LA RETRIBUZIONE VARIABILE ED ACCESSORIA NEL PROSSIMO CONTRATTO

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

LA RETRIBUZIONE VARIABILE ED ACCESSORIA

NEL PROSSIMO CONTRATTO

Almeno in termini di risorse, la retribuzione variabile ed accessoria nel prossimo contratto …semplicemente non esiste! Tutto, o quasi, viene impegnato per raggiungere la famosa armonizzazione della retribuzione di posizione/parte fissa, dato che l’equiparazione sullo stipendio tabellare esiste dal 2000 e rimarrà anche nel prossimo contratto.

Solo nel 2020 ci sarà un piccolo residuo, che potrà essere utilizzato per la retribuzione variabile ed accessoria.

Si potrebbe dire: non importa, meglio gli aumenti sulla retribuzione fissa che vanno direttamente in busta paga senza bisogno di ulteriori passaggi; il ragionamento fila, ma non tiene conto dell’eredità negativa che i tagli degli anni passati lasciano al prossimo contratto, per cui noi abbiamo parlato in precedenza di un contratto ad handicap: agli aumenti sulla retribuzione fissa fanno da contraltare le perdite sulla retribuzione variabile ed accessoria, dovute ai tagli iniziati nel 2011.

Si potrebbe dire: c’è poco da fare, dura lex sed lex, il contratto non ci può fare niente, ma a nostro avviso non è così, qualcosa si può fare, anzi per noi questo è il tema centrale del prossimo contratto.

E’ chiaro che per l’Aran questo discorso non esiste, l’Aran si atterrà strettamente alle indicazioni dell’Atto di Indirizzo che non menziona la retribuzione variabile ed accessoria se non in modo incidentale.

Per noi, invece, un margine per intervenire c’è e va sfruttato fino in fondo.

Il prossimo contratto infatti almeno di una cosa si dovrà occupare: la costituzione del FUN per tutto l’arco della vigenza contrattuale, a partire quindi dall’a.s. 2015/2016 e fino all’a.s. 2020/2021, dato che gli ultimi stanziamenti della Legge di Bilancio riguardano l’anno 2020.

Non solo: l’importo della retribuzione di posizione/quota fissa viene deciso dal CCNL, gli aumenti saranno quelli indicati nella seconda parte, ma il pagamento avviene per il tramite del FUN, per cui inevitabilmente bisognerà nel contratto parlare delle modalità di costituzione del FUN e delle risorse da conferire.

Almeno, così è stato nei tre contratti precedenti e pensiamo che così si farà anche nel prossimo contratto; come detto, è chiaro che l’Aran seguirà la linea “non c’è trippa per gatti”, come si dice a Roma, noi speriamo che i sindacati seguano invece una linea che punti al recupero di quanto indebitamente tagliato negli anni passati e i cui effetti sono ormai a regime.

Per rendere chiaro il quadro, divideremo la trattazione in due parti: nella prima illustreremo gli effetti di quella che sarà la “Linea Aran”, nella seconda vedremo quali dovrebbero essere i risultati di quella che per noi dovrebbe essere la “Linea Sindacale”.

1-LA LINEA ARAN

Nella costituzione del FUN, il punto di partenza è il FUN vigente prima della stipula del contratto, a cui si aggiungono le risorse fresche stanziate dallo stesso contratto.

Il Fun pre-vigente

Questa volta, però, anche il FUN pre-vigente è un problema, perché l’ultimo FUN determinato dal MIUR è quello relativo all’a.s. 2016/2017, dove sono presenti due voci anomale.

La prima voce è costituita dalle ultime risorse una tantum stanziate dalla Buona Scuola, pari a 10.550.113,04 euro; è chiaro che queste risorse vanno sottratte dall’ammontare del FUN.

Ci sono poi le risorse stanziate per le reggenze, risorse che sono sfuggite al taglio della Legge Tremonti; oggi la spesa per reggenze è considerevole, ma quando gli organici saranno pieni le reggenze scompariranno, o meglio rimarranno solo le reggenze delle scuole sottodimensionate e quelle delle scuole dove il Dirigente è utilizzato in altri incarichi.

Riteniamo che l’ARAN accetterà di mantenere almeno una parte delle risorse per le reggenze, per cui abbiamo sottratto dal FUN una somma inferiore a quella stanziata nel 2016/2017; nel fare la stima, ci siamo basati sul numero delle scuole sottodimensionate a regime.

