IL RAPPORTO DI LAVORO

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

IL RAPPORTO DI LAVORO

Nel Titolo III dei CCNL 2002/2005 e 2006/2009 viene normato il rapporto di lavoro; nell’ipotesi di accordo 2016/2018 nel Titolo III vengono raggruppate diverse materie, il rapporto di lavoro viene trattato nei Capi I e II; questa la sinossi dell’Indice dei tre contratti:

CCNL 2002/2005

CCNL 2006/2009

CCNL 2016/2018

Titolo III – Rapporto di lavoro

Titolo III – Rapporto di lavoro

Titolo III–Capo I e II -Rapporto di lavoro

Art. 10 - Assunzione in servizio

 

Art. 11 - Conferimento dell’incarico

 

Art. 12 Linee generali in materia di conferimento degli incarichi dirigenziali

Art. 12 - Contratto individuale di lavoro

Art. 6 - Contratto individuale di lavoro

 

Art. 13 - Personale in particolari condizioni di stato

Art. 7 - Personale in particolari posizioni di stato

 

Art. 14 - Periodo di prova

Art. 8 - Periodo di prova

 

Art. 15 - Impegno di lavoro

 

Art. 16 - Ferie e festività

 

Art. 13 Ferie e festività

Art. 17 - Mutamento dell’incarico

Art. 9 - Mutamento dell’incarico

Art. 14 Ferie e riposi solidali

Art. 18 - Mobilità professionale

 

 

Art. 19 - Incarichi aggiuntivi

Art. 10 - Incarichi aggiuntivi

 

Art. 20 - Verifica dei risultati e valutazione del dirigente

 

 

Art. 21 - La formazione del dirigente

 

Art. 24 Linee guida generali in materia di formazione

Procediamo nell’analisi affrontando i diversi argomenti, così come definiti nella rubrica dei diversi articoli.

L’Assunzione in servizio

Il tema dell’assunzione in servizio viene trattato solo nel CCNL 2002/2005:

CCNL 2002/2005

Art. 10-Assunzione in servizio

1. Il dirigente scolastico è assunto dall'Amministrazione a tempo indeterminato, a seguito dell'espletamento delle procedure di reclutamento previste dalla legislazione vigente.

2. l’Amministrazione, prima di procedere all’assunzione, invita l’interessato a presentare la documentazione prescritta dal bando di concorso, assegnandogli un termine non inferiore a 30 giorni, che può essere prorogato a 60 giorni in casi particolari e a richiesta dell’interessato medesimo. Contestualmente l’interessato è tenuto a dichiarare sotto la propria responsabilità di non avere altri rapporti di impiego pubblico o privato, salvo quanto previsto dal comma 9 del successivo art. 14, e di non trovarsi in nessuna delle situazioni di incompatibilità richiamate dall’art. 53 del D.lgs. n.165/2001. In caso contrario, l’interessato dovrà produrre esplicita dichiarazione di opzione per il rapporto di lavoro esclusivo con la nuova Amministrazione che procede all’assunzione.

Scaduti i termini precedentemente indicati, l’Amministrazione comunica all’interessato che non procederà alla stipula del contratto di lavoro.

Nel testo vengono definite le modalità per l’assunzione in servizio del dirigente, che avviene a tempo indeterminato per effetto delle procedure di reclutamento previste dalle norme vigenti.

Il conferimento dell’incarico

Il conferimento dell’incarico viene trattato nel CCNL 2002/2006:

CCNL 2002/2005

Art. 11-Conferimento dell’incarico

1. Ciascun dirigente ha diritto al conferimento di un incarico in assenza di provvedimenti adottati ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. n. 165/2001.

2. Gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato; l'affidamento e l'avvicendamento degli incarichi, per le tipologie previste dalle norme vigenti, avvengono nel rispetto di quanto previsto dal D. lgs. n.165/2001.

3. Il procedimento di definizione e di conferimento dell'incarico deve precisare, contestualmente o attraverso il richiamo delle direttive emanate dall'organo di vertice, la natura, l'oggetto, i programmi da realizzare e gli obiettivi da conseguire in coerenza con il POF della specifica Istituzione scolastica, sentito anche il dirigente scolastico, i tempi di loro attuazione, le risorse umane, finanziarie e strumentali a disposizione, la durata dell'incarico ed il trattamento economico complessivo.

4. L’incarico è conferito dal Direttore scolastico regionale nell'ambito della dotazione dei rispettivi ruoli regionali della dirigenza con le modalità e alle condizioni previste dal D.lgs. n.165/2001. Ai dirigenti scolastici utilizzati presso l'Amministrazione centrale e regionale gli incarichi sono conferiti dai responsabili dei relativi Uffici.

Esso ha la durata minima di tre anni e massima di cinque, decorrendo comunque dall’inizio dell’anno scolastico o accademico.

In via eccezionale l’incarico o il rinnovo può essere di durata inferiore a tre anni nel caso di collocamento a riposo del dirigente in data antecedente ai predetti tre anni.

