CONTINUA LA TELENOVELA DEL CONTRATTO

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

CONTINUA LA TELENOVELA DEL CONTRATTO

Nell’incontro MIUR-OO.SS. del 16 maggio il MIUR ha assicurato che la stipula del contratto è ormai la rush finale, dato che il MEF ha concesso la sua “bollinatura”; sarà, ma noi ci fidiamo fino ad un certo punto.

Secondo la CGIL, ecco le tappe di avvicinamento alla stipula: “Con questa “bollinatura” l’ipotesi è ora passata alla Funzione Pubblica che sta per licenziarla e inviarla alla Presidenza del Consiglio. Successivamente sarà sottoposta all’ultimo definitivo controllo della Corte dei Conti che entro i successivi 15 giorni (lavorativi) dovrà certificarne la compatibilità finanziaria. Al termine il CCNL potrà finalmente tornare all’ARAN per la firma definitiva.”

Come si vede, l’iter è ancora lungo e cosa succederà dopo il 26 maggio non lo sa nessuno; speriamo bene.

Nell’incontro è stata affrontata un’altra questione, il FUN 2017/2018, che può sembrare una cosa diversa rispetto alla stipula del contratto, ma non è affatto così; o meglio: per noi non è affatto così.

In effetti, la CGIL dice: “Abbiamo espresso al dott. Chinè la nostra preoccupazione rispetto alle conseguenze che tale ritardo potrà avere sulla contrattazione integrativa nazionale - chiamata a regolare una serie di importanti materie come i criteri di riparto del FUN e i criteri per la determinazione della retribuzione di risultato”.

Per noi non si può procedere alla determinazione del FUN prima della stipula del contratto, perché all’art. 41 il CCNL stabilisce dei nuovi stanziamenti a decorrere dal 1 gennaio 2018:

“1. Il fondo unico nazionale …è incrementato:

a) a decorrere dal 1 gennaio 2018, di Euro 2.896.592 annui, al netto degli oneri riflessi a carico dell’amministrazione, a valere sulle risorse del presente rinnovo contrattuale, destinate alla rideterminazione della retribuzione di posizione parte fissa di cui all’art. 39, comma 4, primo alinea e, per l’intera parte residua, a retribuzione di risultato;

b) a decorrere dal 1 gennaio 2018, di Euro 19.626.052 annui, al netto degli oneri riflessi a carico dell’amministrazione, a valere sulle risorse di cui all’art. 1, c. 591, della legge n. 205/2017 ed all’art. 1, c. 86, della legge n. 107/2015, stanziate per l’anno 2018, destinate alla rideterminazione della retribuzione di posizione parte fissa di cui all’art. 39, comma 4, primo alinea;”.

Come si può andare alla determinazione del FUN 2017/2018 senza tener conto di questi stanziamenti? Inoltre, il comma b) appena citato ricomprende nei nuovi stanziamenti le risorse della Buona Scuola, già utilizzate dal MIUR negli anni precedenti. Come si conciliano le due cose?

Eppure, si va avanti senza tener del contratto, vengono solo evidenziate le problematicità fatte valere dal MEF a fronte di un FUN già costituito dal MIUR; questo quanto dice l’ANP: “Circa la certificazione del Fun 2017/2018, l’atto di costituzione del fondo adottato dal MIUR ha ricevuto un rilievo dal MEF in riferimento al limite soglia stabilito dal D.lgs. 75/2017: per il MIUR tale limite deve risultare comprensivo delle risorse derivanti dalla previsione della L. 107/2015 per l’anno 2016 e dalle risorse aggiuntive reperite dal MIUR e comunicate il 25 maggio 2017 in occasione della manifestazione di Roma organizzata dall’ANP. Il MIUR ha dichiarato di essere determinato a sostenere la costituzione del fondo così come trasmesso al MEF e ad evitare, comunque, che possa verificarsi qualsiasi forma di recupero sulle retribuzioni dei dirigenti.

Evitare qualche forma di recupero? Ma di cosa stiamo parlando? Ancora più chiara la CGIL:“Il MIUR ha infatti informato le OO.SS. che il Fondo Unico nazionale (FUN) dei dirigenti scolastici 2017/2018 è bloccato da un rilievo dell’Ufficio Centrale Bilancio (MEF) che contesta le modalità di calcolo utilizzate e propone un’interpretazione più restrittiva dell’art. 23 del D.lvo 75/2017 che prevede il blocco dei fondi per il salario accessorio ad un importo non superiore a quello determinato per l’anno 2016.

Anche per questo delicato tema è stato rappresentato al tavolo il fermo dissenso sulla possibilità che possano essere sottratte al FUN dei dirigenti scolastici ulteriori risorse, dopo le pesanti decurtazioni subite dalla retribuzione dei dirigenti scolastici a causa del decreto Tremonti nel 2012, e d è stato chiesto al MIUR di formalizzare in tempi rapidi l’ammontare del Fondo, respingendo il tentativo del MEF di decurtare risorse appartenenti ai dirigenti scolastici.”

Lo ripetiamo: ma di cosa stiamo parlando?

Va anche evidenziato che i sindacati giocano in difesa, perché non hanno alcun potere contrattuale in materia, dato che la costituzione del FUN non è più materia di contrattazione e nemmeno di informazione/confronto; il MIUR può fare ciò che vuole, senza neanche dire niente.

A nostro avviso, tutto questo è illegittimo: il FUN andrebbe rideterminato a partire dall’a.s. 2015/2016, dato che la vigenza del CCNL è 2016/2018, e andrebbe restituita la Ria dei pensionati almeno a partire dal 1 gennaio 2016.

Al solito, speriamo che ci sia un giudice a Berlino…

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