IL CONTRATTO. LA DISPARITA’ TRA REGIONI

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

IL CONTRATTO

LA DISPARITA’ TRA REGIONI

IL CONTRATTO

LA DISPARITA’ TRA REGIONI

Come ben si sa, per quanto riguarda la retribuzione variabile ed accessoria c’è oggi una forte disparità tra le diverse regioni, ma cosa succederà dopo la firma del contratto?

Fermo restando che ci sarà una perdita che in media nazionale si aggira sui 460 euro mensili (VEDI), possiamo provare a fare una simulazione della perdita regione per regione.

Nella simulazione mettiamo a confronto la media pro capite della retribuzione variabile ed accessoria, senza distinguere tra le diverse voci che la compongono: retribuzione di posizione/quota variabile, retribuzione di risultato e retribuzione delle reggenze.

Naturalmente, ci basiamo sulla normativa contrattuale oggi vigente, assumiamo in particolare che il sistema di ripartizione del FUN tra le regioni non venga cambiato; infine, come situazione a regime prendiamo a riferimento l’organico dell’a.s. 2018/2019.

E’ evidente che la nostra simulazione fornirà un dato alquanto grezzo, ma qui non interessano i centesimi, vogliamo dare un’idea della dimensione del fenomeno, dare un’idea della perdita a regime nelle diverse regioni.

Questa la situazione:

Retribuzione variabile edaccessoria

REGIONI

MEDIA PRO CAPITE A.S 2015/2016

MEDIA PRO CAPITE A.S 2019/2020

DIFFERENZA

ABRUZZO

16.603,75

13.139,75

-3.464,00

BASILICATA

20.264,76

13.221,90

-7.042,86

CALABRIA

19.377,73

13.902,20

-5.475,53

CAMPANIA

17.488,62

12.448,03

-5.040,59

EMILIA ROMAGNA

25.158,78

12.134,71

-13.024,07

FRIULI VENEZIA GIULIA

23.232,43

12.166,64

-11.065,79

LAZIO

17.930,01

12.442,41

-5.487,60

LIGURIA

22.584,78

13.062,04

-9.522,74

LOMBARDIA

18.057,66

11.719,94

-6.337,72

MARCHE

19.131,69

13.535,98

-5.595,71

MOLISE

15.799,96

13.326,51

-2.473,45

PIEMONTE

22.645,48

11.574,68

-11.070,80

PUGLIA

15.407,12

12.878,57

-2.528,55

SARDEGNA

18.283,08

12.534,79

-5.748,29

SICILIA

17.948,40

12.975,95

-4.972,45

TOSCANA

18.111,63

12.646,53

-5.465,10

UMBRIA

18.560,54

12.518,50

-6.042,04

VENETO

21.924,69

12.618,73

-9.305,96

Nota Bene: per Abruzzo e Lazio abbiamo preso a riferimento l’a.s. 2016/2017, perché nel 2015/2016 hanno subito un forte taglio aggiuntivo

Appare evidente che le regioni oggi più “avvantaggiate” saranno quelle più “svantaggiate” a regime; in alcune regioni, le perdite saranno superiori agli aumenti contrattuali, come di seguito specificato:

Compensazione tra aumenti contrattuali e perdite

REGIONI

AUMENTI CONTRATTUALI RETRIBUZIONE FISSA

PERDITA RETRIBUZIONE VARIABILE ED ACCESSORIA

DIFFERENZA

ABRUZZO

10.633,48

-3.464,00

7.169,48

BASILICATA

10.633,48

-7.042,86

3.590,62

CALABRIA

10.633,48

-5.475,53

5.157,95

CAMPANIA

10.633,48

-5.040,59

5.592,89

EMILIA ROMAGNA

10.633,48

-13.024,07

-2.390,59

FRIULI VENEZIA GIULIA

10.633,48

-11.065,79

-432,31

LAZIO

10.633,48

-5.487,60

5.145,88

LIGURIA

10.633,48

-9.522,74

1.110,74

LOMBARDIA

10.633,48

-6.337,72

4.295,76

MARCHE

10.633,48

-5.595,71

5.037,77

MOLISE

10.633,48

-2.473,45

8.160,03

PIEMONTE

10.633,48

-11.070,80

-437,32

PUGLIA

10.633,48

-2.528,55

8.104,93

SARDEGNA

10.633,48

-5.748,29

4.885,19

SICILIA

10.633,48

-4.972,45

5.661,03

TOSCANA

10.633,48

-5.465,10

5.168,38

UMBRIA

10.633,48

-6.042,04

4.591,44

VENETO

10.633,48

-9.305,96

1.327,52

La differenza tra aumenti e perdite rappresenta l’aumento reale a regime; dove c’è il segno meno, vuol dire che non ci saranno degli aumenti, ma delle perdite.

Come si vede, non è tutto oro quello che luce, purtroppo.

Concludiamo indicando gli aumenti netti annuali a regime; diamo anche quelli mensili, con l’avvertenza che si tratta di una finzione, dato che la retribuzione di risultato viene pagata in un’unica soluzione annuale:

Aumenti netti

REGIONI

AUMENTO ANNUALE NETTO

AUMENTO MENSILE NETTO

ABRUZZO

3.956,12

304,32

BASILICATA

1.981,30

152,41

CALABRIA

2.846,16

218,94

CAMPANIA

3.086,16

237,40

EMILIA ROMAGNA

-1.319,13

-101,47

FRIULI VENEZIA GIULIA

-238,55

-18,35

LAZIO

2.839,50

218,42

LIGURIA

612,91

47,15

LOMBARDIA

2.370,40

182,34

MARCHE

2.779,84

213,83

MOLISE

4.502,70

346,36

PIEMONTE

-241,31

-18,56

PUGLIA

4.472,30

344,02

SARDEGNA

2.695,65

207,36

SICILIA

3.123,76

240,29

TOSCANA

2.851,91

219,38

UMBRIA

2.533,56

194,89

VENETO

732,53

56,35

Al solito, dove c’è il segno meno vuol dire che non ci saranno degli aumenti, ma delle perdite.

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