Nei casi di incarichi di studio, di ricerca, ispettivi o di incarico presso l’Amministrazione centrale e periferica dell’Istruzione, in funzione di collaborazione in strutture di staff o in servizi di consulenza e supporto alle istituzioni scolastiche, tenuto conto di quanto stabilito dall’art, 26, comma 8, della legge n. 448/98, la durata dell’incarico è correlata al programma di lavoro e all’obiettivo assegnato.

Deve essere assicurata, da ciascun Ufficio Scolastico regionale, la pubblicità ed il continuo aggiornamento degli incarichi conferiti e dei posti dirigenziali vacanti e ciò anche al fine di consentire agli interessati l'esercizio del diritto a produrre eventuali domande per l'accesso a tali posti dirigenziali vacanti.

5. L’assegnazione degli incarichi è effettuata nel seguente ordine:

a) conferma degli incarichi ricoperti;

b) assegnazione di altro incarico per ristrutturazione e riorganizzazione dell’ufficio dirigenziale;

c) conferimento di nuovo incarico e assegnazione degli incarichi ai dirigenti scolastici che rientrano, ai sensi delle disposizioni vigenti, dal collocamento fuori ruolo, comando o utilizzazione, ivi compresi gli incarichi sindacali e quelli all’estero. A tal fine, gli interessati dovranno presentare domanda al competente Ufficio scolastico regionale in tempo utile, tenendo conto del termine fissato al comma 3 del presente articolo;

d) mutamento d’incarico in pendenza di contratto individuale;

e) mutamento d’incarico in casi eccezionali;

f) nuovo incarico per mobilità professionale;

g) mobilità interregionale.

6. Nell’ambito delle fasi di cui alle lettere b), c) d) ed e) del comma 1 viene conferito l’incarico con priorità nella provincia di residenza del dirigente scolastico interessato e successivamente nelle altre province della regione.

7. Le operazioni di conferimento degli incarichi devono concludersi entro il 15 luglio per consentire ai dirigenti scolastici di assumere il nuovo incarico dal 1° settembre dell’anno scolastico successivo.

8. I responsabili dei singoli Uffici Scolastici regionali effettueranno, con le procedure e i criteri di cui all'art. 20, entro tre mesi dalla scadenza naturale del contratto individuale, una valutazione complessiva dell'incarico svolto. Qualora, nell'ambito dei criteri generali di cui al comma 4, non venga confermato lo stesso incarico precedentemente ricoperto e non vi sia una espressa valutazione negativa ai sensi del citato art. 20, sono tenuti ad assicurare al dirigente, nell’ambito degli incarichi disponibili, un incarico di norma equivalente. Per incarico equivalente s’intende quello cui corrisponde almeno un’analoga retribuzione di posizione.

8. I responsabili dei singoli Uffici Scolastici regionali effettueranno, con le procedure e i criteri di cui all'art. 20, entro tre mesi dalla scadenza naturale del contratto individuale, una valutazione complessiva dell'incarico svolto. Qualora, nell'ambito dei criteri generali di cui al comma 4, non venga confermato lo stesso incarico precedentemente ricoperto e non vi sia una espressa valutazione negativa ai sensi del citato art. 20, sono tenuti ad assicurare al dirigente, nell’ambito degli incarichi disponibili, un incarico di norma equivalente. Per incarico equivalente s’intende quello cui corrisponde almeno un’analoga retribuzione di posizione.

9. Nelle ipotesi di ristrutturazione e riorganizzazione che comportino la modifica o la soppressione dell'ufficio dirigenziale ricoperto, si provvede ad una nuova stipulazione dell'atto di incarico, tenendo conto, per quanto possibile, delle preferenze del dirigente interessato.

Dell’argomento non si parla nel CCNL 2006/2009, mentre viene ripreso nel CCNL 2016/2018:

CCNL 2016/2018

Art. 11-Linee generali in materia di conferimento degli incarichi dirigenziali

1. Tutti i dirigenti, appartenenti al ruolo dell’amministrazione e a tempo indeterminato, hanno diritto ad un incarico dirigenziale.

2. L’incarico dirigenziale è conferito, con provvedimento dell’amministrazione, nel rispetto delle vigenti norme di legge in materia, in osservanza dei principi di trasparenza che le stesse prevedono.

3. Per rendere effettivi i principi di cui al comma 2, le amministrazioni rendono conoscibili, anche mediante pubblicazione di apposito avviso sul sito istituzionale, il numero e la tipologia di posizioni dirigenziali che si rendono disponibili ed i criteri di scelta; acquisiscono, inoltre, le disponibilità dei dirigenti interessati e le valutano.

4. Al provvedimento di conferimento dell'incarico accede un contratto individuale con cui è definito il corrispondente trattamento economico.

5. Tutti gli incarichi sono conferiti per un tempo determinato e possono essere rinnovati. La durata degli stessi è fissata nel rispetto delle durate minime e massime previste dalle vigenti disposizioni di legge.

