LE RELAZIONI SINDACALI NEL CCNL 2016-2018

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

LE RELAZIONI SINDACALI NEL CCNL 2016/2018

Le relazioni sindacali vengono trattate nel TITOLO II del contratto, che è suddiviso in due Capi: nel primo viene trattato il Sistema delle relazioni Sindacali e nel secondo vengono trattati i Diritti Sindacali.

CAPO I – SISTEMA DELLE RELAZIONI SINDACALI

Il Capo è composto di otto articoli, dal 3 al 10.

Nell’articolo 3 viene definito il quadro di riferimento delle relazioni sindacali:

Art. 3-Obiettivi e strumenti

1. Il sistema delle relazioni sindacali è lo strumento per costruire relazioni stabili tra amministrazioni pubbliche e soggetti sindacali, improntate alla partecipazione consapevole, al dialogo costruttivo e trasparente, alla reciproca considerazione dei rispettivi diritti ed obblighi, nonché alla prevenzione e risoluzione dei conflitti.

2. Attraverso il sistema delle relazioni sindacali:

- si attua il contemperamento della missione pubblica delle amministrazioni con gli interessi dei lavoratori;

- si migliora la qualità delle decisioni assunte;

- si sostengono la crescita professionale e l’aggiornamento dei dirigenti, nonché i processi di innovazione organizzativa e di riforma della pubblica amministrazione.

3. Nel rispetto dei distinti ruoli e responsabilità dei datori di lavoro pubblici e dei soggetti sindacali, le relazioni sindacali presso le amministrazioni si articolano nei seguenti modelli relazionali:

a) partecipazione;

b) contrattazione integrativa.

4. La partecipazione è finalizzata ad instaurare forme di dialogo costruttivo tra le parti, su atti e decisioni di valenza generale delle amministrazioni, in materia di organizzazione o aventi riflessi sul rapporto di lavoro ovvero a garantire adeguati diritti di informazione sugli stessi; si articola, a sua volta, in:

- informazione;

- confronto.

5. La contrattazione integrativa è finalizzata alla stipulazione di contratti che obbligano reciprocamente le parti. Le clausole dei contratti sottoscritti possono essere oggetto di successive interpretazioni autentiche, anche a richiesta di una delle parti, con le procedure di cui all’art. 8.

6. E' istituito presso l'ARAN, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, l’Osservatorio a composizione paritetica con il compito di monitorare i casi e le modalità con cui ciascuna amministrazione adotta gli atti adottati unilateralmente ai sensi dell’art. 40, comma 3-ter, d.lgs. n. 165/2001. L'Osservatorio verifica altresì che tali atti siano adeguatamente motivati in ordine alla sussistenza del pregiudizio alla funzionalità dell'azione amministrativa. Ai componenti non spettano compensi, gettoni, emolumenti, indennità o rimborsi di spese comunque denominati. L’Osservatorio di cui al presente comma è anche sede di confronto su temi contrattuali che assumano una rilevanza generale, anche al fine di prevenire il rischio di contenziosi generalizzati.

7. Le clausole del presente titolo sostituiscono integralmente, per il personale destinatario del presente CCNL, tutte le disposizioni in materia di relazioni sindacali previste nei precedenti CCNL di provenienza, le quali sono pertanto disapplicate.

Per prima cosa, va evidenziato che le norme stabilite dal contratto sostituiscono per intero le precedenti norme in materia di relazioni sindacali, che erano state definite per le precedenti Aree contrattuali, le relazioni sindacali sono quindi uguali per tutti i Dirigenti dell’Area dell’Istruzione e della Ricerca (Comma 7).

Il contratto individua due modelli di relazioni sindacali: la partecipazione e la contrattazione integrativa.

La partecipazione

La partecipazione intende sviluppare il dialogo costruttivo tra Amministrazione ed OO.SS. sui vari aspetti del rapporto di lavoro; si articola a sua volta in informazione e confronto.

