QUANTO COSTANO GLI AUMENTI CONTRATTUALI?

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

QUANTO COSTANO GLI AUMENTI CONTRATTUALI?

I sindacati continuano a non dare spiegazioni in merito all’anomalia di un contratto che prevede aumenti com’è normale, ma prevede anche diminuzioni, che non è affatto normale.

Tra le righe dei vari comunicati, qualcosa però trapela; in particolare, è la CISL che fa capire il senso delle scelte fatte dai sindacati al tavolo contrattuale: “Quando finalmente si è entrati nel vivo della trattativa, si è palesata subito una difficoltà rilevante, che avrebbe potuto impedire il pieno raggiungimento dell’equiparazione della retribuzione di posizione di parte fissa. Infatti gran parte delle risorse erano allocate nell’E.F. 2020, mentre il Contratto non poteva che avere a riferimento il triennio 2016- 2018. Per evitare il vanificarsi di tutto il lavoro fin lì svolto e scongiurare l’ipotesi di veder dirottati i fondi verso altre esigenze, stanti le difficili condizioni della finanza pubblica, i sindacati hanno avanzato delle proposte tecniche per aggirare questo ostacolo apparentemente insuperabile. Ed è stato compiuto allora il secondo importantissimo passo verso il rinnovo contrattuale. Sia l’ARAN che il Ministro Bussetti hanno dato sostegno alle possibili soluzioni, sino ad ottenere quello che era stato il nostro fondamentale obiettivo sin dall’inizio: la piena equiparazione della retribuzione di posizione di parte fissa alle altre dirigenze del comparto, entro la vigenza contrattuale. In tal modo la retribuzione di posizione parte fissa dei dirigenti scolastici, a decorrere dal 31 dicembre 2018, passerà da 3.556, 68 euro a 12.565,11.”

Il senso è chiarissimo: i sindacati avevano paura che, date le difficoltà della finanza pubblica, qualche “manina” facesse sparire i soldi stanziati dalla Legge di Bilancio, i famosi 96 milioni, di conseguenza hanno avanzato delle proposte tecniche per rendere disponibili subito queste risorse, senza arrivare al 2020.

Facendo due conti, si capisce qual è la soluzione tecnica trovata dai sindacati e si capisce anche perché l’Aran ha accettato: tagliare risorse nel 2018 e travasarle nel 2019, in modo da rendere possibile l’anticipo contabile dei 96 milioni dal 2020 al 2019; lo Stato non ci rimette niente, anzi ci guadagna.

La cosa può sembrare alquanto arcana, vediamo allora di essere più chiari facendo i conti sulla base del testo contrattuale.

Nella determinazione del FUN, il contratto parte da quello previgente “…così come determinato dal precedente CCNL e dalle vigenti norma di legge in materia” ed aggiunge i nuovi stanziamenti:

1-a decorrere dal 1 gennaio 2018, si aggiungono 2.896.592 euro “… a valere sulle risorse del presente contratto…”;

2-a decorrere dal 1 gennaio 2018, si aggiungono 19.626.052 euro annui, “…a valere sulle risorse di cui all’art.1, c. 591 della Legge n. 205/2017 e dell’art. 1, c.86 della Legge n.107/2015…”

3-a decorrere dal 31 dicembre 2018, quindi dal 1 gennaio 2019, si aggiungono 70.459.220,00 euro annui, sempre “…a valere sulle risorse di cui all’art.1, c. 591 della Legge n. 205/2017 e dell’art. 1, c.86 della Legge n.107/2015 stanziate per l’anno 2018 e per i successivi…”.

Come dice chiaramente il testo i 2.896.592 euro sono risparmi contrattuali che vengono versati nel FUN, non c’è problema

Ben diversa la situazione per le altre due voci che, sempre come dice il testo contrattuale, sono risorse aggiuntive stanziate da specifiche disposizioni di legge:

-la Legge 107/2015

-la Legge 205/2017

Attingendo alle risorse stanziate dalle due Leggi, per il 2018 vengono versati nel FUN 19.626.052 euro; il fatto è che le risorse disponibili sono molte di più, ammontano a 52.030.640,27 euro! Vediamo in modo analitico:

RISORSE DISPONIBILI

LORDO STATO

LORDO DIPENDENTE

LEGGE 107/2015

35.000.000,00

25.292.672,35

LEGGE 205/2017

37.000.000,00

26.737.967,91

TOTALE

72.000.000,00

52.030.640,27

La differenza è di 32.404.588,27 euro, soldi che non vengono versati nel FUN e i Dirigenti Scolastici italiani quindi non li percepiranno, nonostante i soldi della Legge 107/2015 siano già oggi in godimento; dal lato dell’Amministrazione, questo naturalmente è un risparmio.

Per il 2019 vengono versati altri 70.459.220,00 euro, per cui le risorse di origine legislativa versate nel FUN ammontano in totale a 90.085.272,00 euro; in questo caso, quelle realmente disponibili sono molte di meno:

RISORSE DISPONIBILI

LORDO STATO

LORDO DIPENDENTE

LEGGE 107/2015

35.000.000,00

25.292.672,35

205/2017

41.000.000,00

29.628.559,04

TOTALE

76.000.000,00

54.921.231,39

La differenza è di 35.164.040,61 euro, soldi in più che vengono versati nel FUN rispetto alle risorse disponibili e che per l’Amministrazione costituiscono un aggravio di spesa.

Tenendo però presente che l’anno prima lo Stato aveva risparmiato 32.404.588,27 euro, compensando le due cifre lo squilibrio a svantaggio dell’Amministrazione per il 2019 è di soli 2.759.452,34 euro.

Nessun problema: il “debito” dei Dirigenti Scolastici italiani viene recuperato l’anno seguente, nel 2020; queste infatti le risorse disponibili:

 

LORDO STATO

LORDO DIPENDENTE

LEGGE 107/2015

35.000.000,00

25.292.672,35

LEGGE 205/2017

96.000.000,00

69.374.187,02

TOTALE

131.000.000,00

94.666.859,37

Come detto, nel FUN vengono versati in tutto 90.085.272,00 euro, 4.581.587,37 euro in meno rispetto alle risorse disponibili; questo costituisce un risparmio per l’Amministrazione che va ampiamente a compensare il maggior esborso dell’anno precedente: a conclusione di tutto il processo, lo Stato ci ha guadagnato 1.822.135,03 euro!

La cosa più grave comunque è che i 4.581.587,37 euro in meno sono a regime, il danno è destinato a perdurare negli anni seguenti; altro che 96 milioni rimasti integralmente disponibili, come dice qualcuno!

La realtà è che a partire a conclusione di tutti questi equilibrismi, i Dirigenti Scolastici italiani ci rimetteranno 4.581.587,37 euro, a meno che il CCNL 2018/2020 non li recuperi; per adesso sono persi.

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