Nel CCNL 2016/2018, il conferimento dell’incarico riguarda tutti i Dirigenti dell’Area, per cui è abbastanza generico:

-tutti i dirigenti hanno diritto ad un incarico

-l’incarico viene conferito nel rispetto delle norme vigenti, in particolare di quelle sulla trasparenza

-a tal fine, le Amministrazioni rendono note il numero e le caratteristiche delle posizioni dirigenziali disponibili, esplicitano i criteri di scelta ed acquisiscono la disponibilità dei dirigenti interessati

-al conferimento dell’incarico accede un contratto individuale, in cui viene definito il trattamento economico

-gli incarichi sono conferiti a tempo determinato e la durata è fissata nel rispetto delle norme vigenti.

Queste norme erano previste anche nel CCNL 2006/2009, che rimane comunque in vigore per quanto attiene lo specifico dei Dirigenti Scolastici; in particolare:

-nel conferimento dell'incarico vanno precisati i programmi da realizzare e gli obiettivi da conseguire in coerenza con il POF della specifica Istituzione scolastica

-nella definizione dei programmi e degli obiettivi va consultato il dirigente scolastico interessato (Cosa mai fatta…)

-nel conferimento dell’incarico l’Amministrazione deve seguire un preciso ordine, indicato al comma 5

-gli incarichi vanno conferiti entri il 15 luglio

-l’incarico svolto è soggetto a valutazione; in caso di mancata conferma, al Dirigente va conferito un incarico equivalente, salvo valutazione negativa.

Contratto individuale di lavoro

Il tema del contratto individuale di lavoro viene trattato nel CCNL 2002/2005, all’art. 12; l’argomento è ripreso dal CCNL 2006/2009, all’art. 6, dove vengono sostituiti gli ultimi tre commi del testo del contratto precedente; di conseguenza, questo il testo coordinato dei due contratti:

CCNL 2002/2005 e CCNL 2006/2009 (TESTO COORDINATO)

Art. 12 ed Art.6- Contratto individuale di lavoro

1. Al provvedimento di conferimento dell’incarico accede un contratto individuale di lavoro che, nel recepire la disciplina del presente CCNL, indica in particolare:

- la data d’inizio del rapporto;

- la qualifica, il trattamento economico fondamentale, di posizione e di risultato;

- la sede di lavoro;

- le possibili cause di risoluzione del rapporto di lavoro.

2. Il contratto individuale specifica che il rapporto di lavoro è regolato dai contratti collettivi nel tempo vigenti anche per quanto concerne le cause di risoluzione e i relativi termini di preavviso. Costituisce in ogni modo causa di risoluzione del contratto, senza obbligo di preavviso, l'annullamento della procedura di reclutamento che ne costituisce il presupposto.

3. Fatto salvo quanto previsto dall'art. 13 del CCNL dell’11/4/2006, ai fini dell’articolazione delle funzioni dirigenziali e delle connesse responsabilità, cui è correlata la retribuzione di posizione, si tiene conto dei seguenti criteri generali concernenti le oggettive caratteristiche delle istituzioni scolastiche:

a) criteri attinenti alla dimensione (numero alunni, numero docenti, numero ATA);

b) criteri attinenti alla complessità (pluralità di gradi scolastici, di indirizzi);

c) criteri attinenti al contesto territoriale (zone di particolare disagio sociale o territoriale).

4. I criteri generali di cui al precedente comma 3 si fondano sui dati obiettivi del sistema informativo del MIUR.

5. I criteri di cui al precedente comma 3 possono essere integrati in sede di contrattazione integrativa a livello regionale con altri legati alle specifiche realtà locali”.

Questo è il testo oggi vigente, perché l’argomento non viene ripreso nel CCNL 2016/2018.

Il testo integrato stabilisce che nel contratto individuale di lavoro vanno indicati la data d’inizio del rapporto, la qualifica e il trattamento economico fondamentale, di posizione e di risultato, la sede di lavoro, le possibili cause di risoluzione del rapporto di lavoro; vanno anche indicate le cause e le modalità di risoluzione del rapporto di lavoro.

Il CCNL indica poi i criteri generali per l’articolazione delle posizioni dirigenziali, che sono di tre tipi:

a) criteri attinenti alla dimensione dell’istituzione scolastica (numero degli alunni, numero dei docenti, numero del personale ATA);

b) criteri attinenti alla complessità dell’istituzione scolastica (pluralità di gradi di istruzione, pluralità di indirizzi);

c) criteri attinenti al contesto territoriale (zone di particolare disagio sociale o territoriale).

Il CCNL specifica infine che i criteri generali sopra indicati possono essere integrati in sede di contrattazione integrativa regionale; problema: il CCNL 2016/2018 non prevede più questo livello di contrattazione!

Personale in particolari posizioni di stato

Viene normata la posizione dei Dirigenti Scolastici che, a vario titolo e momentaneamente, non prestano servizio presso un’istituzione scolastica, ma presso altre istituzioni o enti.

L’argomento viene trattato nel CCNL 2002/2005 e nel CCNL 2006/2009, il testo base è l’art. 13 del CCNL 2002/2005, perché il CCNL 2006/2009 non fa altro che aggiungere un comma al testo precedente.

