LE CONDANNE PENALI DEI PRESIDI PER LA SICUREZZA di SALVATORE INDELICATO

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

LE CONDANNE PENALI DEI PRESIDI PER LA SICUREZZA

di

SALVATORE INDELICATO

La partita che si sta giocando in Parlamento sulla modifica del decreto 81 con le sue norme capestro contro i presidi è di vitale importanza per il futuro di questa professione.

Un braccio di ferro spietato tra dirigenti degli Enti Locali, Comuni e Province, che non ne vogliono sentir parlare di assumersi le loro responsabilità e dirigenti scolastici che rifiutano l’etichetta di datori di lavoro, con le connesse responsabilità e penalità, senza avere a disposizione alcun budget da spendere per la sicurezza degli edifici.

La discussione langue in commissione alla Camera dei deputati senza tirare fuori nessuna decisione concreta e si prosegue con le audizioni contrapposte tra forze sindacali e professionali, che cercano di spostare la barra dell’equilibrio a proprio favore.

Il 21 settembre in VII e XI COMMISSIONI RIUNITE sarà la volta del sindacato dei soli dirigenti scolastici UDIR-CONFEDIR, che si presenterà con una sua agguerrita delegazione, comprendente l’ing. Natale Saccone, portatrice di una proposta forte e radicale concernente la responsabilità dei Dirigenti Scolastici in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro.

Senza giri di parole e fronzoli vari, il cuore della proposta è in una nuova norma attinente all’individuazione del datore di lavoro e pertanto si propone di aggiungere al Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 il TITOLO XIII bis “Disposizioni in materia di Istituzioni scolastiche ed educative, specifico per la scuola.

L’art. 303 bis “INDIVIDUAZIONE DEL DATORE DI LAVORO” così reciterebbe:

“1. Limitatamente alla sicurezza e alla salute dei lavoratori e delle lavoratrici nelle Istituzioni scolastiche ed educative è individuato quale Datore di Lavoro, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2, comma 1, lettera b), del presente Decreto, il Proprietario dell’immobile nel Dirigente tecnico all’uopo individuato, con delega vincolata ad apposito potere di spesa attraverso uno specifico capitolo del bilancio dell’ente locale rappresentato.

2. Il Proprietario dell’immobile è l’unico responsabile della manutenzione ordinaria e straordinaria dell’Istituzione scolastica, ai sensi dell’art. 18, comma 3, del presente Decreto nonché dell’art. 3, della legge 11 gennaio 1996, n. 23, in attuazione dell’articolo 14, comma 1, lettera i), della legge 8 giugno 1990, n. 142.”

Si tratta di una formulazione drastica, che toglie ogni equivoco e impedisce ogni fraintendimento, riconducendo l’attribuzione di datore di lavoro ai dirigenti degli Enti Locali.

Inutile girarci attorno, perché questo è il nocciolo del problema; se i presidi non avranno la forza politica di imporre tale modifica, non riusciranno mai ad uscire dalle secche in cui sono stati confinati dalla sciagurata scelta politica operata con il decreto 81.

Singolare coincidenza è quella che nella stessa seduta ci sia anche l’audizione del giudice di Cassazione, ora in pensione, Raffaele Guariniello, che tutti ricorderanno in relazione al processo e alla condanna del preside Livio Bearzi per il terremoto dell’Aquila.

Deliberando su alcuni eventi sismici del passato, dal terremoto che nel 1980 interessò parte della Campania e della Lucania, al crollo della scuola di San Giuliano di Puglia nel 2002, al crollo della Cattedrale di Noto nel 2006 e al sisma dell’Aquila nel 2009, la Corte di Cassazione ha infatti dato vita ad approfondite ed essenziali pronunce sugli obblighi e sulle responsabilità in materia di terremoti e sicurezza sismica.

In particolare, l’analisi di Guariniello si è concentrata sulle seguenti questioni:

-la prevedibilità o meno dei terremoti e il relativo riflesso sulla prevenzione e le questioni di responsabilità

-il ruolo dei garanti della sicurezza sismica, professionisti (progettisti, direttori dei lavori), costruttori, pubblici amministratori e dirigenti

-il rischio sismico nelle scuole, con particolare attenzione al ruolo del dirigente scolastico e dell’ente proprietario della scuola e relativi obblighi e adempimenti a loro carico

-il ruolo di amministratori e tecnici nella tutela del patrimonio artistico nazionale

-la comunicazione del rischio sismico.

Vedremo come si esprimerà la toga in relazione alla proposta sopra menzionata questa proposta.

La proposta UDIR è molto articolata e si sviluppa su nove articoli modificativi e aggiuntivi dell’articolo 303, che si possono consultare e scaricare dal sito www.udir.it

Si tratta di una proposta organica, completa ed equilibrata che può rendere giustizia al dirigente scolastico, vittima di una vera e propria persecuzione e molestia da parte degli altri organi dello Stato che invece avrebbero dovuto cooperare e collaborare nell’interesse del bene collettivo.

Avrà la categoria la forza politica per imporre questa modifica al decreto 81?

Vedremo come si esprimeranno gli altri sindacati dei dirigenti scolastici e le loro numerose associazioni professionali

Salvatore Indelicato

330365449

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