La Contrattazione integrativa

La contrattazione integrativa è finalizzata alla stipula di contratti che obbligano reciprocamente le parti, al pari di un CCNL; per questo motivo, le clausole contrattuali non possono avere un’interpretazione unilaterale, ma possono essere oggetto di interpretazione autentica, a richiesta anche di una sola delle parti.

Gli articoli successivi specificano quanto appena detto, a partire dall’articolo 4 che definisce il concetto di informazione:

Art. 4-Informazione

1. L’informazione è il presupposto per il corretto esercizio delle relazioni sindacali e dei suoi strumenti.

2. Fermi restando gli obblighi in materia di trasparenza previsti dalle disposizioni di legge vigenti, l’informazione consiste nella trasmissione di atti, dati ed elementi conoscitivi, da parte dell’amministrazione, ai soggetti sindacali di cui all’art. 6, comma 2 al fine di consentire loro di prendere conoscenza della questione trattata e di esaminarla.

3. L’informazione deve essere data nei tempi, nei modi e nei contenuti atti a consentire ai soggetti sindacali di cui all’art. 6, comma 2, di procedere a una valutazione approfondita del potenziale impatto delle misure da adottare ed esprimere osservazioni e proposte.

4. Sono oggetto di informazione tutte le materie per le quali i successivi artt. 5 e 7 prevedano il confronto o la contrattazione integrativa, costituendo presupposto per la loro attivazione.

5. I soggetti sindacali di cui all’art. 6, comma 2 ricevono, a richiesta, informazioni riguardanti gli esiti, anche economici, del confronto e della contrattazione integrativa, nonché i dati generali su andamenti occupazionali, anche in riferimento alle dotazioni organiche ed alle procedure concorsuali programmate.

L’informazione è il presupposto di corrette relazioni sindacali, per cui l’Amministrazione, fermo restando quanto previsto dalle vigenti norme di legge, fornisce alle OO.SS. atti, dati ed altri elementi conoscitivi relativi a tutte le materie per cui gli articoli successivi prevedono il confronto e la contrattazione, nei tempi e nei modi che permettano alle OO.SS. una valutazione approfondita e la possibilità di avanzare proposte.

Nell’articolo 5 viene definita una delle due modalità di relazioni sindacali, il confronto:

Art. 5-Confronto

1. Il confronto è la modalità attraverso la quale si instaura un dialogo approfondito sulle materie rimesse a tale livello di relazione, al fine di consentire ai soggetti sindacali di cui all’art. 6, comma 2, di esprimere valutazioni esaustive e di partecipare costruttivamente alla definizione delle misure che l'amministrazione intende adottare.

2. Il confronto si avvia mediante l'invio ai soggetti sindacali di cui al comma 1 degli elementi conoscitivi sulle misure da adottare, con le modalità previste per la informazione. A seguito della trasmissione delle informazioni, amministrazione e soggetti sindacali si incontrano se, entro cinque giorni dall'informazione, il confronto è richiesto da questi ultimi, anche singolarmente. L’incontro può anche essere proposto dall’amministrazione contestualmente all’invio dell’informazione. Il periodo durante il quale si svolgono gli incontri non può essere superiore a quindici giorni. Al termine del confronto, è redatta una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse.

3. Sono oggetto di confronto:

a) i criteri per la graduazione delle posizioni dirigenziali, correlate alle funzioni e alle connesse responsabilità delle Università, delle Aziende ospedaliero universitarie e degli Enti di ricerca, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 48 (Retribuzione di posizione dei dirigenti e graduazione degli uffici), comma 5;

b) i criteri per la graduazione delle posizioni dirigenziali di dirigenti scolastici ed Afam, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 12 commi 3 e 4 del CCNL 11/4/2006 come sostituiti dall’art. 6 CCNL 15/7/2010;

c) i criteri generali delle procedure di valutazione della performance dei dirigenti;

d) le linee di indirizzo e i criteri generali per l’individuazione delle misure concernenti la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, ivi comprese quelle concernenti lo stress lavoro correlato;

e) le condizioni, i requisiti ed i limiti per il ricorso alla risoluzione consensuale;

f) le linee generali di riferimento per la pianificazione di attività formative e di aggiornamento;

g) i criteri generali per il conferimento degli incarichi dirigenziali.