Possiamo ora calcolare il FUN pre-vigente:

Fun pre-vigente

FUN 2016/2017

150.749.560,10

RISORSE UNA TANTUM BUONA SCUOLA

-10.550.113,04

MINORE STANZIAMENTO PER REGGENZE

-9.817.309,15

FUN PRE-VIGENTE

130.382.137,91

Il punto di partenza per la determinazione del FUN saranno quindi i 130.382.137,91 euro appena menzionati; è chiaro che si tratta di una stima, ma è anche chiaro che qui non sono rilevanti i centesimi, quello che conta è l’ordine di grandezza della cifra da cui partire nella determinazione dei nuovi FUN dopo la stipula del contratto.

Le nuove risorse

Come abbiamo visto parlando della retribuzione fissa, le nuove risorse da versare nel FUN sono di due tipi:

-quelle stanziate dall’Atto di Indirizzo e non utilizzate per gli aumenti dello stipendio tabellare

-tutte le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio, perché venendo queste risorse utilizzate per gli aumenti della retribuzione di posizione/parte fissa vanno versate nel FUN; ricordiamo, infatti, che gli importi della retribuzione di posizione/quota fissa vengono definiti in sede di CCNL, ma la corresponsione avviene per il tramite del FUN.

Queste le nuove risorse da versare nel FUN, anno per anno:

Nuove risorse da versare nel FUN

 

2016

2017

2018

2019

2020

DISPONIBILITA’ RESIDUE ATTO DI INDIRIZZO

391.781,75

1.186.428,81

1.578.210,56

1.578.210,56

1.578.210,56

LEGGE DI BILANCIO

0,00

0,00

26.737.967,91

29.628.559,04

69.374.187,02

TOTALE

391.781,75

1.186.428,81

28.316.178,47

31.206.769,60

70.952.397,58

A questo punto, è possibile determinare il FUN anno per anno.

Come si vede, per gli anni 2016 e 2017 le nuove risorse sono veramente poche, per cui non vale nemmeno la pena mettersi a rideterminare il FUN; come già fatto nel CCNL 2006/2009, si potrebbero attribuire degli arretrati una tantum a titolo di retribuzione di risultato.

A partire dall’a.s. 2017/2018 il discorso cambia, perché si rendono disponibili le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio.

Il FUN 2017/2018

Tenendo conto del FUN pre-vigente, delle risorse dell’Atto di Indirizzo e delle risorse stanziate dalla Legge di Bilancio, questo il FUN relativo all’a.s. 2017/2018:

FUN a.s. 2017/2018

FUN PRE-VIGENTE

130.382.137,91

4/12 ANNO 2017-ATTO DI INDIRIZZO

395.476,27

8/12 ANNO 2018-ATTO DI INDIRIZZO

1.052.140,37

8/12 ANNO 2018-L EGGE DI BILANCIO.

17.825.311,94

TOTALE

149.655.066,49

Il Fun Andrà utilizzato, per prima cosa, per la corresponsione della retribuzione di posizione quota fissa; questa la spesa:

Spesa per corresponsione posizione fissa

SPESA POSIZIONE FISSA-4/12 IMPORTO 2017

8.732.341,50

SPESA POSIZIONE FISSA-8/12 IMPORTO 2018

34.575.503,00

TOTALE

43.307.844,50

Ricordiamo che gli importi della retribuzione di posizione/quota fissa sono 3.715,89 euro annui per il 2017 e 7.356,49 euro annui per il 2018.

Per calcolare la spesa bisogna moltiplicare l’importo annuo per il numero dei Dirigenti Scolastici in servizio, ma questo è un dato che oggi non abbiamo, almeno in via ufficiale; noi abbiamo considerato 7.050 Dirigenti Scolastici in servizio.

