UN CONTRATTO AD HANDICAP

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

UN CONTRATTO AD HANDICAP

Abbiamo già fatto una simulazione in merito agli esiti del prossimo contratto (VEDI), qui proviamo a fare un’operazione più semplice, soprattutto molto più sicura, perché si basa su dati certi: andiamo a vedere a vedere quale sarà l’eredità negativa, l’handicap, che i tagli degli anni passati lasciano al nuovo contratto.

Il ragionamento si basa sulla media pro capite della retribuzione variabile ed accessoria, calcoliamo quella a regime e la mettiamo a confronto con la situazione attuale; ricordiamo che in base all’Atto di Indirizzo tutte le risorse disponibili per il prossimo CCNL saranno finalizzate all’armonizzazione della retribuzione fissa, in particolare la retribuzione di posizione/parte fissa, per cui la retribuzione variabile ed accessoria rimarrà invariata, il nuovo contratto “erediterà” la situazione precedente, pesantemente gravata dai tagli degli anni passati.

L’ammontare del FUN

La prima eredità negativa è l’ammontare del FUN; in ogni contratto, infatti, per determinare il nuovo ammontare del FUN si parte dalla situazione previgente, a cui si aggiungono le nuove risorse stanziate dal contratto che, lo ripetiamo, saranno pari a zero, almeno per quanto riguarda la retribuzione variabile ed accessoria.

Si tratta di un dato che purtroppo oggi non abbiamo, ma è possibile stimarlo con una certa precisione, basandoci su un dato certo: il FUN relativo all’a.s. 2016/2017.

Dal FUN 2016/2017 sottraiamo due voci:

-le ultime risorse una tantum stanziate dalla Buona Scuola, pari a 10.550.113,04 euro.

-gran parte delle risorse stanziate per le reggenze, per un importo pari a 9.817.309,15 euro.

Il primo è un dato sicuro, mentre il secondo è frutto di una nostra stima, per cui ha bisogno di una spiegazione.

Oggi la spesa per reggenze è considerevole, ma quando gli organici saranno pieni rimarranno solo le reggenze delle scuole sottodimensionate, per cui la spesa prevista nel FUN 2016/2017 si ridurrà drasticamente; noi l’abbiamo ridotta in proporzione alla diminuzione delle reggenze, per un ammontare di 9.817.309,15 euro.

Questo il risultato:

FUN 2016/2017

150.749.560,10

RISORSE UNA TANTUM BUONA SCUOLA

-10.550.113,04

MINORE SPESA PER REGGENZE

-9.817.309,15

FUN PRE VIGENTE

130.382.137,91

L’ammontare del FUN sarà quindi pari a 130.382.137,91 euro; è chiaro che non ci interssano i centesimi, quello che conta è l’ordine di grandezza: il FUN a regime sarà pari a circa 130 milioni di euro.

Il numero dei Dirigenti Scolastici in servizio

Nell’a.s. 2015/2016 i Dirigenti Scolastici in servizio erano 7.505 a fronte di un organico di diritto pari a 8.123 posti: solo il 92% dei posti risultava occupato, gli altri erano vacanti, per cui sono stati assegnati a reggenza.

Noi chiamiamo questo fenomeno “tasso di saturazione”; nel 2016/2017 il tasso di saturazione è sceso ancora, era all’89%.

Quale sarà la situazione a regime? Per diversi anni, il tasso di saturazione sarà pari a 100, tutti i posti cioè saranno occupati; questo avverrà non appena sarà stato espletato il concorso recentemente bandito, realisticamente a partire dall’a.s. 2019/2020.

Nel corrente anno scolastico, i posti in organico di diritto sono 7.994; si tratta di un dato che si è ormai stabilizzato, lo possiamo prendere come dato a regime: se ci sarà qualche variazione in futuro, sarà minima.

A partire dall’a.s. 2019/2010 avremo quindi 7.994 Dirigenti Scolastici in servizio.

La media pro capite

La media pro capite è data dalla divisione dell’ammontare del FUN per il numero dei Dirigenti Scolastici in servizio; se il FUN diminuisce e il numero dei Dirigenti Scolastici in servizio aumenta, come abbiamo appena detto, è chiaro che le cose non vanno molto bene: la torta diminuisce e i commensali aumentano, la fetta spettante ad ognuno diminuisce drasticamente.

Vediamo allora la situazione nel 2015/2016 e quella a regime.

Nel 2015/2016 la media pro capite della retribuzione variabile ed accessoria ammonta a 18.238,63 euro, come specificato nella tabella sotto riportata:

Retribuzione variabile ed accessoria-Media pro capite-A.S. 2015/2016

FUN

SPESA PER POSIZIONE FISSA

BUDGET PER POSIZIONE VARIABILE E RISULTATO

D.S. IN SERVIZIO

MEDIA PRO CAPITE

163.573.776,65

26.692.883,40

136.880.893,25

7.505

18.238,63

Se andiamo a vedere la situazione a regime, naturalmente a situazione invariata, c’è un crollo netto:

Retribuzione variabile ed accessoria-Media pro capite a regime

FUN

SPESA PER POSIZIONE FISSA

BUDGET PER POSIZIONE VARIABILE E RISULTATO

D.S. IN SERVIZIO

MEDIA PRO CAPITE

130.382.137,91

28.432.099,92

101.950.037,99

7.994

12.753,32

La media pro capite diminuisce, scende e 12.753,32 euro, sono 5.485,31 euro annui in meno rispetto alla situazione attuale, 421,95 euro al mese.

E’ questa l’eredità negativa che i tagli degli ultimi anni lasciano al nuovo contratto: non si parte da zero, si parte da -5.485,31 euro annui; è questo l’handicap da cui parte il prossimo contratto.

Gli aumenti del prossimo contratto

Come già detto, gli stanziamenti per il prossimo contratto sono tutti finalizzati all’armonizzazione della retribuzione fissa, per un ammontare di 75.632.316,81 euro lordo dipendente, come specificato nella tabella di seguito riportata:

Stanziamenti per CCNL

STANZIAMENTI PER CCNL LORDO DIPENDENTE

ATTO DI INDIRIZZO

6.258.129,79

LEGGE DI STABILITA'

69.374.187,02

TOTALE

75.632.316,81

Se consideriamo i 7.994 Dirigenti Scolastici che saranno in servizio a regime, la media pro capite degli aumenti sarà pari a 9.461,14 euro annui.

Di conseguenza, facendo un conguaglio tra gli aumenti contrattuali e i tagli ereditati dagli anni precedenti, i Dirigenti Scolastici italiani percepiranno, a regime, 3.975,83 euro annui lordi in più rispetto ad oggi, 305,83 euro mensili, come specificato nella tabella sottostante:

Conguaglio tra aumenti e tagli

AUMENTI CONTRATTUALI

TAGLI ANNI PRECEDENTI

CONGUAGLIO

9.461,14

-5.485,31

3.975,83

Ricordiamo che si andrà a regime nell’a.s. 2020/2021, praticamente si faranno due contratti in uno; c’è poco da stare allegri!

La diversità tra le regioni

L’ultima cosa da mettere in evidenza è la diversità tra le regioni, a cui dedichiamo un apposito articolo (VEDI).

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