4. Il confronto di cui al comma 3 si svolge:

a) in sede MIUR, a livello nazionale, per i dirigenti delle Istituzioni scolastiche ed educative e delle Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica;

b) presso ciascuna amministrazione, per i dirigenti delle altre amministrazioni destinatarie del presente CCNL.

5. Con riferimento ai soli dirigenti delle Istituzioni scolastiche ed educative, il confronto si svolge a livello di Direzione scolastica regionale sui criteri generali per il conferimento degli incarichi di reggenza.

Il confronto consiste in una interlocuzione approfondita tra OO.SS. e Amministrazione in merito alle materie che sono oggetto di questo tipo di relazione sindacale, con modalità e tempi ben definiti dal testo contrattuale; al termine del confronto, viene redatta una sintesi delle posizioni emerse.

L e risultanze del confronto non vincola l’Amministrazione, per cui questa in ogni caso adotta unilateralmente i provvedimenti di sua competenza.

Il confronto avviene a livello di Amministrazione Centrale, solo per quanto attiene ai criteri per il conferimento delle reggenze avviene a livello di USR.

Per quanto riguarda i Dirigenti Scolastici, indichiamo di seguito la materie più importanti che sono oggetto di confronto:

Criteri per la definizione delle posizioni dirigenziali

Si tratta delle attuali fasce delle istituzioni scolastiche; nel merito, il CCNL riprende quanto previsto dai commi 3 e 4 dell’art.6 del CCNL 2006/2009, di cui riportiamo il testo:

“3. Fatto salvo quanto previsto dall'art. 13 del CCNL dell’11/4/2006, ai fini dell’articolazione delle funzioni dirigenziali e delle connesse responsabilità, cui è correlata la retribuzione di posizione, si tiene conto dei seguenti criteri generali concernenti le oggettive caratteristiche delle istituzioni scolastiche:

a) criteri attinenti alla dimensione (numero alunni, numero docenti, numero ATA);

b) criteri attinenti alla complessità (pluralità di gradi scolastici, di indirizzi);

c) criteri attinenti al contesto territoriale (zone di particolare disagio sociale o territoriale).

4. I criteri generali di cui al precedente comma 3 si fondano sui dati obiettivi del sistema informativo del MIUR.”

Vengono quindi confermati i criteri del precedente contratto e si riafferma la distinzione tra responsabilità dirigenziale e responsabilità disciplinare.

Criteri generali per la valutazione dei Dirigenti Scolastici

Fermo restando che la valutazione spetta all’Amministrazione sulla base delle norme vigenti, i criteri generali diventano oggetto di confronto.

Criteri generali per il conferimento degli incarichi dirigenziali

Vale lo stesso discorso relativamente ai criteri per il conferimento degli incarichi dirigenziali.

Nei tre articoli seguenti viene normata la contrattazione collettiva, il tema è suddiviso in tre parti: i soggetti, le materie, i tempi e le procedure.

Iniziamo dalla definizione dai soggetti titolari della contrattazione integrativa:

Art.6-Contrattatazione collettiva integrativa: soggetti

1. La contrattazione collettiva integrativa si svolge, nel rispetto delle procedure stabilite dalla legge e dal presente CCNL, tra la delegazione sindacale, come individuata al comma 2, e la delegazione di parte datoriale, come individuata al comma 4.