Possiamo ora calcolare il Budget per la retribuzione variabile ed accessoria:

Budget per retribuzione variabile ed accessoria

FUN 2017/2018

149.655.066,49

SPESSA PER POSIZIONE FISSA

43.307.844,50

BUDGET PER RETRIBUZIONE VARIABILE ED ACCESSORIA

106.347.221,99

Tenendo conto dei 7.050 Dirigenti Scolastici in servizio, questa la media pro capite della retribuzione variabile ed accessoria:

A.S. 2017/2018 Retribuzione variabile ed accessoria – Media pro capite

BUDGET

D.S. IN SERVIZIO

MEDIA PRO CAPITE

106.347.221,99

7.050

15.084,71

I FUN 2018/2019, 2019/2020 e 2020/21

Utilizzando lo stesso metodo di calcolo che abbiamo usato per il 2017/2018, possiamo calcolare la media pro capite per l’a.s. 2018/2019:

A.S. 2018/2019 - Retribuzione variabile ed accessoria – Media pro capite

BUDGET

D.S. IN SERVIZIO

MEDIA PRO CAPITE

107.700.547,96

6.950

15.496,48

Come si vede, abbiamo considerato 6.950 Dirigenti Scolastici in servizio.

Passiamo all’a.s. 2019/2020:

A.S. 2019/2020 - Retribuzione variabile ed accessoria – Media pro capite

BUDGET

D.S. IN SERVIZIO

 MEDIA PRO CAPITE

101.729.155,74

7.994

12.725,69

Come si vede, il budget diminuisce leggermente, mentre aumentano nettamente i D.S in servizio; riteniamo infatti che nel 2019/2020 verranno assunti i vincitori del prossimo concorso, per cui gli organici andranno a saturazione; abbiamo considerato l’organico del corrente anno scolastico.

Concludiamo con la situazione a regime, quella relativa all’a.s. 20120/2021:

A.S. 2020/2021 - Retribuzione variabile ed accessoria – Media pro capite

BUDGET

D.S. IN SERVIZIO

 MEDIA PRO CAPITE

102.753.566,71

7.994

12.853,84

Il budget aumenta leggermente, per cui aumenta leggermente anche la media pro capite.

Lo ripetiamo di nuovo: facciamo delle simulazioni, è chiaro che i risultati non possono essere precisi al centesimo, quello che conta è l’ordine di grandezza.

L’evoluzione della media pro capite

Vediamo allora l’evoluzione della media pro capite della retribuzione variabile ed accessoria, dall’inizio della vigenza contrattuale fino alla situazione a regime:

Evoluzione della retribuzione variabile ed accessoria – Media pro capite

A.S. 2015/2016

18.238,63

A.S 2017/2018

15.084,71

A.S 2018/2019

15.496,48

A.S. 2019/2020

12.725,69

A.S. 2020/2021

12.853,84

Come si vede, a regime la retribuzione variabile ed accessoria sarà di 5.384,79 euro inferiore rispetto all’inizio della vigenza contrattuale, cioè rispetto ad oggi.

Il punto di svolta è l’a.s. 2018/2019, l’anno in cui entreranno in servizio i vincitori del concorso appena bandito e gli organici andranno a saturazione; fermo restando che già nel 2015/2016 i tagli hanno fatto sentire i loro effetti.

Ripetiamo l’avvertimento: le cifre sono leggermente diverse rispetto a nostri precedenti articoli, perché i metodi di calcolo sono diversi, ma quello che conta non sono i centesimi, ma l’ordine di grandezza; diciamo che a regime la retribuzione variabile ed accessoria sarà di circa 5.000 euro inferiore rispetto ad oggi.

2-LA LINEA SINDACALE

Questa la Linea Aran che abbiamo riassunto nel motto romanesco “non c’è trippa per gatti”; i sindacati devono accettare questa linea o possono fare qualcosa per ottenere maggiori risorse e quindi maggiori aumenti? A nostro avviso esistono margini di manovra per ottenere qualcosa di più, anche abbastanza sostanzioso.

La ri-contrattualizzazione della determinazione del FUN

Per prima cosa, i sindacati devono rivendicare che la determinazione del FUN ritorni ad essere materia di contrattazione, come era prima dell’ultimo contratto.

La materia può essere suddivisa tra CCNL e contrattazione integrativa nazionale, ma contrattazione deve essere, non può esistere che l’Amministrazione decida unilateralmente l’ammontare degli stipendi dei Dirigenti Scolastici, come è avvenuto a partire dal 2010/2011 fino ad oggi.

L’Amministrazione ha “ben utilizzato” questa prerogativa gentilmente concessa dai sindacati, tagliando gli stipendi dei Dirigenti Scolastici italiani, contro quanto stabilito dalla stessa Legge 122/2010, operando non il blocco, ma il taglio degli stipendi, come appena detto.

