UDIR BATTE IL MIUR AL TAR LAZIO

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

UDIR BATTE IL MIUR AL TAR LAZIO

di

Salvatore Indelicato

Mentre le attuali sei organizzazioni sindacali rappresentative girano a vuoto sui tavoli di negoziazione del MIUR, la settima associazione sindacale, l’UDIR, invece di perdere tempo a parlare con i sordi che non ci vogliono sentire, ottiene risultati concreti a suon di sentenze al TAR Lazio contro il MIUR, che non vuole riconoscere il giusto diritto dei presidi degli istituti comprensivi che aspirano ruolo di Presidente di Commissione agli esami di maturità.

Il Tar Lazio, nella veste di giudice collegiale, ha annullato i provvedimenti impugnati – la Circolare 4537/18 e la Nota Miur 6078/18 - ed ha ammesso dieci Dirigenti Scolastici di Istituti Comprensivi a svolgere il ruolo di Presidente di Commissione.

L’UDIR dimostra ancora una volta che, pur avendo solo un anno di vita, le lotte e le battaglie si possono vincere con la competenza, la professionalità e l’incisività delle proprie iniziative sindacali, ancorché si tratti di organizzazione non ancora rappresentativa, in vista del prossimo conteggio delle deleghe che la danno in crescita esponenziale.

Riportiamo l’Agenzia Ansa:

“I presidi degli istituti comprensivi vengono ammessi nel ruolo di Presidenti delle Commissioni degli imminenti esami conclusivi del secondo ciclo delle scuole superiori: a renderlo noto è l'Udir, il quale sottolinea che sono arrivate in tal senso sentenze del Tribunale amministrativo del Lazio, annullando una nota e una circolare del Miur in questa materia. "Le norme in vigore, tra l'altro - evidenzia il sindacato - non danno adito a dubbi. A partire dall'art. 3 del D.P.R. 140/2008 si è stabilito che "il reclutamento dei Dirigenti Scolastici, con l'unificazione dei tre settori formativi della dirigenza scolastica, si realizza mediante un unico concorso per esami e titoli che si svolge in sede regionale". "Dal 2008 - spiega Marcello Pacifico, presidente Udir - è stato introdotto il ruolo unico della categoria, con i dirigenti scolastici che possono essere nominati prescindendo dal grado scolastico dove operano. Far venire meno questo concetto, escludendoli a priori dalle commissioni della maturità, costituisce un atto illogico e discriminante. E ora a dirlo non è solo l'Udir, ma anche i giudici". (ANSA).

Nel corso della Camera di Consiglio del 29 maggio scorso, i ricorrenti Udir hanno sostenuto che la carriera dirigenziale scolastica è inquadrata in un ruolo unico e che le restrizioni imposte ai dirigenti in servizio negli istituti di primo grado violano il principio di uguaglianza.

Ricordiamo che i ricorsi sono stati patrocinati a TITOLO GRATUITO dal giovane sindacato per sgombrare il terreno da ogni speculazione al riguardo; anche se qualcuno ancora spruzza veleno contro “i gongolanti professionisti del ricorso”.

Silenzio assoluto da parte di tutte le altre OO.SS. di categoria, evidentemente in imbarazzo per non essere riuscite al tavolo delle discussioni infinite e improduttive a convincere il MIUR di adottare la linea giusta.

L’imbarazzo nasce dal fatto che le sei OO.SS. si vantano di essere rappresentative, anche se a questo punto si dovrebbero domandare allo specchio di che cosa siano rappresentative e come utilizzino questo presunto vantaggio a favore della categoria.

Alle altre OO.SS. non resta altro che farsi forte del ricorso vinto dall’UDIR, a cui non hanno né partecipato né aderito, per richiedere ora quello che non hanno potuto ottenere alle tavolate di picnic; anche se non hanno il pudore di citare correttamente l’autore dei ricorsi, e cioè l’UDIR, che ripetiamolo ancora una volta, a titolo gratuito, ha innescato e vinto una battaglia storica per la categoria.

Questa non sarà l’unica vittoria dell’UDIR, in quanto sono attivi i ricorsi, sempre gratuiti, per recuperare Fun, Ria e Perequazione esterna.

Se le sei OO.SS firmeranno il prossimo contratto dei presidi a perdere, come tutte le loro dichiarazioni recenti lasciano credere, si troveranno davanti i macigni di questi ricorsi che rischiano di sconvolgere i loro piani.

Salvatore Indelicato

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