Il Fondo unico Nazionale 2012/2013

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

IL FONDO UNICO NAZIONALE 2012/2013

di

PIETRO PERZIANI

(Gennaio 2013)

Seppur con molto ritardo (Andava fatto entro lo scorso 31 luglio…) il MIUR ha determinato l’ammontare del Fondo Unico nazionale e la sua suddivisione tra le regioni (Vedi Nota prot. AOODGPER 9747 del 20/12/2012 e la Nota prot. AOODGPER 9749 sempre del 20/12/2012).

Per prima cosa, registriamo una novità positiva nella direzione della trasparenza: viene reso noto tutto l’iter che ha portato alla determinazione del Fondo, al contrario di quanto successo lo scorso anno; vediamo allora i vari passaggi, senza entrare troppo nei tecnicismi (Per quanto possibile…)

Per l’a.s. 2012/2013 il Fondo ammonterebbe a 166.502.947,25 euro; si parte dal Fondo determinato dall’Intesa del 30 settembre 2010 e si aggiunge la RIA dei dirigenti che nel frattempo sono andati in pensione:

FONDO A.S. 2010/2011

145.879.833,18

RIA PENSIONATI PERIODO 01.01.2010-31.08.2012

20.623.114,07

TOTALE

166.502.947,25

Come si sarà notato, abbiamo usato il condizionale, perché per effetto della Legge 122/2010 il Fondo subisce una decurtazione; la Legge appena citata stabilisce infatti che a partire dal 2011, non ci possono essere aumenti sulla retribuzione fondamentale, ivi compresa la retribuzione di posizione; può invece aumentare la retribuzione accessoria, nel nostro caso la retribuzione di risultato.

Di conseguenza, se il personale in servizio diminuisce, il Fondo va decurtato in proporzione, solo però per la parte che riguarda la retribuzione di posizione, mentre la retribuzione di risultato viene salvaguardata; tanto per dire, viene effettuato un accantonamento di 12.720.563,33 euro per il pagamento delle reggenze.

L’ammontare per l’a.s. 2012/2013 viene così determinato in 144.877.299,51 euro, con una decurtazione di circa il 13%; dato che i dirigenti in servizio sono passati dai 10.159 dell’a.s. 2009/2010 ai 7.984 del corrente anno scolastico, sono cioè diminuiti di oltre il 21%, la decurtazione del Fondo è inferiore alla diminuzione dei dirigenti.

Anche la cifra sopra indicata subisce però un’ulteriore decurtazione, pari a 2.198.035,17 euro; più esattamente, questa cifra viene accantonata, in attesa che si risolva il problema dell’assunzione dei vincitori di concorso in Lombardia.

Per adesso, il Fondo ammonta dunque a 142.657.137,36 euro.

Come si sarà notato, finora si è sempre fatto riferimento al personale in servizio, com’è del tutto normale e naturale; la suddivisione del Fondo Nazionale tra le regioni avviene invece in rapporto ai posto costituiti in organico di diritto; questa autentica stranezza stabilita nell’ultimo CCNL ha portato ad una serie di storture che abbiamo evidenziato nei due anni passati, l’ultima pesantissima conseguenza è la decurtazione degli stipendi subita dai dirigenti della Campania.

Quest’anno però si è voluto in qualche modo correre ai ripari, per cui la suddivisione è stata fatta si in base ai posti costituiti in organico di diritto, ma solo nominalmente, perché si è tenuto conto anche delle scuole sottodimensionate; di fatto, si è proceduto ad una specie di suddivisione in base…all’organico di fatto: la procedura non è formalmente corretta, ma il risultato senz’altro è migliore rispetto a quello degli anni precedenti, perché tiene conto almeno in parte della realtà.

Quanto fatto quest’anno dimostra ad abundantiam che quello da noi sempre sostenuto era giusto; la suddivisione andrebbe fatta non in base ad un dato astratto (I posti in organico di diritto), ma in base ad un dato reale (I dirigenti in servizio), come avviene per tutte le altre procedure contrattuali.

Questa comunque la suddivisione del Fondo Nazionale tra le Regioni:

REGIONI

STANZIAMENTO

INCREMENTO IN %

ABRUZZO

3.358.813,29

-5,1

BASILICATA

2.202.756,63

-0,4

CALABRIA

6.373.934,07

-9,8

CAMPANIA

18.543.773,88

+0,9

EMILIA ROMAGNA

8.607.935,47

+10,2

FRIULI VENEZIA GIULIA

2.687.050,64

-2,8

LAZIO

11.997.993,54

-5,6

LIGURIA

2.983.876,00

-2,8

LOMBARDIA

19.121.802,21

+6,2

MARCHE

3.827.484,92

+1,4

MOLISE

1.281.035,77

+13,0

PIEMONTE

9.482.789,16

+2,1

PUGLIA

10.966.915,97

-11,5

SARDEGNA

5.171.010,24

0,0

SICILIA

15.638.009,81

-2,1

TOSCANA

7.795.571,32

+5,4

UMBRIA

2.499.581,99

+9,6

VENETO

10.138.929,43

+4,5

ITALIA

142.679.264,34

0,0

Grazie al conferimento della RIA, nonostante le decurtazioni il Fondo Nazionale aumenta sia pur di pochissimo (In percentuale l’incremento non risulta, tanto è piccolo); tenendo presente che i dirigenti in servizio sono diminuiti, c’è un aumento di circa 1.330 euro in media pro capite.