2. I soggetti sindacali titolari della contrattazione integrativa sono:

a) i rappresentanti nazionali o territoriali delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del presente CCNL;

b) le rappresentanze sindacali aziendali costituite espressamente per la presente area contrattuale ai sensi dell’art. 42, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001 dalle organizzazioni sindacali rappresentative, in quanto ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei CCNL della stessa area dirigenziale, ai sensi dell’art. 43 del d.lgs.n.165/2001.

3. La disciplina di cui al comma 2 lett. b) trova applicazione fino alla costituzione delle specifiche rappresentanze sindacali unitarie del personale destinatario del presente CCNL, ai sensi dell’art. 42, comma 9, del d.lgs. n. 165 del 2001

4. I componenti della delegazione di parte datoriale, tra cui è individuato il presidente, sono designati dall’organo competente secondo i rispettivi ordinamenti. Presso le Università, la delegazione di parte datoriale è nominata dal Consiglio di amministrazione ed è presieduta dal Rettore e dal Direttore generale o da soggetti loro delegati. Presso le Aziende Ospedaliere Universitarie la delegazione datoriale è nominata dall’organo competente secondo i rispettivi ordinamenti ed è composta dal titolare del potere di rappresentanza dell’Azienda o da un suo delegato e dal Rettore dell’Università o da un suo delegato, tra i quali è individuato il presidente. Presso gli Enti di ricerca, la delegazione di parte datoriale è composta dal Presidente o da un suo delegato, che la presiede, e dal direttore generale o uno suo delegato.

Vengono individuate la delegazione sindacale e la delegazione datoriale.

Delegazione sindacale

Sono ammessi alla contrattazione integrativa i rappresentanti dei sindacati firmatari del CCNL e le RSA delle OO.SS. rappresentative, fino a che non verranno costituite le RSU; per i Dirigenti Scolastici, naturalmente non esistono le RSA e anche le RSU non sono state mai costituite.

Delegazione datoriale

La delegazione datoriale è individuata dagli organi competenti, nel caso dei Dirigenti Scolastici l’Amministrazione centrale o periferica del MIUR.

Passiamo all’argomento più importante: le materie oggetto della contrattazione integrativa:

Art.7-Contrattatazione collettiva integrativa: materie

1. Sono oggetto di contrattazione integrativa:

a) l’individuazione delle posizioni dirigenziali i cui titolari devono essere esonerati dallo sciopero, ai sensi della legge 146 del 1990 e successive modifiche ed integrazioni, secondo quanto previsto dalle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali dei CCNL;

b) i criteri generali per la determinazione della retribuzione di risultato;

c) i criteri per la corresponsione delle quote aggiuntive di retribuzione di risultato connesse ad incarichi aggiuntivi;

d) i criteri per la corresponsione di quote aggiuntive di retribuzione di risultato, a valere sulle risorse destinate a retribuzione di posizione, nel caso di affidamento di incarichi ad interim o reggenze per i periodi di sostituzione di altro dirigente;

e) i criteri di riparto dei Fondi tra quota destinata a retribuzione di posizione e quota destinata a retribuzione di risultato, nel rispetto delle vigenti discipline in materia stabilite a livello di contratto collettivo nazionale, nonché i criteri di riparto su base regionale delle risorse del Fondo di cui all’art. 41, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 42 (Retribuzione di posizione dei dirigenti scolastici ed Afam);

f) i criteri per l’esercizio dei diritti e dei permessi sindacali ai sensi dell’art. 18 del CCNQ 4 dicembre 2017.

2. Le materie a cui si applica l’art. 8, comma 4 sono quelle di cui al comma 1, lettere a) ed f).

3. Le materie a cui si applica l’art. 8, comma 5 sono quelle di cui al comma 1, lettere b), c), d), e).

4. La contrattazione integrativa di cui al comma 1 si svolge:

a) in sede MIUR, a livello nazionale, per i dirigenti delle Istituzioni scolastiche ed educative e delle Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica;

b) presso ciascuna amministrazione, per i dirigenti delle altre amministrazioni destinatarie del presente CCNL.