Questo il testo coordinato dei due contratti:

CCNL 2002/2005 e CCNL 2006/2009 (TESTO COORDINATO)

Art. 13 e Art. 7 – Personale in particolari posizione di stato

1. Per i dirigenti ai quali, in base e nei limiti stabiliti dalle norme vigenti e in particolare dall’art. 26, comma 8, della legge n. 448/98, vengono assegnate dall'Amministrazione centrale o regionale del MIUR funzioni di collaborazione in strutture di staff e in servizi di consulenza, studio, ricerca e supporto alle istituzioni scolastiche autonome, anche con riferimento ai processi di innovazione in atto, l’apposito incarico viene conferito dai responsabili degli Uffici presso i quali detto personale è utilizzato, in base ai seguenti criteri generali:

a) oggetto e complessità gestionale delle funzioni affidate;

b) posizione nell'ambito dell'organizzazione dell'Amministrazione;

c) responsabilità implicate dalla posizione;

d) requisiti richiesti per lo svolgimento dell'attività di competenza.

2. Trova applicazione per i tipi di incarichi di cui al comma 1 il d.lgs. n.165/2001, nonché, in quanto applicabili, i criteri generali richiamati dall'art. 11.

3. Si applica a tutto il personale compreso nell'Area V l'art. 18, comma 4, del CCNQ 7.8.1998 relativo alle modalità di utilizzo dei distacchi, delle aspettative e dei permessi.

4. Il periodo trascorso dal personale compreso nell'Area in posizione di comando, distacco, esonero, aspettativa sindacale, utilizzazione e collocamento fuori ruolo, con retribuzione a carico dell'Amministrazione del MIUR, è valido a tutti gli effetti come servizio di istituto, anche ai fini dell'accesso al trattamento economico accessorio. A detto personale competono, pertanto, tutte le voci retributive, ivi compresa la retribuzione di posizione (parte fissa e parte variabile) e di risultato. A decorrere dal 1° settembre 2006 la retribuzione di posizione (parte variabile) e quella di risultato sono previste nell’identica misura di quella attribuita nella sede di titolarità. I dirigenti ricevono un incarico nominale per la durata corrispondente al comando. Le sedi affidate per incarico nominale diventano disponibili per altro incarico.

Restano ferme le disposizioni in vigore che prevedono la validità del periodo trascorso da questo personale scolastico in altre situazioni di stato che comportano assenza dall’istituzione di titolarità. Al rientro in sede è garantita la precedenza al dirigente che precede cronologicamente nella titolarità della stessa e, a parità cronologica dell’affidamento, al dirigente che l’abbia effettivamente svolto.

5. In ogni singola sede è possibile conferire un solo incarico ai sensi comma 4.

Dell’argomento non si fa cenno nel CCNL 2016/2018, per cui quello appena indicato è il testo oggi vigente.

Periodo di prova

Anche in questo caso, l’argomento viene trattato nel CCNL 2002/2005 e nel CCNL 2006/2009, mentre non viene affrontato nel CCNL 2016/2018; il testo base è l’art. 14 del CCNL 2002/2005, perché il CCNL 2006/2009 non fa altro che sostituire l’ultimo comma, il 9.

Questo il testo coordinato dei due contratti:

CCNL 2002/2005 e CCNL 2006/2009 (TESTO COORDINATO)

Art. 14 e Art. 8 – Periodo di prova

1. I neo assunti sono soggetti al periodo di prova nella qualifica di dirigente per una durata pari all’anno scolastico, nel corso del quale dovrà essere prestato un servizio effettivo di almeno 6 mesi.

2. Ai fini del compimento del periodo di prova si tiene conto del solo servizio effettivamente prestato.

3. Il periodo di prova è sospeso in caso di malattia e negli altri casi espressamente previsti dalle leggi o dagli accordi collettivi. Nell'ipotesi di malattia il dirigente scolastico ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 18 mesi, decorso il quale il rapporto può essere risolto, salvo quanto previsto dall’art. 25, comma 8. Nell'ipotesi di infortunio sul lavoro o malattia derivante da causa di servizio trova applicazione l'art. 26.

4. Le assenze riconosciute come causa di sospensione ai sensi del comma 3 sono soggette allo stesso trattamento economico previsto per i dirigenti non in prova.

5. Decorsa la metà del periodo di prova e fatti salvi i casi di sospensione di cui al precedente comma 3, ciascuna delle parti può recedere dal rapporto in qualsiasi momento senza obbligo di preavviso né di indennità sostitutiva del preavviso. Il recesso opera dal momento della comunicazione alla controparte. Il recesso dell’Amministrazione dev’essere motivato.

6. Decorso il periodo di prova senza che il rapporto di lavoro sia stato risolto, il dirigente si intende confermato in servizio con il riconoscimento del servizio prestato, a tutti gli effetti, dal giorno dell’assunzione.

7. In caso di recesso, la retribuzione viene corrisposta fino all’ultimo giorno di effettivo servizio. Spetta altresì al dirigente la retribuzione corrispondente alle giornate di ferie maturate e non godute per esigenze di servizio.

8. Il periodo di prova non può essere rinnovato o prorogato alla scadenza, salvo quanto previsto dal comma 3.

9. In caso di mancato superamento della prova, il dirigente può rientrare, a domanda, nell’Amministrazione del comparto di provenienza, sulla base della disciplina prevista dal relativo CCNL. Il dipendente viene collocato nel comparto, nella posizione economica e nel profilo professionale rivestito in precedenza”.

