NIENTE FIRMA. IL MONDO ALLA ROVESCIA

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

NIENTE FIRMA

IL MONDO ALLA ROVESCIA

Pensavamo che il 28 novembre ci sarebbe stata la firma del contratto, ma così non è stato: perché?

Vediamo di capire cosa è successo, basandoci sulla dichiarazione messa a verbale dai sindacati:

“Al termine dell’incontro del 28/11/2018 per il rinnovo del CCNL dell’area dirigenziale istruzione e ricerca la parte sindacale esprime unanimemente il più profondo disappunto per la mancata certificazione delle risorse relative al FUN 2017/2018, uno dei presupposti indispensabili per la chiusura positiva della trattativa.

Chiede pertanto che tale incertezza sia rimossa entro la data della prossima riunione fissata per il 13 dicembre.”

Nella dichiarazione, i sindacati dicono che non si può firmare il contratto perché il MIUR non ha certificato le risorse disponibili per il FUN 2017/2018; nei loro resoconti sono ancora più precisi.

L’Anp dice che “…l’atto di costituzione del FUN 2017/2018…è stato predisposto da tempo dal MIUR, ma deve essere ancora certificato dal MEF”; si capisce che ci sono problemi da parte del MEF, tanto per cambiare…

La Cisl aggiunge che “…il MIUR non ha terminato la ricognizione circa l’utilizzazione avvenuta in via ultrattiva dei fondi FUN e in particolare dei 35 milioni previsti nella legge 107/2015”; in modo ancora più preciso: “…ben otto Uffici Scolastici Regionali non hanno ancora comunicato questi dati, evidentemente impedendo in tal modo la definizione della parte economica”.

Scusateci la pedanteria con cui abbiamo riportato i resoconti sindacali, ma nel leggerli abbiamo avuto l’impressione di vivere…in un mondo alla rovescia!

Praticamente, i sindacati dicono che non si può firmare il contratto perché il MIUR non ha certificato l’ammontare delle risorse disponibili per il FUN 2017/2018: la cosa ci sembra del tutto assurda, perché è il CCNL che stabilisce l’ammontare delle risorse che vanno a costituire il FUN, mentre il MIUR è un mero organo amministrativo che dà esecuzione a quanto stabilito in sede contrattuale.

Meglio: l’ammontare del Fun va definito a livello di contrattazione integrativa nazionale sulla base delle indicazioni stabilite dal CCNL e solo alla fine del processo interviene il MIUR, quale organo amministrativo che dà esecuzione ai diversi istituti contrattuali.

Come abbiamo già avuto modo di dire, vanno anche ridefiniti i FUN relativi al 2015/2016 e al2016/2017, dato che ricadono nella vigenza contrattuale, e vanno indicate le modalità di costituzione del FUN fino all’a.s. 2020/2021, dato che le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio vanno a regime nel 2020.

Sembra quasi che i sindacati vogliano lasciare al MIUR, o meglio al MEF, carta bianca nella determinazione del FUN; non è una questione di forma, ma di sostanza: il MEF deciderà unilateralmente quanto i Dirigenti Scolastici italiani debbano guadagnare, come in effetti ha fatto negli ultimi anni tagliando pesantemente il FUN.

Speriamo di aver capito male! Forse il MIUR sta facendo una rilevazione regione per regione per vedere se, raschiando il fondo del barile, si trova qualche risorsa aggiuntiva? In effetti, per il 2016/2017 il MIUR ha trovato 10 milioni lordo stato che si sono aggiunti al FUN già determinato in precedenza.

Staremo a vedere.

Ci sembra comunque che alcune cose siano del tutto chiare:

-la determinazione del FUN va pienamente riportata nell’ambito della contrattazione, a livello di CCNL e di contrattazione integrativa nazionale e regionale

-se si vuole la perequazione sulla retribuzione di posizione fissa da subito, deve essere chiaro che posizione variabile e risultato subiranno un taglio, più o meno pesante a seconda delle regioni; senza dimenticare il problema dell’entrata in servizio dei vincitori del concorso attualmente in svolgimento

-i sindacati dovrebbero preoccuparsi di recuperare i tagli degl ultimi anni e comunque, minimo sindacale, non avallare in ogni caso i tagli illegittimi operati dal MIUR.

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