Nel comma 1 vengono stabilite le materie che sono oggetto di contrattazione integrativa; a parte le lettere a) e f), tutte le altre lettere indicano materie che attengono al trattamento economico dei Dirigenti Scolastici, più precisamente riguardano la retribuzione di risultato e il FUN.

La retribuzione di risultato

Alla lettera b) vengono indicati tra le materie di contrattazione i “criteri per la determinazione della retribuzione di risultato”.

Il testo non è chiarissimo, forse volutamente, ma è evidente che si sta parlando del quantum, non certo delle modalità di definizione e di attribuzione della retribuzione di risultato, che sono riserva di legge, tanto meno della valutazione dei Dirigenti Scolastici, materie che sono piuttosto oggetto di confronto.

In particolare, nelle lettere c) e d) vengono indicati come materie di contrattazione i criteri per la corresponsione delle quote aggiuntive di retribuzione di risultato legate:

-all’espletamento di incarichi aggiuntivi; per i Dirigenti Scolastici si tratta di poca cosa, quasi sempre definiti per legge o soggetti a delibere degli OO.CC. dell’istituzione Scolastica

-all’affidamento di incarichi ad interim(?) o di reggenze; questa è una materia più importante per i Dirigenti Scolastici, soprattutto nei periodi tra un concorso e l’altro; il contratto specifica che la remunerazione è a carico della quota di FUN destinata alla retribuzione di posizione.

Il FUN

La lettera e) riguarda il FUN; sono oggetto di contrattazione i criteri in merito alla:

-suddivisione del FUN tra quota destinata alla retribuzione di posizione e retribuzione di risultato, nel rispetto di quanto stabilito dal CCNL

-la ripartizione del FUN tra le regioni, sempre nel rispetto di quanto stabilito dal CCNL.

La sede della contrattazione integrativa

Per quanto riguarda i Dirigenti Scolastici, il comma 4 stabilisce che la contrattazione integrativa avviene al livello dell’Amministrazione Centrale del MIUR.

Dato che l’articolo 7 si incrocia con l’articolo 8 per quanto riguarda tempi e procedure per le diverse materie di contrattazione, ne parleremo illustrando l’articolo 8:

Art.8-Contrattatazione collettiva integrativa: tempi e procedure

1. Il contratto collettivo integrativo ha durata triennale e si riferisce a tutte le materie di cui all’art. 7, comma 1. I criteri di ripartizione dei Fondi tra quota destinata a retribuzione di posizione e quota destinata a retribuzione di risultato, possono essere negoziati con cadenza annuale.

2. L'amministrazione provvede a costituire la delegazione datoriale di cui all’art. 6, comma 4 entro trenta giorni dalla stipulazione del presente contratto.

3. L’amministrazione convoca la delegazione sindacale di cui all'art. 6, comma 2, per l'avvio del negoziato, entro trenta giorni dalla presentazione delle piattaforme e comunque non prima di aver costituito, entro il termine di cui al comma 2, la propria delegazione.

4. Fermi restando i principi dell’autonomia negoziale e quelli di comportamento indicati dall’art. 9, qualora, decorsi trenta giorni dall’inizio delle trattative, prorogabili fino ad un massimo di ulteriori trenta giorni, non si sia raggiunto l’accordo, le parti riassumono le rispettive prerogative e libertà di iniziativa e decisione, sulle materie di cui all’art. 7, comma 2.

5. Qualora non si raggiunga l'accordo sulle materie di cui all’art. 7, comma 3 ed il protrarsi delle trattative determini un oggettivo pregiudizio alla funzionalità dell'azione amministrativa, nel rispetto dei principi di comportamento di cui all’art. 9, l'amministrazione interessata può provvedere, in via provvisoria, sulle materie oggetto del mancato accordo, fino alla successiva sottoscrizione e prosegue le trattative al fine di pervenire in tempi celeri alla conclusione dell'accordo. Il termine minimo di durata delle sessioni negoziali di cui all’art. 40, comma 3-ter del d.lgs. n. 165/2001 è fissato in quarantacinque giorni, eventualmente prorogabili di ulteriori quarantacinque.

