SICILIA. PAZZIE ESTIVE

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

SICILIA

PAZZIE ESTIVE

Durante il recente Workshop organizzato dall’UDIR a Palermo, abbiamo avuto modo di vederei cedolini di diversi colleghi della Sicilia; in effetti, tra luglio ed agosto in varie province erano stati applicati i CIR degli ultimi anni e i colleghi volevano che fosse fatto un controllo.

Più cedolini vedevamo, più ci sembrava di uscirne pazzi: ognuno era diverso dall’altro, o meglio ogni provincia era diversa dall’altra; per dare un’idea, nella seguente tabella riportiamo la situazione di diverse province, relativamente alla seconda fascia:

SECONDA FASCIA

PROVINCIA

IMPORTO MENSILE

ANNOTAZIONI

AGRIGENTO

898,29

Hanno dato gli aumenti e pagato gli arretrati

CALTANISSETTA

898,29

Hanno dato gli aumenti e pagato gli arretrati

MESSINA

775,86

Non hanno dato gli aumenti, ma hanno pagato gli arretrati

PALERMO

775,86

Non hanno dato gli aumenti, ma hanno pagato gli arretrati

SIRACUSA

775,86

Non hanno dato gli aumenti, ma hanno pagato gli arretrati

TRAPANI

703,56

Questo importo mensile non esiste, è inventato; comunque hanno pagato gli arretrati

Vediamo che mancano alcune province, per cui invitiamo i colleghi ad inviarci i cedolini, in modo da poterli controllare; in particolare, manca la provincia di Catania, che ha una situazione diversa rispetto alle altre province.

Prima annotazione negativa: tutti i colleghi hanno ricevuto dall’USR i provvedimenti individuali relativi agli anni scolastici che vanno dal 2012/2013 al 2015/2016, ma solo per la posizione variabile, a nessuno è arrivato il provvedimento relativo al risultato.

Di conseguenza, non è stato facile capire cosa fosse successo; dopo molte discussioni, siamo arrivati alle conclusioni che andiamo ad illustrare.

Importante: per semplificare la trattazione continuiamo a parlare solo della seconda fascia, ma è evidente che il ragionamento vale per tutte le fasce.

Situazione di Agrigento e Caltanissetta

In queste due province, le cose sono state fatte bene: è stato applicato il CIR 2015/2016 e quelli degli anni precedenti, sono stati dati gli aumenti mensili e sono stati pagati gli arretrati, facendo un conguaglio tra retribuzione di posizione e di risultato.

Una situazione normale, bisogna solo controllare se gli importi sono giusti.

Situazione di Messina, Palermo e Siracusa

Come si vede nella tabella, gli importi mensili sono differenti: nelle prime due province i colleghi ad agosto hanno preso 898,29 euro, nelle altre tre hanno preso invece 775,86 euro; come mai?

La risposta sembrerebbe molto semplice: in queste tre province non hanno applicato il nuovo contratto, per cui continuano a pagare con il vecchio, che è poi quello del 2010/2011.

In effetti è così per quanto riguarda la stipendio mensile, ma l’assurdo è che hanno dato gli arretrati!

Non so se riusciamo ad essere chiari: non hanno dato gli aumenti mensili, ma hanno dato gli arretrati per gli anni scolastici che vanno dal 2012/2013 al 2015/2016, anche in questo caso facendo un conguaglio tra retribuzione di posizione e di risultato.

Sono quaranta anni che ci occupiamo di sindacato e di stipendi, una cosa simile non l’avevamo mai vista.

Situazione di Trapani

Per quanto riguarda Trapani, abbiamo esaminato un cedolino di luglio ed abbiamo trovato la situazione indicata per Messina, Palermo e Siracusa: non hanno dato l’aumento mensile, ma hanno dato gli arretrati.

Il collega ci ha poi inviato il cedolino di agosto, l’importo della posizione variabile è pari a 703,56 euro; questo importo è…inventato, non esiste, perché se si vanno a vedere i CIR degli ultimi sette anni non si troverà mai questo importo, per nessun anno e per nessuna fascia.