Bisognerà però vedere cosa succede regione per regione, dato che le situazioni sono molto diverse: in alcune regioni il Fondo aumenta, mentre in altre diminuisce, alcune regioni fanno registrare un esubero di dirigenti, altre registrano consistenti vuoti di organico.

Come appare evidente, ormai sembra che non ci sia più una ratio negli aumenti/decrementi che si registrano nelle diverse regioni, l’errato criterio di ripartizione cumula i suoi effetti anno dopo anno e il quadro generale appare sempre più privo di razionalità; il parziale correttivi adottato quest’anno ha limitato i danni, ma in modo molto limitato.

Concludiamo, commentando una presa di posizione dell’ANP:

Inoltre, merita di essere segnalato un ultimo punto, abbastanza ovvio per chi si occupi di contratti e contrattazione. Senza le decurtazioni previste dall'art.9 del DL 78/2010 il Fondo unico nazionale ammonta oggi a 166.502.947,25 €, pari a 20.854,58 € medi pro capite, e questo è stato il punto di partenza per calcolare i decrementi previsti dalla legge. La cifra intera basterebbe per l'equiparazione con l'area I della dirigenza a partire dalla retribuzione di posizione parte fissa (attualmente di 12.155,61 €). ANP partirà da questi dati, incrementati con gli importi della RIA di quanti saranno pensionati nei prossimi anni, per impostare il prossimo contrato nazionale”.

Chi scrive si occupa di contrattazione da fin troppi anni, ma non riesce a capire il senso di quanto affermato dall’ANP.

Tanto per dare un’idea dell’ordine di grandezza delle cifre che sono in ballo, facciamo due conti alla grossa; la sperequazione tra Area I ed Area V ammonta oggi a circa 50.000 euro all’anno, considerando un organico di 9.000 dirigenti scolastici, servono per la perequazione 450 milioni di euro lordo dipendente.

Come si vede, siamo ben lontani dall’ammontare del Fondo Nazionale; ma, soprattutto: cosa c’entra il Fondo Nazionale con la perequazione? Questi sono soldi nostri, servono per remunerare la retribuzione di posizione e di risultato attualmente percepite, se si vuole arrivare alla perequazione c’è bisogno di risorse aggiuntive rispetto a quanto oggi percepito.

L’ANP sembra comunque focalizzare la sua attenzione sulla retribuzione di posizione/parte fissa: la situazione attuale è la seguente:

AREA I

12.155,61

AREA V

3.556,68

SPEREQUAZIONE

8.598,93

La perequazione sulla sola retribuzione di posizione/parte fissa verrebbe a costare più di 77 milioni di euro, cifra ben superiore anche ai 21.625.647,74 euro tagliati dal Fondo Nazionale e che potrebbero essere recuperati.

Soprattutto: cosa c’entrano questi soldi con la retribuzione di posizione/quota fissa? Se non fossero stati tagliati, sarebbero serviti per aumentare la retribuzione di posizione/quota variabile e la retribuzione di risultato; si vuole forse dire che i 21.625.647,74 serviranno nel prossimo contratto per aumentare la retribuzione di posizione/quota fissa? Se è così, si tratterebbe si di un recupero di soldi oggi non percepiti, ma anche di una partita di giro, dalla retribuzione variabile a quella fissa, tanto per cambiare la mini-perequazione sarebbe a spese nostre!

Speriamo di aver capito male, ma certo un’affermazione dell’ANP ci preoccupa in modo particolare:

ANP partirà da questi dati, incrementati con gli importi della RIA di quanti saranno pensionati nei prossimi anni, per impostare il prossimo contrato nazionale”.

La RIA dei pensionati sono soldi nostri, si tratta di un risparmio di sistema, è assurdo anche ipotizzare che possano essere utilizzati per una peraltro molto parziale perequazione, nel caso li si volesse utilizzare per incrementare la retribuzione di posizione/quota fissa.

Nel 2001 la proposta fu esplicitamente avanzata dall’attuale presidente dell’ARAN, dott. Giuseppe Gasparrini, nel corso della trattativa per la stipula del primo contratto di Area; a quei tempi l’ANP si oppose con forza, speriamo non abbia cambiato idea. 

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