6. Il controllo sulla compatibilità dei costi della contrattazione collettiva integrativa con i vincoli di bilancio e la relativa certificazione degli oneri sono effettuati dall’organo di controllo competente ai sensi dell’art. 40-bis, comma 1 del d.lgs. 165/2001. A tal fine, l'Ipotesi di contratto collettivo integrativo definita dalle parti, corredata dalla relazione illustrativa e da quella tecnica, è inviata a tale organo entro dieci giorni dalla sottoscrizione. In caso di rilievi da parte del predetto organo, la trattativa deve essere ripresa entro cinque giorni. Trascorsi quindici giorni senza rilievi, l’organo di governo competente dell’amministrazione può autorizzare il presidente della delegazione trattante di parte pubblica alla sottoscrizione del contratto.

7. I contratti collettivi integrativi conservano la loro efficacia fino alla stipulazione, presso ciascuna amministrazione, dei successivi contratti collettivi integrativi.

8. Le amministrazioni sono tenute a trasmettere, per via telematica, all'ARAN ed al CNEL, entro cinque giorni dalla sottoscrizione definitiva, il testo del contratto collettivo integrativo ovvero il testo degli atti assunti ai sensi dei commi 4 o 5, corredati dalla relazione illustrativa e da quella tecnica.

Per prima cosa, il comma 1 stabilisce che i contratti integrativi hanno durato triennale, al pari del CCNL; solo la ripartizione del Fun tra quota destinata alla retribuzione di posizione e quota destinata alla retribuzione di risultato può essere di durata annuale.

Vengono poi stabilite delle norme alquanto bizantine, che sono però molto importanti, perché vincolano l’Amministrazione a sedersi al tavolo contrattuale; vengono infatti fissati tempi e procedure per le diverse materie della contrattazione collettiva che tutelano la parte più debole, cioè quelle sindacale.

E’ chiaro che l’Amministrazione non ha alcun obbligo a firmare, in caso di mancato accordo può anche adottare Atti Unilaterali, come in effetti è successo negli ultimi anni per quanto riguarda i FUN di diverse regioni; l’Atto Unilaterale va però ben motivato ed è più facilmente impugnabile davanti al giudice; in conclusione, possiamo dire che è meglio per tutti raggiungere un accordo.

Molto importante il comma 6: i contratti integrativi sono sottoposti al visto di legittimità degli organi di controllo, al pari dei CCNL.

Quanto detto in merito alla convenienza a trovare un accordo è esplicitamente affermato nell’articolo 9:

Art.9-Clausole di raffreddamento

1. Il sistema delle relazioni sindacali è improntato a principi di responsabilità, correttezza, buona fede e trasparenza dei comportamenti ed è orientato alla prevenzione dei conflitti.

2. Nel rispetto dei suddetti principi, entro il primo mese del negoziato relativo alla contrattazione integrativa le parti non assumono iniziative unilaterali né procedono ad azioni dirette; compiono, inoltre, ogni ragionevole sforzo per raggiungere l’accordo nelle materie demandate.

3. Analogamente, durante il periodo in cui si svolge il confronto le parti non assumono iniziative unilaterali sulle materie oggetto dello stesso.