Come detto, la RTS se l’è semplicemente inventato, non riusciamo a capire da dove possa derivare; inoltre: perché a luglio hanno pagato 775,86 euro, mentre ad agosto ne hanno pagati 703,56? Mistero!

Chi ha fatto la cosa giusta?

E’ evidente che le province “giuste” sono quelle di Agrigento e di Caltanissetta: quando si applica un nuovo contratto, per prima cosa si adegua lo stipendio mensile, si dà l’aumento e di conseguenza si liquidano gli arretrati, a partire dal momento di entrata in vigore del contratto.

Cosa è successo nelle province di Messina, Palermo, Siracusa ed anche Trapani?

Hanno dato una specie di una tantum per gli anni che vanno dal 2012/2013 al 2015/2016, ma, come detto, non hanno dato gli aumenti mensili.

Quanto appena detto è corretto per la retribuzione di risultato, che è un elemento aleatorio della retribuzione e viene perciò pagato in un’unica soluzione annuale, dopo la stipula del contratto regionale.

Non per niente sono stati pagati nel 2017 ben quattro anni, che vanno dal 2012/2013 al 2015/2016 e per il corrente anno scolastico bisognerà aspettare che si stipuli il relativo contratto.

Completamente diverso è il discorso per la retribuzione di posizione/quota variabile: si tratta di un elemento fisso e continuativo della retribuzione che viene adeguato in base al contratto regionale pro tempore vigente, così come lo stipendio tabellare o la retribuzione di posizione/quota fissa vengono pagati in base al vigente contratto nazionale.

Ora, in Sicilia il CIR vigente è quello relativo all’a.s. 2012016, per cui l’importo vigente per le quattro fasce è quello indicato nella tabella sottostante:

FASCE

IMPORTO MENSILE

PRIMA

1.066,72

SECONDA

898,29

TERZA

729,86

QUARTA

561,43

Nelle regioni come il Lazio o la Calabria dove hanno fatto i tagli, il contratto regionale l’hanno applicato, eccome: i colleghi dovranno aspettare il prossimo CIR, nel frattempo il loro stipendio viene tagliato ogni mese!

Del resto, se prendiamo il CIR della Sicilia relativo all’a.s. 2015/2016, all’art. 6, comma 2, troviamo testualmente:

“I criteri e le modalità di utilizzo del fondo regionale definiti dal presente contratto continuano ad applicarsi fino alla stipula di un nuovo C.I.R., con riserva di conguaglio a credito o a debito.”

Questo vuol dire che gli importi stabiliti per l’a.s. 2015/2016 vanno erogati anche per gli anni successivi, finché non si stipulerà un nuovo contratto; in quel momento, si provvederà ad adeguare lo stipendio e ad effettuare i conguagli, a credito o debito, come purtroppo anche in Sicilia è successo negli ultimi anni.

Ancora più chiaro il contratto individuale; riportiamo di seguito l’art.3, lettera D di una collega di Palermo:

“retribuzione di posizione – parte variabile € 13.867,37 corrispondente a Istituzione scolastica di 1 fascia, risultante dai provvedimenti di questo U.S.R. prot. N.16817 del 19/6/2017,prot.n.17407 del 22/6/2017 e prot.n.21141 del 28/7/2017”

Correttamente viene riportato l’importo annuale spettante ad una scuola di prima fascia, così come stabilito dal CIR 2015/2016; la collega però viene pagata in base al CIR del 2011/2012, come sopra detto.

Non solo: viene pagata come se fosse ancora in seconda fascia, 775,86 euro mensili; questo significa che la collega sta percependo 290,86 euro in meno al mese, dal primo settembre 2016!

Di chi è la colpa?

Di chi sia la responsabilità di questo…(mettiamo i puntini, non vogliamo essere volgari) non lo sappiamo, tra USR, Ambiti territoriali e RTS; di certo, è l’USR che deve intervenire per sanare la situazione, dando le opportune istruzioni agli Ambiti Territoriali, che a loro volta devono intervenire sulle RTS.

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