Di nuovo, il testo appena riportato è quello oggi vigente, dato che il CCNL 2016/2018 non si occupa dell’argomento.

Impegno di lavoro

Il tema è trattato solo nel CCNL 2002/2005; questo il testo:

CCNL 2002/2005

Art. 15-Impegno di lavoro

1. In relazione alla complessiva responsabilità per i risultati, il dirigente organizza autonomamente i tempi ed i modi della propria attività, correlandola in modo flessibile alle esigenze della Istituzione cui è preposto e all'espletamento dell'incarico affidatogli.

2. Qualora, in relazione ad esigenze eccezionali, si determini un'interruzione od una riduzione del riposo fisiologico giornaliero o settimanale o, comunque, derivante da giorni di festività, al dirigente scolastico deve essere in ogni caso garantito, una volta cessate tali esigenze eccezionali, un adeguato recupero del tempo di riposo sacrificato alle necessità del servizio.

Il dirigente non deve timbrare il cartellino, organizza autonomamente il proprio tempo di lavoro in rapporto alle esigenze di servizio.

Ferie e Festività

L’argomento è trattato nel CCNL 2002/2005 all’art.16, ma il tema viene ripreso per intero dal CCNL 2016/2018, all’art. 13, per cui è questo il testo oggi vigente:

CCNL 2016/2018

Art. 13-Ferie e festività (Ex art. 16 CCNL 2002/2005)

1.Il dirigente ha diritto, in ogni anno di servizio, ad un periodo di ferie retribuito.

2. In caso di distribuzione dell'orario settimanale di lavoro su cinque giorni, la durata delle ferie è di 28 giorni lavorativi, comprensivi delle due giornate previste dall'art. 1, comma 1, lettera "a", della L. 23 dicembre 1977, n. 937.

3. In caso di distribuzione dell'orario settimanale di lavoro su sei giorni, la durata del periodo di ferie è di 32 giorni, comprensivi delle due giornate previste dall'art. 1, comma 1, lettera "a", della L. 23 dicembre 1977, n. 937.

4. Per i dirigenti assunti per la prima volta in una pubblica amministrazione, a seconda che l’articolazione oraria sia su cinque o su sei giorni, la durata delle ferie è rispettivamente di 26 e di 30 giorni lavorativi, comprensivi delle due giornate previste dai commi 2 e 3.

5. Dopo tre anni di servizio, anche a tempo determinato o in qualifiche non dirigenziali, ai dipendenti di cui al comma 4 spettano i giorni di ferie stabiliti nei commi 2 e 3.

6. A tutti i dipendenti sono altresì attribuite quattro giornate di riposo da fruire nell'anno solare ai sensi ed alle condizioni previste dalla menzionata legge n. 937/77.

7. Nell'anno di assunzione o di cessazione dal servizio la durata delle ferie è determinata in proporzione dei dodicesimi di servizio prestato. La frazione di mese superiore a quindici giorni è considerata a tutti gli effetti come mese intero.

8. Il dirigente che ha usufruito delle assenze retribuite di cui all’art. 15 conserva il diritto alle ferie.

9. Le ferie sono un diritto irrinunciabile, non sono monetizzabili. Costituisce specifica responsabilità del dirigente programmare, organizzare e comunicare le proprie ferie tenendo conto delle esigenze del servizio a lui affidato, coordinandosi con quelle generali della struttura di appartenenza, provvedendo affinché sia assicurata, nel periodo di sua assenza, anche mediante delega di funzioni nel rispetto della vigente normativa, la continuità delle attività ordinarie e straordinarie.

10. Le ferie maturate e non godute per esigenze di servizio sono monetizzabili solo all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, nei limiti delle vigenti norme di legge e delle relative disposizioni applicative.

11. Qualora le ferie già in godimento siano interrotte o sospese per motivi di servizio, il dirigente ha diritto al rimborso delle spese documentate per il viaggio di rientro in sede e per quello di ritorno al luogo di svolgimento delle ferie. Il dirigente ha inoltre diritto al rimborso delle spese anticipate per il periodo di ferie non godute.

12. In caso di indifferibili esigenze di servizio o personali che non abbiano reso possibile il godimento delle ferie nel corso dell'anno, le ferie dovranno essere fruite entro il primo semestre dell'anno successivo. In caso di esigenze di servizio assolutamente indifferibili, tale termine può essere prorogato fino alla fine dell’anno successivo.

13. Le ferie sono sospese da malattie adeguatamente e debitamente documentate che si siano protratte per più di tre giorni o abbiano dato luogo a ricovero ospedaliero. E’ cura del dirigente informare tempestivamente l’amministrazione, al fine di consentire alla stessa di compiere gli accertamenti dovuti. Le ferie sono altresì sospese per lutto nell’ipotesi di cui all’art. 15, comma 1, lett. b.

14. Fatta salva l’ipotesi di malattia non retribuita di cui all’art. 21, comma 2, il periodo di ferie non è riducibile per assenze dovute a malattia o infortunio, anche se tali assenze si siano protratte per l'intero anno solare. In tal caso, il godimento delle ferie avverrà anche oltre il termine di cui al comma 12.

