I SINDACATI DEI DIRIGENTI MEDICI SFIDANO IL GOVERNO MENTRE QUELLI DELLA SCUOLA SONO PARALIZZATI

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

I SINDACATI DEI DIRIGENTI MEDICI SFIDANO IL GOVERNO

MENTRE QUELLI DELLA SCUOLA SONO PARALIZZATI

di

SALVATORE INDELICATO

La potentissima Confederazione della dirigenza medica la COSMED, la prima tra le 13 confederazioni del Pubblico impiego, in presenza dello stallo contrattuale ha sfoderato le armi e dichiarata la mobilitazione del cartello di tuti i sindacati della vasta galassia dei medici.

Il cartello dei medici che parla con voce univoca, senza distinzione tra medici autonomi e confederali è cosciente che questo significherebbe che per tutti i medici e dirigenti non ci sarebbero aumenti stipendiali e con queste risorse si provvederebbe alla ristorazione dei redditi più bassi.

Dinanzi a questa presa di posizione politica ferma e decisa assistiamo allo spettacolo penoso dei sindacati della dirigenza scolastica paralizzati e divisi tra una maggioranza attendista e imbarazzata, rappresentata dalla quatriade che ha formato un cartello inossidabile: la FLC CGIL con 1.587 deleghe pari al 18,51%, la CISL SCUOLA con 1.523 deleghe pari al 17,77%, lo SNALS con 714 deleghe pari all’ 8,33%, la UIL SCUOLA con 656 deleghe pari al 7,65%; sommando aritmeticamente le 4 percentuali, si ottiene il 52,16%, cioè la maggioranza assoluta della rappresentanza. Il cartello politico di maggioranza della “quatriade”, con i suoi azionisti di riferimento rispettivamente Roberta Fanfarillo, Paola Serafin, Rosa Cirillo e Pasquale Ragone ha assunto una posizione attendista che in realtà equivale ad un appiattimento sulle posizioni del governo amico.

La minoranza sindacale concorrente è quella dell’ANP di Giorgio Rembado di 72 anni, preside in pensione della Liguria, leader incontrastato dell’ANP da sempre, attorniato da una gerontocrazia sull’età media di 70 anni, del resto tiene una posizione attendista impaurito con le sue 3.292 deleghe su un totale di 8.573 pari al 38,4 % di una sua emarginazione al tavolo della firma, in quanto Roberta Fanfarillo può chiudere i giochi in qualsiasi momento senza Rembado. Roberta del resto è sempre sotto tutela di Giovanni Carlini, 63 anni, preside distaccato, sindacalista di vecchio corso e di grande esperienza, titolare a Fiuggi, sicuramente con il carisma ela personalità per trascinarsi Paola Serafin di 56 anni in servizio a Roma, Rosa Cirillo napoletana, e Pasquale Ragone pugliese.

I medici hanno il pallino dalla loro parte e la COSMED è pienamente cosciente che la partita si gioca con il governo come spiegano nel loro comunicato stampa: “Viene spontaneo domandarsi se sia proprio il contratto dei lavoratori pubblici la palestra ideale per scherzi estivi e giochi acquatici. Forse qualche agenzia demoscopica ha indicato un sicuro ritorno elettorale derivante dal maltrattamento di medici e dirigenti? Per questo nei contenuti della prossima legge di bilancio i servizi pubblici non sono di attualità, premi bonus e incentivi sono solo rigorosamente per il privato? La crisi sembra essere superata per tutti, ma non per noi.”

Invece i sindacati dei presidi, maggiorana e minoranza si lasciano spupazzare dalla Fedeli, che non conta nulla di nulla, in una lunga serie di tavolate di discussioni inutili e improduttive sulla semplificazione e sulle molestie burocratiche.

Sena capire che la partita si gioca al MEF dove la Madia è un fuscello in un mare in tempesta e non riesce a produrre gli atti di indirizzo di settore e di area perché il governo Gentiloni non ha soldi e risorse.

Questo è ben noto alla quatriade di maggiorana di Fanfarillo e alla minoranza ANP di Rembado; eppure si fanno prendere in giro con la fuffa dei tavoli di discussione.

Dice bene la COSMED: “Se non ci sono aumenti stipendiali a che serve aprire tavoli vuoti? L’idea di usare il contratto di lavoro per ridistribuire il reddito, compito della fiscalità, è davvero una pensata mai prima proferita. Un pensiero minore e alieno. Un drone o forse meno tecnologicamente un asino che vola.”

La maggioranza e la minoranza hanno vergognosamente taciuto nei loro comunicati sulla rissa degli 85 euro del contratto del p.i. e sul gioco delle tre carte avvenuta il 28/08/2017 all’ARAN durante il confronto governo-sindacati per i rinnovi contrattuali degli statali che dovranno portare ad aumenti in busta paga di 85 euro.

L’ARAN come forse non tutti sanno è un ente inutile messo nel calderone degli enti da sciogliere e salvato in extremis dal referendum costituzionale, presieduto da tale Sergio Gasparrini, che dovrebbe rappresentare il Governo nei tavoli di trattative per i rinnovi dei contratti pubblici. Il problema è che Gasparrini non sa chi deve rappresentare tra Gentiloni Madia e Fedeli perché si tratta di esponenti di un governo con linee divergenti.

Ebbene dove sta il trucco delle tre carte da parte del governo? Presto detto da una parte ci sarebbe, l’incremento economico di 85€ e dall’altra parte c’è il bonus degli 80€ che non sarebbero cumulabili. Da una parte il governo dà, dall’altra toglie la stessa somma. Ma il bonus di 80 euro non può essere confuso con l’incremento salariale.

Ebbene gli scienziati dei sindacati non se ne erano accorti; l’hanno scoperto in sede di riunione all’ARAN e davanti all’imbarazzo di Gasparrini che non sapeva che giustificazione dare hanno tirato la tovaglia con tutti e piatti ed hanno abbandonato il tavolo ARAN.

Per non vedersi mai più da allora.

Ma perché di questa truffa del famoso gioco delle tre carte nessuno ne ha parlato nella scuola?

Il Governo a questo punto chiarisca e smentisca e lo faccia con sollecitudine. Dica che è tutto un fraintendimento.

Mettiamola sul ridere almeno finché si può, prima che qualcuno si arrabbi sul serio.

Dopo quasi dieci anni di mancati rinnovi contrattuali si producono queste mirabolanti trovate. Si ipotizza non solo lo stravolgimento di tutte le premesse e di tutte le regole della contrattazione, ma anche delle regole del buon senso.

Questo significherebbe che l’avvio delle trattative, l’atto di indirizzo in via di emanazione e l’atto di indirizzo generale emanato sarebbero una grottesca finzione, una finzione pubblica.

Ma la Fanfarillo e Rembado ci sono e che ci fanno? Siamo messi proprio in brutte mani!

Salvatore Indelicato

330365449

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