Pacifico invita il Miur a controllare le auto-certificazioni dei titoli in vista della pubblicazione delle graduatorie finali utili per la scelta delle sedi a livello nazionale.

Si pone intanto il problema degli idonei che hanno superato le prove, ma non si troveranno tra i vincitori; perché non inserirli in una graduatoria di merito?

Intanto, a Tivoli, in 200 vincitori si sono preparati ad aprire, nei nuovi ruoli di dirigente scolastico, le scuole il prossimo 1° settembre.

Salvatore Indelicato

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