15. Le festività nazionali e la ricorrenza del Santo Patrono nella località in cui il dirigente presta servizio sono considerate giorni festivi e, se coincidenti con la domenica, non danno luogo a riposo compensativo né a monetizzazione.

16. Nel caso dei dirigenti delle Istituzioni scolastiche ed educative e delle Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica, i riferimenti all’ “anno”, contenuti nei precedenti commi 1, 5, 6, 7, 12 e 14, devono essere intesi, rispettivamente, all’ “anno scolastico” e all’ “anno accademico”.

La normativa che regola le ferie vale per tutti i Dirigenti dell’Area C; al comma 16 si precisa che per i Dirigenti Scolastici e i Dirigenti Afam il riferimento non è all’anno solare, ma all’anno scolastico o all’anno accademico.

Il CCNL 2016/2018 introduce anche una nuova fattispecie, quella delle ferie e dei riposi solidali:

CCNL 2016/2018

Art. 14-Ferie e riposi solidali

1. Su base volontaria ed a titolo gratuito, i dirigenti possono cedere, in tutto o in parte, ad un altro dirigente che abbia esigenza di prestare assistenza a figli minori che necessitino di cure costanti, per particolari condizioni di salute:

a) le giornate di ferie, nella propria disponibilità, eccedenti le quattro settimane annuali di cui il lavoratore deve necessariamente fruire ai sensi dell’art. 10 del d.lgs. n. 66/2003 in materia di ferie; tali giornate eccedenti sono quantificate in 8 giorni sia nel caso di articolazione dell’orario di lavoro su 5 giorni sia nel caso di articolazione su 6 giorni;

b) le quattro giornate di riposo per le festività soppresse di cui all’art. 13 (ferie e festività).

2. Il dirigente che si trovi nelle condizioni di necessità considerate nel comma 1, può presentare specifica richiesta all’amministrazione, reiterabile, di utilizzo di ferie e giornate di riposo per un una misura massima di 30 giorni per ciascuna domanda, previa presentazione di adeguata certificazione, comprovante lo stato di necessità delle cure in questione, rilasciata esclusivamente da idonea struttura sanitaria pubblica o convenzionata.

3. Ricevuta la richiesta, l’amministrazione rende tempestivamente nota a tutti i dirigenti l’esigenza, garantendo l’anonimato del richiedente.

4. Coloro che intendono aderire alla richiesta, su base volontaria, formalizzano la propria decisione, indicando il numero di giorni di ferie o di riposo che intendono cedere.

5. Nel caso in cui il numero di giorni di ferie o di riposo offerti superi quello dei giorni richiesti, la cessione dei giorni è effettuata in misura proporzionale tra tutti gli offerenti.

6. Nel caso in cui il numero di giorni di ferie o di riposo offerti sia inferiore a quello dei giorni richiesti e le richieste siano plurime, le giornate cedute sono distribuite in misura proporzionale tra tutti i richiedenti.

7. Il richiedente può fruire delle giornate cedute, solo a seguito dell’avvenuta completa fruizione delle giornate di ferie o di festività soppresse allo stesso spettanti, nonché delle assenze retribuite di cui all’art. 15, comma 1, lett. c).

8. Una volta acquisite, fatto salvo quanto previsto al comma 7, le ferie e le giornate di riposo rimangono nella disponibilità del richiedente fino al perdurare delle necessità che hanno giustificato la cessione. Le ferie e le giornate di riposo sono utilizzati nel rispetto delle relative discipline contrattuali.

9. Ove cessino le condizioni di necessità legittimanti, prima della fruizione, totale o parziale, delle ferie e delle giornate di riposo da parte del richiedente, i giorni tornano nella disponibilità degli offerenti, secondo un criterio di proporzionalità.

10. La presente disciplina si applica ai dirigenti delle Istituzioni scolastiche ed educative e AFAM previa definizione, da parte del MIUR, di una specifica disciplina applicativa, che definisca gli ambiti territoriali per la cessione delle ferie e gli ulteriori limiti per la fruizione delle ferie cedute, atti a garantire la continuità dei servizi.

Perché la disciplina delle ferie e dei riposi solidali possa essere applicata ai Dirigenti Scolastici e ai Dirigenti Afam, è necessario che il MIUR emani delle disposizioni applicative che assicurino la continuità del servizio.

Il mutamento dell’incarico

Del mutamento dell’incarico si occupa l’art. 14 del CCNL 2002/2005, che però viene sostituito in toto dall’art. 9 del CCNL 2006/2009; dato che il CCNL 2016/2018 non si occupa dell’argomento, la normativa vigente è quella dell’appena citato art. 9 del CCNL 2006/2009:

CCNL 2006/2009

Art. 9-Mutamento dell’incarico

1. Il mutamento degli incarichi dei dirigenti ha effetto dall’inizio di ogni anno scolastico o accademico.

2. Il mutamento dell’incarico, a richiesta del dirigente, in ogni caso segue i sottoindicati criteri:

a) esperienze professionali e competenze maturate, desumibili anche dall’applicazione delle procedure di cui all’art. 20 del CCNL dell’11-4-2006; il dirigente che ha ottenuto il mutamento dell'incarico in applicazione del presente criterio non ha titolo a formulare ulteriori richieste per tutta la durata dell’incarico stesso;

b) va riconosciuta un’ulteriore priorità, a parità di condizioni, a chi abbia maturato nell’attuale sede di servizio un maggior numero di anni e/o si impegni a permanere per almeno due incarichi consecutivi nella sede richiesta, con espressa rinuncia ad avvalersi della facoltà di chiedere mutamento dell’incarico.

