PROSSIMO CONTRATTO ALCUNE REGIONI RISCHIANO DI NON PRENDERE NIENTE

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

PROSSIMO CONTRATTO

ALCUNE REGIONI RISCHIANO DI NON PRENDERE NIENTE

Il problema vero del prossimo contratto è la retribuzione variabile ed accessoria, come ci sembra di aver ampiamente dimostrato (VEDI).

Oggi vogliamo mettere in evidenza un’altra questione, quella della disparità tra le regioni, che aggrava pesantemente il problema del taglio della la retribuzione variabile ed accessoria.

Notiamo con stupore che i sindacati non se ne danno per inteso, solo la CGIL ha preso posizione, sottolineando in particolare il problema dell’aumento del numero dei Dirigenti Scolastici non appena verrà espletato il concorso:

“Gli aumenti dovrebbero assicurare stabilità alla retribuzione dei dirigenti scolastici, dipendente per un terzo dalle risorse del FUN, un fondo soggetto a una forte variabilità a causa dell’oscillazione dell’organico, inusuale nella dirigenza pubblica. (i dirigenti scolastici sono passati da 9169 nel 2010 a 6795 nel 2017 e torneranno ad essere circa 8000 nel 2019, a conclusione del concorso).

La CGIL mette in evidenza anche i tagli degli ultimi anni, tagli che vanno a regime con il corrente anno scolastico 2017/2018, quando spariranno le ultime risorse una tantum della Buona Scuola (14 milioni) e, aggiungiamo noi, quelle stanziate per le reggenze che spariranno non appena espletato il concorso (12 milioni).

Lo stanziamento della Legge di Stabilità servirà quindi non tanto ad assicurare un aumento degli stipendi dei Dirigenti Scolastici, quanto a riassorbire quello che si è perso negli anni precedenti, dato che se la retribuzione fissa aumenta, quella variabile ed accessoria diminuisce.

A nostro avviso, la CGIL è anche troppo pessimista, la compensazione tra aumenti e perdite dovrebbe assicurare un saldo positivo, per quanto non considerevole.

Neanche la CGIL, però, mette in evidenza un altro problema fondamentale: la disparità tra regioni; noi ne abbiamo molto parlato in passato, adesso il problema è destinato a riemergere in modo pesante.

Il nuovo criterio di ripartizione del FUN adottato con il CCNL 2006/2009 ha favorito infatti le regioni che hanno consistenti vuoti di organico: se una regione ha ricevuto la sua quota di FUN sulla base di 100 scuole e i Dirigenti Scolastici in servizio sono solo 70, questi ultimi si divideranno 30 quote in più rispetto a quello che loro teoricamente spetterebbe.

Vogliamo essere molto chiari: i Dirigenti Scolastici delle diverse regioni non hanno alcuna colpa, le scelte sbagliate le hanno fatte altri; la cosa è tanto più vera, se si considera che le regioni favorite in passato saranno penalizzate in futuro, come vedremo subito.

La diminuzione della posizione variabile dipende infatti da due fattori:

-i tagli degli ultimi anni

-l’aumento del numero dei dirigenti in servizio, a seguito dell’espletamento del prossimo concorso.

La torta diminuisce, i commensali aumentano, la fetta che spetta ad ognuno diventa sempre più piccola.

Mentre il fattore-tagli vale in modo uguale per tutti, il secondo fattore agirà in modo molto differenziato, a seconda della consistenza dei vuoti di organico che si registrano oggi nelle varie regioni.

In quelle che sono ad organico pieno, il secondo fattore addirittura non produrrà effetti, perché i commensali…semplicemente non aumenteranno! In quelle invece che hanno rilevanti vuoti di organico i commensali aumenteranno di molto, per cui la loro fetta di torta diminuirà in modo considerevole.

Noi abbiamo provato a fare una simulazione, mettendo a confronto una regione che nel 2017/2018 è ad organici praticamente pieni, la Campania, ed una che fa registrare un vuoto di organico del 27,53%, l’Emilia Romagna.

Abbiamo fatto il confronto tra l’a.s. 2015/2016 e la situazione a regime, a “legislazione invariata”; si tratta di una supposizione molto realistica, dato che gli stanziamenti aggiuntivi della Legge di Stabilità sono finalizzati all’armonizzazione della retribuzione fissa.

Queste le conclusioni:

Diminuzione retribuzione variabile ed accessoria

REGIONI

POSIZIONE

RISULTATO

TOTALE

CAMPANIA

-1.271,43

-3.587,73

-4.859,16

EMILIA ROMAGNA

-7.058,30

-6.063,82

-13.122,11

Come si vede, l’Emilia Romagna perde molto più della Campania, esattamente il contrario di quanto avvenuto nel 2010/2011.

E’ chiaro che qui non conta il centesimo, anche 1.000 euro in più o in meno non hanno alcuna importanza; il dato “politico” che emerge è allarmante: in Emilia Romagna, la diminuzione della retribuzione variabile ed accessoria rischia di “mangiarsi” tutto l’aumento della retribuzione fissa!

Lo stesso naturalmente vale per le altre regioni con forti vuoti di organico.

Lo ripetiamo, i Dirigenti Scolastici in servizio nelle diverse regioni non c’entrano niente: noi vogliamo segnalare ancora una volta un problema che c’è ed è bello grosso, almeno per chi lo vuol vedere.

UA-12945503-14