ECCO IL NUOVO CONTRATTO

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

ECCO IL NUOVO CONTRATTO

Il contratto dei dirigenti scolastici, come quelli delle altre Aree dirigenziali, sembra essere scomparso dall’orizzonte; l’incertezza del quadro politico blocca anche il rinnovo dei contratti.

E’ pur vero che si tratta di ordinaria amministrazione, per cui si potrebbe tranquillamente aprire la trattativa ed arrivare alla stipula del contratto, ma tutti vogliono capire cosa succederà e se ci sono ulteriori margini di manovra.

Noi proviamo… a gettare il cuore oltre l’ostacolo, a fare una previsione sull’andamento delle trattative e sugli esiti economici del contratto, perché, al solito, noi ci occupiamo solo della parte economica.

Nella nostra simulazione, non è che diamo i numeri al lotto; ci baseremo:

-sui dati certi oggi disponibili e su stime molto vicine alla realtà

-su quanto accaduto nelle precedenti tornate contrattuali, tenendo conto delle novità nel frattempo intervenute.

Possiamo anticipare le conclusioni: sulla retribuzione fissa o fondamentale c’è poco da fare, mentre sulla retribuzione variabile es accessoria ci sono ampi margini di manovra; i sindacati devono pretendere che vengano ridefiniti i FUN a partire dall’a.s. 2015/2016, eliminando per via contrattuale i tagli operati dal MIUR.

Questi tagli infatti, giova ricordarlo, sono stati effettuati, per via amministrativa, sulla base di un’interpretazione della Legge 122/2010 e successive modifiche ed integrazioni del tutto errata ed illegittima.

Se così fosse, si andrebbero a recuperare i tagli almeno a partire dal 1 gennaio 2016 e si otterrebbe che, a regime, la retribuzione variabile ed accessoria sia praticamente uguale a quella oggi vigente, per cui gli aumenti sulla retribuzione fissa e fondamentale sarebbero aumenti veri.

In caso contrario, si arriverebbe all’equiparazione sulla retribuzione fissa e fondamentale, circa 8.000 euro di aumento, ma la retribuzione variabile ed accessoria diminuirebbe di circa 5.000 euro, gli aumenti veri si fermerebbero quindi a circa 3.000 euro.

Per non parlare della regioni che ci andrebbero a perdere!

Dividiamo la trattazione in tre parti:

-il nuovo quadro contrattuale (VEDI)

-la retribuzione fissa o fondamentale (VEDI)

-la retribuzione variabile ed accessoria (VEDI)

Si tratta di argomentazioni tecniche, potranno sembrare anche alquanto pesanti, ma invitiamo i colleghi a fare uno sforzo: se non vogliono essere presi in giro, è bene che cerchino di capire in anticipo quello che succederà.

 

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