3. In deroga ai criteri di cui comma 2, il mutamento di incarico su posti liberi è ammesso eccezionalmente nei seguenti casi di particolare urgenza e di esigenze familiari:

a) insorgenza di malattie che necessitano di cure in strutture sanitarie esistenti solo nelle sedi richieste;

b) trasferimento del coniuge successivamente alla data di stipula del contratto individuale;

c) altri casi di particolare rilevanza previsti da norme speciali.

4. Su richiesta del dirigente scolastico alla scadenza del suo incarico, previo assenso del dirigente dell’Ufficio scolastico regionale di provenienza e con il consenso del dirigente dell’Ufficio scolastico della regione richiesta, è possibile procedere ad una mobilità interregionale fino al limite del 30% complessivo dei posti vacanti annualmente. La richiesta deve essere presentata entro il mese di maggio di ciascun anno e l’esito comunicato entro il successivo 15 luglio. Nell’ipotesi di cui al presente comma, il mutamento d’incarico, ove concesso, non può nuovamente essere richiesto nell’arco di un triennio dall’incarico conferito.

5. Il presente articolo sostituisce l’art. 17 del CCNL 11-4-2006.

Il mutamento dell’incarico è possibile a richiesta del Dirigente, nel rispetto di particolari condizioni.

Mobilità professionale

Il tema della mobilità professionale è trattato nel CCNL 2002/2005, ma è stato superato dalla normativa susseguente, per cui oggi non è più in vigore.

Incarichi aggiuntivi

L’argomento è trattato nel CCNL 2002/2005, all’art. 19, e viene parzialmente modificato dal CCNL 2006/2009, all’art.10, per cui questo è il testo coordinato oggi vigente:

CCNL 2002/2005 e CCNL 2006/2009 (TESTO COORDINATO)

Art. 19 e Art. 10 – Incarichi aggiuntivi

1. Il MIUR e le Direzioni regionali, sulla base delle norme vigenti, possono formalmente conferire i seguenti incarichi, che il dirigente è tenuto ad accettare:

a) presidenza di commissioni di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e presidenza di commissione di esame di licenza media;

b) reggenza di altra istituzione scolastica, oltre quella affidata con incarico dirigenziale;

c) presidenza di commissioni o sottocommissioni di concorso a cattedre;

d) funzione di Commissario governativo;

e) componente del nucleo di valutazione delle Istituzioni scolastiche di cui all’art. 20;

f) incarichi derivanti da accordi interistituzionali;

g) incarichi relativi alle attività connesse all’EDA e alla terza area degli istituti professionali;

h) ogni altro incarico previsto come obbligatorio dalla normativa vigente.

In deroga a quanto previsto dall’art. 24, comma 3, del D.lgs. n.165/2001, i compensi relativi agli incarichi di cui sopra, in quanto di natura obbligatoria e non declinabili, sono integralmente e direttamente percepiti dal dirigente.

2. Le attività svolte ai sensi dell’art. 53, comma 6, del D.lgs. n.165/2001 non sono soggette a regime autorizzatorio ed i relativi eventuali compensi vengono integralmente e direttamente percepiti dal dirigente.

3. Qualora gli incarichi aggiuntivi siano assunti sulla base di deliberazioni degli organi scolastici competenti, per l'attuazione di iniziative e per la realizzazione di programmi specifici con finanziamenti esterni, il compenso è determinato in una quota, da corrispondere direttamente, pari all'80 %. Il residuo 20% confluisce ai fondi regionali in attuazione del principio di onnicomprensività della retribuzione.

4. Allo scopo di remunerare il maggiore impegno e responsabilità dei dirigenti che svolgono incarichi aggiuntivi diversi da quelli previsti dai commi 1, 2 e 3, e debitamente autorizzati previa valutazione da parte del Direttore Generale regionale della compatibilità dell’incarico, viene loro direttamente corrisposta una quota, in ragione del proprio apporto, pari al 30% della somma complessiva; il residuo 70% confluisce ai fondi regionali in attuazione del principio di onnicomprensività della retribuzione. In questi casi l’Amministrazione, nell’autorizzare questa tipologia di incarichi aggiuntivi, avrà cura di precisare all’Ente erogatore del compenso la procedura ed il capitolo su cui dovrà essere versato tassativamente ed a cura dell’Ente stesso il compenso per l’incarico aggiuntivo”.

5. Nell'attribuzione degli incarichi aggiuntivi, gli Uffici scolastici regionali seguono criteri che tengono conto degli obiettivi, priorità e programmi assegnati al dirigente, del relativo impegno e responsabilità, delle capacità professionali dei singoli, assicurando altresì il criterio della rotazione.

