L'ANP e i ricorsi

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

L’ANP E I RICORSI

di

PIETRO PERZIANI

(Dicembre 2012)

Com’era facilmente prevedibile, la notizia della sentenza del Tribunale di Roma sulla perequazione interna ha avuto sul web un’ ampia diffusione e non sono di certo mancate le prese di posizione; particolarmente interessante la nota pubblicata il 17 dicembre dall’ANP, crediamo sia utile approfondirne analiticamente i contenuti.

In premessa, diciamo che non ci interessano le diatribe sindacali, anche se fa una certa impressione vedere il sindacato più rappresentativo dell’Area V attaccare apertis verbis un altro sindacato, di cui, onestamente, non si capiscono le colpe; per correttezza, va detto comunque che chi scrive è consulente della DirPresidi Scuola, inoltre ha vissuto in prima persona le vicende contrattuali e sindacali degli ultimi anni a cui l’ANP fa riferimento, per cui se non riuscirà ad essere oggettivo ne chiede scusa in anticipo.

Per prima cosa, va detto che quel che è successo era ampiamente prevedibile, che i vincitori del concorso ordinario sarebbero stati penalizzati era del tutto evidente, anche se l’ANP con una prosa alquanto involuta sembra affermare il contrario.

Bisogna infatti ricordare che con il contratto 2000/2001 è stata istituita la RIA, ma solo per gli ex Presidi e gli ex Direttori Didattici (Ci sono anche loro, anche se l’ANP li dimentica), poi con il contratto 2002/2005 è stato istituito l’assegno ad personam per gli ex Presidi Incaricati, mentre per i nuovi dirigenti ex docenti in questi due contratti non è stato previsto niente; era il contratto 2006/2009 che doveva prevedere anche per loro un riconoscimento dell’anzianità maturata, una “RIA Docente”.

Il contratto non l’ha fatto, l’ha fatto il giudice.

Altra questione: l’incapienza dei Fondi Regionali, che sarebbe stata risolta con la firma del contratto.

Ricordiamo che a partire dal prossimo mese i colleghi della Campania prenderanno 200 o 300 euro in meno al mese, dovranno restituire fino a 9.000 euro, che in Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna hanno subito negli anni scorsi decurtazioni più o meno pesanti dei loro stipendi, che in Sicilia cominciano ad arrivare i primi tagli per effetto di un contratto fantasma.

Sarebbe questa la soluzione del problema dell’incapienza dei Fondi Regionali? Perché non si dice che la molto parziale soluzione l’abbiamo pagata noi, che ci siamo persi il conferimento della RIA dei pensionati dal 2007 all’agosto 2010, che abbiamo cioè regalato per quattro anni allo Stato milioni e milioni di euro?

L’ANP accenna poi ad un Atto Unilaterale che il MIUR avrebbe adottato nel caso non si fosse firmato il contratto.

A memoria di scrive, questa è la prima volta che si sente parlare di una cosa del genere; si sta parlando di quanto previsto dall’art. 47bis del D.Lgs 165/2001 o di altro? Saremmo curiosi di conoscerlo, dopo quello che è avvenuto in Campania.

L’ANP insiste molto sulla necessità di firmare il contratto, ma ad avviso di scrive il problema è mal posto.

L’ammontare degli aumenti contrattuali non si decide al tavolo contrattuale, si decide prima, quando lo Stato definisce tramite legge gli stanziamenti per i rinnovi contrattuali: se sul tavolo non c’è niente, è chiaro che alla fine si andrà a firmare qualsiasi cosa, la partita è persa in partenza.

Il fatto è che nel 2006 e nel 2007, quando si sarebbero potute ottenere risorse aggiuntive per coprire se non altro i maggiori costi derivanti dall’assunzione dei vincitori di concorso, nonché per sanare l’ingiustizia della sperequazione interna, chi di dovere era in tutt’altre faccende affaccendato (Come si vede, non si nomina nemmeno la Perequazione Esterna…).

Andando avanti, nella nota dell’ANP c’è un passaggio alquanti sibillino:

L’ANP sta vagliando strumenti e modi per continuare ad assicurare la piena tutela degli interessi dei dirigenti scolastici in tutte le sedi percorribili. L’assenza di scadenze perentorie entro cui proporre eventuali atti impugnativi consente che la valutazione della complessa materia avvenga con un supplemento di analisi delle norme legislative e contrattuali più idonee alla difesa concreta e realistica degli interessi dei capi di istituto.”

Cosa vuol dire? L’ANP sta forse studiando nuove strade di natura giudiziaria, nuove modalità di ricorso? Ne saremmo ben felici, meglio tardi che mai…Tanto più che siamo tutti ben coscienti che la strada sarà lunga, dato che in Italia esistono tre gradi di giudizio.

Qualsiasi iniziativa che aumenti le probabilità di vittoria è la benvenuta; abbiamo avuto notizia di diversi ricorsi pendenti in giro per l’Italia e presto altri ne verranno presentati.

Del resto, al momento non esistono altre possibilità; al massimo, se va male, perderemo un po’ di soldi.

UA-12945503-14