I sindacati devono intervenire non tanto sulle nuove risorse, su cui non c’è niente da dire: quanto sopra esposto è inoppugnabile; devono invece intervenire, eccome, sulla determinazione del FUN previgente.

Quanto appena detto è del tutto legittimo, perché la vigenza contrattuale inizia dall’anno 2016, per cui nel testo contrattuale vanno definite le norme per la costituzione del FUN a partire dall’a.s. 2015/2016 fino all’anno scolastico 2020/2021.

Il conferimento della RIA dei pensionati

La prima questione da affrontare è il conferimento della RIA dei pensionati, che il MIUR non ha più effettuato a partire dall’a.s. 2011/2012; giova ricordare che non era questa la posizione del MIUR che in prima battuta ha correttamente operato il conferimento.

E’ stato il MEF ad imporre al MIUR questo taglio del tutto illegittimo, per di più con quasi tre anni di ritardo.

Per quanto riguarda gli anni scolastici che vanno dal 2011/2012 al 2014/2015, a livello contrattuale c’è poco da fare, perché la vigenza va dal 2016 al 2018, ma almeno a partire dal 2015/2016 si può, anzi si deve intervenire, eccome.

Nel contratto va stabilito che il conferimento della RIA va ripristinato a partire dal 1 gennaio 2016, con le modalità sempre seguite in passato, l’ultima volta nell’Intesa del 30 settembre 2010; la cosa è del tutto legittima, perché il MIUR ha operato il taglio non in ossequio di una chiara norma di Legge, ma in base ad un’interpretazione del tutto opinabile, per di più imposta dal MEF.

Il taglio della Ria operato nella costituzione del FUN relativo all’a.s. 2015/2016 ammonta a 27.435.394,35; questa cifra va conferita di nuovo al FUN, a decorrere dal 1 gennaio 2016.

In occasione della costituzione del FUN 2016/2017, sono stati tagliati altri 360.330,62 euro; questo ulteriore taglio appare ancora più illegittimo, non giustificato da alcuna fonte normativa.

Oltre quanto appena detto, ci sembra scontato che venga ripristinato il conferimento della RIA a partire dal FUN 2017/208; non si tratta di grosse cifre, al momento non quantificabili, ma non si vede perché i D.S. ci debbano rinunciare.

La decurtazione del FUN

in rapporto alla diminuzione dei Dirigenti Scolastici in servizio

In applicazione della Legge 122/2010 e successive modifiche ed integrazioni il FUN è stato decurtato in proporzione alla diminuzione dei Dirigenti Scolastici in servizio, dall’a.s. 2010/2011 all’a.s. 2016/2017; si potrebbe dire di nuovo, “dura lex, sed lex”, ma c’è un fatto che va preso in considerazione, da cui deriva la problematicità della norma.

Nell’a.s. 2016/2017 i Dirigenti Scolastici in servizio erano 7.197, a fronte di un organico di 8.071 posti, c’era cioè un consistente vuoto di organico pari a 874 posti; la riduzione del numero dei dirigenti in servizio non è dovuta quindi ad una contrazione dell’organico, ma al fatto che i vuoti creati dai pensionamenti non sono stati riempiti, perché da dieci anni non viene espletato il concorso a Dirigente Scolastico.

Possiamo dire che la riduzione del numero dei Dirigenti Scolastici in servizio registrata negli ultimi anni non è un fatto strutturale, ma contingente; la situazione normale dovrebbe essere che il numero dei Dirigenti Scolastici in servizio coincida con il numero dei posti in organico.

Qual sarà allora la situazione a regime o, detta in modo più chiaro, cosa succederà quando verrà espletato il concorso, verranno fatte le nuove assunzioni e gli organici andranno a saturazione?

La risposta è molto semplice: la retribuzione di posizione e di risultato dei Dirigenti Scolastici italiani subirà un’ulteriore decurtazione, come più volte detto, perché aumenterà la platea tra cui suddividere il FUN.

Appare del tutto evidente che se i Dirigenti Scolastici aumentano di nuovo, anche il FUN deve aumentare in proporzione; in effetti, qualcosa del genere nel comma 236 della Legge 2018/2015 c’è: “…a decorrere dal 1º gennaio 2016 l'ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente   al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1,comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, non può superare il corrispondente importo determinato per l'anno 2015 ed è, comunque, automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio, tenendo conto del personale assumibile ai sensi della normativa vigente.”

