CONTRATTO: SI VA VERSO LA CHIUSURA

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

CONTRATTO: SI VA VERSO LA CHIUSURA

Dai resoconti sindacali della seduta del 13 settembre, si capisce che si sta andando verso la chiusura; l’ultimo “ostacolo” è il MIUR, che deve autorizzare l’utilizzo di parte delle risorse del FUN 2017/2018 per raggiungere l’obiettivo della perequazione sulla retribuzione di posizione/quota fissa entro il 2018.

Come è apparso subito evidente, i sindacati sono “disposti a tutto”, pur di raggiungere questo obiettivo.

C’è un primo problema, di carattere formale: le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio vanno dal 2018 al 2020, vanno cioè oltre verso la vigenza contrattuale; non si tratta di un grosso problema, è stato risolto già nella stipula del primo CCNL, basta stabilire che i fondi verranno versati nel FUN man mano che si renderanno disponibili.

Il secondo problema invece è un autentico macigno: le risorse non bastano!

Come abbiamo già avuto modo di dire (VEDI), per raggiungere l’obiettivo servono circa 90 milioni di euro lordo stato, ma le risorse disponibili sono di meno: anche se aggiungiamo ai 37 della milioni della Legge di Bilancio i 35 milioni della Buona Scuola, abbiamo in totale 72 milioni: ne mancano circa 18!

L’ANP propone l’escamotage di rendere disponibili le risorse del 2019 dal 31 dicembre 2018, ma anche così le risorse non bastano.

L’unica soluzione è attingere dal FUN 2017/2018 e 2018/2019; i 35 milioni della Buona Scuola e altri che dovessero servire, oggi sono utilizzati per la retribuzione variabile ed accessoria, andrebbero stornati ed utilizzati per la retribuzione di posizione/quota fissa.

Si può fare, secondo noi non c’è nemmeno bisogno di una specie di autorizzazione da parte del MIUR, perché il Contratto deve disciplinare la costituzione del FUN da partire dal 1 gennaio 2016.

Il problema è un altro: così facendo, ci sarà una riduzione drastica della retribuzione di posizione/quota variabile e della retribuzione di risultato rispetto a quelle oggi vigenti (VEDI).

Il problema, inoltre, non riguarda solo il 2018 e il 2019, perché è pur vero che nel 2020 si renderanno disponibili le ulteriori risorse stanziate dalla legge di bilancio, ma è anche vero che nel frattempo entreranno in servizio i vincitori del concorso attualmente in svolgimento: i Dirigenti Scolastici aumenteranno e la torta andrà divisa tra una platea bel maggiore rispetto a quella odierna.

Come tante volte abbiamo detto, i sindacati stanno facendo un’operazione di immagine, la “sostanza” è molto inferiore all’apparenza; il problema è: i sindacati hanno intenzione di chiedere al MIUR e all’ARN la restituzione dei tagli illegittimi operati negli ultimi anni, almeno a partire dal 1 gennaio 2018?

Solo così si potrebbe risolvere il problema della retribuzione variabile ed accessoria, destinata a ridursi drasticamente; se si vogliono aumenti veri, bisogna recuperare lo “scippo” perpetrato dal MIUR: i colleghi di Cosenza un domani avranno senz’altro degli aumenti, ma intanto oggi stanno subendo un secondo taglio dello stipendio!

 

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