Gli incarichi aggiuntivi sono di diversa natura:

-incarichi assegnati dal MIUR che il Dirigente deve obbligatoriamente accettare; i compensi sono percepiti per intero dal Dirigente

-le “opere di ingegno”, che non devono essere autorizzate e i cui compensi sono percepiti per intero dal Dirigente

-incarichi assunti sulla base di delibere degli OO:CC. Della scuola; i compensi sono percepiti per l’80% dal Dirigente, mentre il 20% va versato nel FUN

-incarichi aggiuntivi diversi da quelli di cui ai commi precedenti; vanno autorizzati dall’Amministrazione e al Dirigente spetta il 30% del compenso, mentre il 70% va versato nel FUN.

Verifica dei risultati e valutazione del dirigente

Il tema viene affrontato solo all’art. 21 del CCNL 2002/2005; la normativa è stata superata dalle successive disposizioni di legge, per cui non è più in vigore.

La formazione del Dirigente

L’argomento è stato trattato dall’art. 21 del CCNL 2002/2005 ed è stato ampiamente ripreso dall’ art. 24 del CCNL 2016/2018, per cui si deve ritenere che sia questo il testo oggi in vigore:

CCNL 2016/2018

Art. 24-Linee guida in materia di formazione

1. Nel quadro dei processi di riforma della pubblica amministrazione, la formazione costituisce un fattore decisivo di successo e una leva fondamentale nelle strategie di cambiamento dirette a conseguire una maggiore qualità ed efficacia delle amministrazioni. Con riferimento alla risorsa dirigenziale tale carattere diviene più pregnante per la criticità del ruolo della dirigenza nella realizzazione degli obiettivi anzidetti.

2. In relazione alle premesse enunciate al comma 1, la formazione e l'aggiornamento professionale del dirigente sono assunti dalle amministrazioni come metodo permanente teso ad assicurare il costante aggiornamento tecnico e lo sviluppo delle competenze organizzative e manageriali necessarie allo svolgimento efficace del ruolo. Le iniziative di formazione sono destinate a tutti i dirigenti, compresi quelli in distacco sindacale.

3. Le iniziative di formazione hanno carattere continuo. A tali iniziative sono destinati adeguati investimenti finanziari nel rispetto dei limiti finanziari previsti dalle vigenti norme di legge in materia.

4. Gli interventi formativi, secondo le singole finalità, hanno sia contenuti di formazione al ruolo sia contenuti specialistici in correlazione con specifici ambiti e funzioni su cui insiste l’azione dirigenziale.

5. L’amministrazione, secondo i rispettivi strumenti di bilancio e le specifiche sfere di autonomia e di flessibilità organizzativa ed operativa, definisce annualmente la quota delle risorse da destinare ai programmi di aggiornamento e di formazione dei dirigenti, nel rispetto dei limiti finanziari di cui al comma 3, tenendo conto dei propri

obiettivi di sviluppo organizzativo, dell’analisi dei fabbisogni formativi e delle direttive generali in materia di formazione.

6. Le politiche formative della dirigenza sono definite da ciascuna amministrazione in conformità alle proprie linee strategiche e di sviluppo. Le iniziative formative sono realizzate, singolarmente o d’intesa con altre amministrazioni, anche in collaborazione con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, le Università ed altri soggetti pubblici o privati. Le attività formative devono tendere, in particolare, a rafforzare la sensibilità innovativa dei dirigenti e la loro attitudine a gestire iniziative di miglioramento volte a caratterizzare le strutture pubbliche in termini di dinamismo e competitività.

7. La partecipazione alle iniziative di formazione, inserite in appositi percorsi formativi, anche individuali, viene concordata dall'amministrazione con i dirigenti interessati ed è considerata servizio utile a tutti gli effetti.

8 Il dirigente può, inoltre, partecipare, senza oneri finanziari per l'amministrazione, a corsi di formazione ed aggiornamento professionale che siano, comunque, in linea con le finalità indicate nei commi che precedono. A tal fine al dirigente può essere concesso un periodo di aspettativa non retribuita per motivi di studio della durata massima di tre mesi nell'arco di un anno.

9. L'amministrazione, qualora riconosca l'effettiva connessione delle iniziative di formazione e aggiornamento svolte dal dirigente ai sensi del comma 8 con l'attività di servizio e l'incarico affidatogli, può concorrere con un proprio contributo alla spesa sostenuta e debitamente documentata.

10. Al finanziamento delle attività di formazione si provvede con una quota annua non inferiore all’1% del monte salari relativo al personale destinatario del presente CCNL, comunque nel rispetto dei vincoli previsti dalle vigenti disposizioni di legge in materie. Ulteriori risorse possono essere individuate considerando i risparmi derivanti dai piani di razionalizzazione e i canali di finanziamento esterni, comunitari, nazionali o regionali.

Dato che la normativa appena menzionata riguarda tutti i Dirigenti e le diverse amministrazioni dell’Area C, sicuramente il tema verrà ripreso in sede di confronto tra Amministrazioni e OO.SS., per quanto riguarda i Dirigenti Scolastici in tra OO.SS. e MIUR.

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