Qui interessa l’ultimo periodo: “…ed è, comunque, automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio, tenendo conto del personale assumibile ai sensi della normativa vigente.”

La Legge dice che la riduzione deve tener conto del personale assumibile, non quindi quello che è di fatto in servizio, ma quello che può essere assunto e che prima o poi verrà assunto, nel nostro caso dopo l’espletamento del concorso recentemente bandito.

Possiamo fare un calcolo preciso di quello che possiamo chiamare il “danno futuro”, il danno cioè che subiranno i Dirigenti Scolastici italiani non appena verranno assunti i vincitori del prossimo concorso.

Questo è la decurtazione operata dal MIUR a seguito della diminuzione del numero dei Dirigenti Scolastici:

Taglio per effetto della diminuzione dei Dirigenti Scolastci

TAGLIO PER DIMINUZIONE DIRIGENTI

TAGLIO FUN 2015/2016

28.152.097,16

TAGLIO FUN 2016/2017

2.983.352,85

TOTALE

31.135.450,01

Questa la diminuzione dei Dirigenti Scolastici dall’a.s. 2010/2011 all’a.s. 2016/2017:

Diminuzione dirigenti scolastici

A.S. 2010/2011

9.169

A.S. 2016/2017

7.179

DIMINUZIONE

1.990

La decurtazione di 31.135.450,01 euro è quindi dovuta ad una diminuzione di 1.990 Dirigenti Scolastici.

Se però nell’a.s. 2016/2017 gli organici fossero stati pieni, la diminuzione sarebbe stata molto minore:

Diminuzione dirigenti scolastici ad organico pieno

A.S. 2010/2011

9.169

A.S. 2016/2017 AD ORGANICO PIENO

8.071

DIMINUZIONE

1.098

La diminuzione è inferiore del 44,82% e di conseguenza anche il taglio dovrebbe essere minore: 17.179.258,35 anziché 31.135.450,01 euro.

Questo vuol dire che il “danno futuro” ammonta a 13.956.191,66 euro, un danno che si andrà ad aggiungere a quello che i Dirigenti Scolastici italiani hanno già subito.

E’ pur vero che i Dirigenti Scolastici nel 2017/2018 sono diminuiti ancora, sono 7.998, ma si tratta di poca cosa.

Questa norma finora non è mai stata applicata, perché non sono state fatte assunzioni, è prevedibile che l’ARAN non la prenda nemmeno in considerazione, come in effetti abbiamo fatto noi sopra, nella nostra simulazione che abbiamo chiamato “Linea Aran”; ci sembra evidente che il sindacato debba rivendicare la sua applicazione, non appena ne ricorrano le condizioni, cioè dopo l’espletamento del concorso, come più volte detto.

Andrebbe introdotta una norma contrattuale per cui il taglio già effettuato di 31.135.450,01 viene ridotto in rapporto ai Dirigenti Scolastici effettivamente in servizio, anno per anno, prendendo a riferimento i 9.169 in servizio nell’a.s. 2010/2011

Il problema delle coperture

L’Aran non accetterà queste eventuali richieste sindacali non per una questione di merito, ne dovrebbe anzi riconoscere la fondatezza, ma per una questione di coperture: le proposte appena avanzate vengono a costare circa 40 milioni di euro e l’Aran dirà che non ci sono stanziamenti ad hoc, secondo l’Atto di Indirizzo e la Legge di Bilancio le risorse disponibili sono finalizzate all’armonizzazione sulla retribuzione di posizione/parte fissa.

Serve un ulteriore stanziamento, o meglio questi soldi vanno reperiti nelle “pieghe di bilancio”, perché non si tratta di risorse aggiuntive: una parte è frutto delle scelte illegittime operate dal MIUR/MEF (Conferimento della RIA dei pensionati) e un’altra (Diminuzione dei Dirigenti Scolastici in servizio) è una spesa non contabilizzata, anche se la Legge in qualche modo la prevede.