Il sistema delle relazioni sindacali è orientato alla prevenzione dei conflitti, è cioè finalizzato al raggiungimento di un accordo tra Amministrazione ed OO.SS., in un clima “di responsabilità, correttezza, buona fede e trasparenza dei comportamenti”. Più chiaro di così…

Anche la creazione presso il MIUR dell’Organismo paritetico per l’innovazione, di cui all’articolo seguente, è frutto di questa volontà di collaborazione:

Art.10-Organismo paritetico per l’innovazione

1. L’organismo paritetico per l’innovazione realizza per i dirigenti scolastici, presso il MIUR, una modalità relazionale finalizzata al coinvolgimento partecipativo delle organizzazioni sindacali di categoria titolari della contrattazione integrativa su tutto ciò che abbia una dimensione progettuale, complessa e sperimentale, di carattere organizzativo.

2. L’organismo di cui al presente articolo è la sede in cui si attivano stabilmente relazioni aperte e collaborative su progetti di organizzazione, innovazione e miglioramento dei servizi con implicazioni sul rapporto di lavoro dei dirigenti – anche con riferimento al lavoro agile ed allo stress lavoro correlato - al fine di formulare proposte all'amministrazione o alle parti negoziali della contrattazione integrativa.

3. L’organismo paritetico per l’innovazione:

a) ha composizione paritetica ed è formato da un componente designato da ciascuna delle organizzazioni sindacali titolari della contrattazione integrativa nazionale, nonché da una rappresentanza dell’Amministrazione, con rilevanza pari alla componente sindacale;

b) si riunisce almeno due volte l'anno e, comunque, ogniqualvolta l’amministrazione manifesti un’intenzione di progettualità organizzativa innovativa, complessa per modalità e tempi di attuazione, e sperimentale;

c) può trasmettere proprie proposte progettuali, all’esito dell’analisi di fattibilità, alle parti negoziali della contrattazione integrativa, sulle materie di competenza di quest’ultima, o all’amministrazione;

d) può adottare un regolamento che ne disciplini il funzionamento.

4. All’organismo di cui al presente articolo possono essere inoltrati progetti e programmi dalle organizzazioni sindacali di cui al comma 3, lett. a) e dall’amministrazione. In tali casi, l’organismo paritetico si esprime sulla loro fattibilità secondo quanto previsto al comma 3, lett. c).

5 Costituiscono oggetto di informazione, nell’ambito dell’organismo di cui al presente articolo, gli andamenti occupazionali dei dirigenti scolastici.

I progetti di innovazione che coinvolgono i Dirigenti Scolastici vanno esaminati congiuntamente da Amministrazioni e sindacati, al fine chiaramente di favorire l’innovazione stessa.

CAPO II – DIRITTI SINDACALI

Il Capo II si compone di un solo articolo, che regola il sistema della riscossione dei contributi sindacali da parte dell’Amministrazione a seguito di rilascio di una delega da parte degli interessati:

Art.11-Contributi sindacali

1. I destinatari del presente CCNL hanno facoltà di rilasciare delega, in favore dell’organizzazione sindacale da essi prescelta, a riscuotere una quota mensile dello stipendio per il pagamento dei contributi sindacali, nella misura stabilita dai competenti organi statutari. La delega è rilasciata per iscritto ed è trasmessa all’amministrazione a cura del dipendente o dell’organizzazione sindacale interessata.

2. La delega ha effetto dal primo giorno del mese successivo a quello del rilascio.

3. La delega rilasciata ai sensi del comma 1 può essere revocata in qualsiasi momento, inoltrando la relativa comunicazione all’amministrazione di appartenenza e all’organizzazione sindacale interessata. L’effetto della revoca decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della stessa.

4. Le trattenute devono essere operate dalle singole amministrazioni sulle retribuzioni in base alle deleghe ricevute e sono versate mensilmente alle organizzazioni sindacali interessate, secondo modalità concordate con l’amministrazione.

5. Le amministrazioni sono tenute, nei confronti dei terzi, alla riservatezza sui nominativi del personale delegante e sui versamenti effettuati alle organizzazioni sindacali.

E’ chiaro che la questione riveste un’importanza vitale per i sindacati e l’Amministrazione si presta a “dare una mano”, sempre nello spirito di collaborazione di cui sopra.

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