IL 28 SI FIRMA?IL MINIMO SINDACALE

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

IL 28 SI FIRMA?

IL MINIMO SINDACALE

Dai resoconti sindacali dell’ultima seduta all’Aran emerge con chiarezza che il 28 novembre ci potrebbe essere la firma del contratto, perché, per quanto riguarda la parte economica, l’Aran ha accettato la richiesta dei sindacati: la perequazione sulla retribuzione di posizione/quota fissa da subito, a partire dal 2018.

In effetti, le risorse per la retribuzione fissa, i 96 milioni della Legge di Bilancio, vanno a regime nel 2020; si tratta di assicurarsene l’utilizzo per intero già nell’ambito di questo contratto, per non avere spiacevoli sorprese in futuro: di questi tempi, meglio non rischiare…

Il problema è dove reperire le risorse che mancano in attesa che si arrivi al 2020; qui entra in ballo il MIUR, che deve quantificare il FUN 2017/2018 e 2018/2019 e certificare lo “storno” di una parte delle risorse oggi utilizzate per la retribuzione variabile ed accessoria, spostandole sulla retribuzione di posizione/quota fissa.

Questo per la retribuzione fissa; come abbiamo detto più volte, la retribuzione variabile ed accessoria in questo contratto …semplicemente non esiste! In proposito, il silenzio dei sindacati è assordante.

Sembra che tutte le finestre siano chiuse, non se ne parla nemmeno, ma non può essere così, perché il contratto almeno di una cosa si dovrà occupare: la costituzione del FUN per tutto l’arco della vigenza contrattuale ed oltre, a partire quindi dall’a.s. 2015/2016 fino all’a.s. 2020/2021, dato che gli ultimi stanziamenti della Legge di Bilancio riguardano l’anno 2020.

Bisogna ricordare che l’importo della retribuzione di posizione/quota fissa viene deciso dal CCNL, ma il pagamento avviene per il tramite del FUN, per cui inevitabilmente nel contratto bisognerà parlare almeno delle nuove risorse da conferire al FUN dei diversi anni scolastici.

Anzi, a nostro avviso, c’è un primo obiettivo fondamentale che i sindacati devono ottenere: riportare la determinazione del FUN nell’ambito della contrattazione integrativa nazionale, come era nei primi due contratti, in modo da evitare le sorprese che il MIUR e il MEF ci hanno riservato negli ultimi anni.

Sorprese, giova ricordarlo, che il MIUR e il MEF hanno potuto impunemente fare perché i sindacati avevano graziosamente “derubricato” nell’ultimo contratto la determinazione del FUN da materia di contrattazione a materia di informazione preventiva.

Ma a quanto deve ammontare il FUN, a partire dall’a.s. 2015/2016?

Per capire di cosa stiamo parlando, facciamo riferimento all’Intesa del 30 settembre 2010 stipulata in applicazione del CCNL 2006/2009, che è chiarissima; riprendiamo la tabella analitica dell’Intesa, che costituisce il FUN relativo all’a.s. 20102011 nella forma di una sommatoria di tutto quanto è entrato nel Fun a varie riprese:

 

VOCE

IMPORTO

1

Fondo iniziale

53.200.214,57

2

+CCNL 02-03 art.55

489.424,00

3

+CCNL 02-03 art. 55

6.980.410,00

4

+CCNL 04-05 art. 4

2.123.940,00

5

+CCNL 04-05 art. 4

1.699.152,00

6

+CCNL 04-05 art. 4

3.929.289,00

7

+CCNL 06-07 art. 25

6.140.615,00

8

+CCNL 06-07 art. 25

1.879.804,00

9

+CCNL 08-09 art. 4

6.073.602,00

10

+Ria cessati 2001

6.650.350,65

11

+Ria in pagamento gen.2002

93.135.027,47

12

-Ria in pagamento gen.2010

36.749.338,86

 

TOTALE 2010/11

145.552.489,83

La Tabella è chiarissima: si parte dalla somma determinata in prima applicazione dal CIN del 28/05/2002, vengono poi aggiunti gli stanziamenti stabiliti dal contratto 2002/2005 ed infine quelli stabiliti dal CCNL 2006-2009; per ultimo, viene conferita la RIA dei Dirigenti Scolastici andati in pensione a partire dalla stipula del primo CCNL fino al dicembre del 2009.