Una cosa è certa: i sindacati non devono assolutamente firmare un contratto che accetti o avalli quella che sopra abbiamo chiamato “linea ARAN”, perché andrebbero a legalizzare, inserendoli in un testo contrattuale, quelli che ad oggi sono tagli unilaterali operati illegittimamente dal MIUR/MEF.

In caso di firma sulla linea ARAN, anche i ricorsi giurisdizionali diventerebbero molto più problematici, perché si tratterebbe di impugnare un atto pattizio, anziché un atto, come più volte detto, unilaterale ed illegittimo.

Ci rendiamo conto che non sarà facile, ma i sindacati devono trovare un escamotage per portare a casa i il risultato.

IL FUN A REGIME

Se i sindacati riuscissero ad ottenere quanto appena detto, è chiaro che il FUN avrebbe un ammontare maggiore e di conseguenza aumenterebbe l’importo della retribuzione variabile ed accessoria.

Possiamo fare una simulazione di quale sarebbe la situazione a regime, partendo dal budget disponibile per la retribuzione variabile ed accessoria in quella che abbiamo chiamato la “LINEA ARAN” e che purtroppo è l’unica cosa sicura; questo il budget a regime nella nostra simulazione:

Budget per retribuzione variabile ed accessoria

BUDGET ARAN LINEA ARAN

102.753.566,71

CONFERIMENTO RIA 15/16

27.435.394,35

CONFERIMENTO RIA 16/17

360.330,62

ULTERIORE CONFERIMENTO RIA

1.200.000,00

MINORE TAGLIO DIMINUZIONE DIRIGENTI SCOLASTICI

13.956.191,66

TOTALE

145.705.483,34

C’è bisogno di qualche spiegazione:

-il punto di partenza, come detto, è il budget sopra indicato in quella che abbiamo chiamato “LINEA ARAN”

-si aggiunge il conferimento della RIA tagliato nel FUN 2015/2016

-si aggiunge il conferimento della RIA tagliato nel FUN 2016/2017

-si effettua il conferimento della RIA degli anni seguenti, fino al 2020/2021; chiaramente è una stima

-si aggiunge il minor taglio per la diminuzione dei Dirigenti Scolastici in servizio.

Abbiamo così il nuovo budget disponibile per la corresponsione della retribuzione variabile ed accessoria, possiamo a questo punto calcolare la media pro capite:

Retribuzione variabile ed accessoria – Media pro capite

BUDGET

D.S. IN SERVIZIO

MEDIA PRO CAPITE

145.705.483,34

7.994

18.226,86

Questa la differenza rispetto alla situazione attuale:

Differenza media pro capite

A.S. 2015/2016

A.S. 2020/20121

DIFFERENZA

18.238,63

18.226,86

-11,77

Come si vede, la differenza è minima; tenendo conto che si tratta di simulazioni, possiamo dire che a regime la media pro capite della retribuzione variabile ed accessoria sarebbe praticamente uguale a quella di oggi, mentre in quella che abbiamo chiamato “LINEA ARAN” sarebbero circa 5.000 euro in meno.

La cosa non deve meravigliare, perché se passasse la LINEA SINDACALE, si andrebbero a recuperare circa 42 milioni di euro, andando così a bilanciare la sottrazione delle risorse una tantum stanziate dalla Buona Scuola e l’aumento dei Dirigenti Scolastici in servizio.

Se così fosse, andando in pari la retribuzione variabile ed accessoria, gli aumenti contrattuali sulla retribuzione fissa sarebbero aumenti veri, reali; a regime, i Dirigenti Scolastici si troverebbero con un aumento di circa 9.000 euro annui: finalmente un contratto decente!

Fermo restando che rimarrebbe la sperequazione sulla retribuzione variabile ed accessoria, ma almeno rimarrebbe sui livelli attuali, non andrebbe a peggiorare, come accadrà se passerà la “LINEA ARAN”.

Giudici permettendo…

LA VALUTAZIONE E LA RETRIBUZIONE DI RISULTATO

Concludiamo affrontando la questione della valutazione e della retribuzione di risultato connessa alla valutazione; a nostro avviso, da un punto di vista economico la questione semplicemente non esiste, perché si parla di cifre veramente esigue.

Cosa si vuole “premiare” con circa 150 euro lordi al mese? Qualcuno prenderà 130 euro al mese e qualcuno ne prenderà 180, sempre lordi…Vale la pena dannarsi l’anima per queste cifre?

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