Questo è l’ultimo atto pattizio firmato in merito alla determinazione del FUN, dopo ci sono stati solo atti amministrativi del MIUR; qualcosa di simile bisognerà farlo anche nel contratto che verrà firmato a breve, basterebbe aggiornare la tabella sopra riportata ed aggiornare l’ammontare della RIA dei pensionati, magari in sede di contrattazione integrativa nazionale.

Quanto appena detto non è frutto solo di logica contrattuale, è anche la logica conseguenza della sentenza della Corte Costituzionale, la n. 178 emessa il 24 giugno del 2015.

Nella sentenza, la Corte “…dichiara l’illegittimità costituzionale sopravvenuta, a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione di questa sentenza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nei termini indicati in motivazione, del regime di sospensione della contrattazione collettiva”, dichiara cioè che il blocco della contrattazione stabilito dalla Legge Tremonti non può essere a tempo indeterminato: essendo passati quattro anni, la Corte ne dichiara l’illegittimità sopravvenuta.

In effetti, la contrattazione è ripartita per il triennio 2016-2018 ed attualmente si sta discutendo il contratto della nuova Area dell’Istruzione della Ricerca; tutto a posto, allora?

Non proprio, basti dire che la firma del contratto dipende da come il MIUR intende determinare il FUN 2017/2018 e 2018/2019. E gli anni precedenti? Non se ne parla proprio; di nuovo: tutto a posto? Assolutamente no, perché almeno i FUN 2015/2016 e 2016/2017 sono a questo punto illegittimi, perché non sono frutto di contrattazione e questo, ci dice la Corte, è illegittimo.

La questione fondamentale, per quanto riguarda la costituzione del FUN, è il conferimento della RIA dei pensionati, che il MIUR non ha più effettuato a partire dall’a.s. 2011/2012; giova ricordare che il MIUR in prima battuta ha correttamente operato, effettuando il conferimento e solo su imposizione del MEF ha effettuato il taglio, per di più con quasi tre anni di ritardo.

Va sottolineato che il taglio non è effetto di una chiara disposizione di legge, è il frutto di una cervellotica interpretazione del MEF/MIUR, per cui il contratto è pienamente legittimato ad intervenire e rimettere le cose a posto, normando in modo corretto tutta la materia.

Per quanto riguarda gli anni scolastici che vanno dal 2011/2012 al 2014/2015, che sono fuori dalla vigenza contrattuale, si potrebbe fare un’interpretazione autentica della norme del CCNL 20026/2009, ma è chiaro che la strada è difficilmente percorribile.

A partire dall’a.s. 2015/2016, invece, si può, anzi si deve intervenire: la sentenza della Corte è chiarissima! Nel contratto va stabilito che il conferimento della RIA va ripristinato a partire dall’a.s 2015/2016 con le modalità sempre seguite in passato; come detto, basterebbe riprendere la tabella dell’Intesa del 30 settembre 2010 ed aggiornarla.

Il taglio della Ria operato nella costituzione del FUN relativo all’a.s. 2015/2016 ammonta a 27.435.394,35 euro; inoltre, in occasione della costituzione del FUN 2016/2017, sono stati tagliati altri 360.330,62 euro.

Questi tagli rischiano di trascinarsi anche negli anni seguenti, di diventare un taglio strutturale che comporta un danno per i Dirigenti Scolastici italiani di circa 3.500 euro annui lordi, circa 270 mensili; il contratto deve assolutamente intervenire.

Oltre quanto appena detto, ci sembra scontato che venga ripristinato il conferimento della RIA a partire dal FUN 2017/208; non si tratta di grosse cifre, al momento non quantificabili, ma non si vede perché i D.S. ci debbano rinunciare.

Infine, vogliamo fissare un “minimo sindacale”: i sindacati non devono assolutamente firmare un contratto che accetti o avalli i tagli del MEF/MIUR, perché si andrebbe a legalizzare, inserendoli in un testo contrattuale, quelli che ad oggi sono tagli unilaterali operati illegittimamente dal MIUR/MEF.

E’ chiaro anche che una “legalizzazione contrattuale” dei tagli renderebbe i ricorsi giurisdizionali più problematici, perché si tratterebbe di impugnare un atto pattizio, anziché un atto, lo ribadiamo, unilaterale ed illegittimo.

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