I SINDACI SCARICANO I PRESIDI SULLA SICUREZZA di Salvatore Indelicato

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

I SINDACI SCARICANO I PRESIDI SULLA SICUREZZA

IL MOVIMENTO DEI 1.500 PROTESTA

di

SALVATORE INDELICATO

 

Dopo il successo della diffida on line rivolta trasversalmente da 1.500 presidi ai 6 sindacati concertativi per impedire la firma di svendita del contratto, i presidi bissano l’iniziativa, con una forte protesta contro l’ intervento dell’ANCI e dell’UPI in commissione, durante la discussione della proposta di legge Pellegrino per la modifica dell’art. 18 del decreto legislativo 81/2008.

Il preside Teodoro Musacchio del Molise, uno dei promotori del gruppo dei 1.500, così scrive su facebook, rivolto agli Enti Locali: “…ha fatto gettare la maschera ai nostri amministratori. Sono degli opportunisti, spregiudicati e cinici. Ci consegnano strutture non a norma, sanno che lo sono, senza certificazioni, senza collaudi e si nascondono dietro una cortina fumogena di articoli e codicilli, per sottrarsi alle loro responsabilità, facendole ricadere su di noi. E’ un gioco sottile e perverso. I cui esiti, quando accadono fatti gravi, sono drammatici per noi.”

In barba a qualunque principio di lealtà e di collaborazione tra Pubbliche Amministrazioni, l’UPI (Unione Province Italiane) e l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), ascoltati in audizione dalla VII commissione della Camera per discutere la revisione del D.Lgs. 81/2008, lungi dal fare fronte comune con i presidi per a richiedere, anche con forza, i necessari finanziamenti statali per la messa a norma di tutte le scuole d’Italia, hanno dichiarato la loro indisponibilità a farsi carico di ciò che la legge impone loro, ovvero la sicurezza delle strutture di cui sono proprietari. Meglio lasciare al dirigente scolastico le responsabilità, piuttosto che coalizzarsi per affrontare la vera questione: i fabbricati da risanare.

Il DDL Pellegrino è il frutto abortito dal tavolo di concertazione al MIUR, presentato dai 6 sindacati concertativi come un successo della contrattazione sindacale; ebbene, il bluff è venuto alla luce in Parlamento, con la presa di coscienza che il DDL non affronta la questione principale inerente alla tematica della sicurezza nelle istituzioni scolastiche: come ottenere che gli enti locali, o i soggetti comunque preposti alla fornitura ed alla manutenzione degli edifici, ottemperino ai loro obblighi.

Commenta il preside Musacchio: “Con l’intervento in commissione abbiamo avuto la certezza che gli enti proprietari non vogliono assumersi le loro responsabilità. Il potere, quello si, lo vogliono. Le responsabilità, no. Le responsabilità é meglio che rimangano dove sono; cioè a noi. Appare in tutta evidenza che ci considerano gli utili idioti della situazione. É stato detto che é un atto grave. Non è un atto grave, é un atto gravissimo. É un atto straordinariamente grave, perché gli amministratori sono contigui alla politica e siccome cane non mangia cane, per noi non c’è speranza. Dobbiamo reagire! E’ vitale.

La reazione deve avvenire a più livelli.

La prima reazione è quella di una raccolta di firme. Battiamo ogni angolo del web, ogni forum, ogni chat. Dobbiamo raccogliere una valanga di firme. Portarle in Parlamento. Portarle a conoscenza dell’opinione pubblica. Denunciare il comportamento da codardi egli amministratori pubblici, quale livello di bassezza intellettuale essi abbiano raggiunto: scaricare su degli onesti professionisti le proprie responsabilità, invece di affrontarle e risolverle. Un comportamento torbido e spregiudicato.

La seconda reazione: come l'Umbria, e come si sta preparando il Molise, tutte le regioni devono predisporre un documento di denuncia. Tutti insieme dobbiamo lanciarlo nel denuncia day. Censire le scuole non a norma. Elencare le certificazioni mancanti. Mettere le autorità di fronte ai dati di fatto nudi e crudi. Perché non si venga a dire poi: il Dirigente Scolastico è stato inerte, il Dirigente sapeva e ha taciuto. Oppure, di fronte alle nostre lettere mai riscontrate dalle amministrazioni, c’è qualche giudice che ha affermato: il dirigente non se la può cavare con una letterina. Doveva farsi parte attiva, doveva agire. E nulla certifica la nostra azione se non la testimonianza pubblica e collettiva. Il riscontro mediatico, l’azione collettiva, non si può negare.

La terza reazione: dobbiamo studiare il modo di agire sul piano legale. Anche noi abbiamo diritto ad un lavoro in sicurezza. Se il ministero non ce lo garantisce, lo denunciamo al giudice del lavoro. Portiamo la questione fino alla CEDU, la Corte Europea dei diritti dell’Uomo perché, non lo so, ma credo che tutti abbiano il diritto di andare a lavorare senza rischiare di andare in galera.

Ultimo e chiudo -prosegue Musacchio- mia figlia mi ha detto: non esagerare con Facebook che annoi. Stanno arrivando le prime richieste di disponibilità alle reggenze. Pensateci mille volte prima di fare la domanda. La statistica non perdona. Si raddoppiano le sedi, si raddoppiano i rischi, ma non si raddoppia lo stipendio. Nessuno vuole che: ambarabà ccicì coccò, oggi la sorte è toccata a me.”

Già si è mossa la Regione Molise con una lettera firmata da tutti i dirigenti di quella regione, dove SI EVIDENZIA l’incoerenza che esiste tra le responsabilità in capo ai Dirigenti Scolastici in materia di sicurezza e le risorse e gli strumenti messi a loro disposizione, le difficoltà incontrate nella formazione del personale per la mancanza di finanziamenti certi, l’elevato turn over e la presenza di personale per brevi supplenze, non sempre idoneo alle mansioni previste nell’ambito della sicurezza.

I presidi del Molise DICHIARANO PERTANTO la loro disponibilità a favorire l’attivazione di tutte le sinergie che possano contribuire ad una forte presa di coscienza in tutte le sedi istituzionali, nel rispetto dei ruoli e delle funzioni ed individuano, nei seguenti passaggi gli snodi funzionali all’attuazione di quanto sopra espresso:

-invio ai comuni ed alle province di un documento tecnico contenente le richieste di certificazioni imprescindibili per l’adeguamento normativo

-a seguire, creazione di un repertorio regionale comparativo delle varie realtà territoriali che potrà essere utile strumento per le azioni condivise successive

-pressione, nelle sedi opportune, affinché si proceda a livello legislativo con le modifiche al D.Lgs. 81/2008, che delimitino in modo chiaro i compiti e le responsabilità del Dirigente Scolastico e degli Enti Locali proprietari degli edifici scolastici

-richiesta di inserimento nel prossimo contratto di garanzie assicurative sempre promesse e mai introdotte

-organizzazione a settembre di un incontro per il confronto fra tutti gli attori istituzionali affinché, in un clima di condivisione e di consapevolezza delle gravi responsabilità di ciascuno, si avvii una fase in cui la sicurezza trovi riscontri proporzionati nella programmazione delle risorse nazionali e regionali.

Questa protesta del Molise è analoga a quella già fatta in Umbria e ambedue sono prodromiche a una LETTERA APERTA SULLA SICUREZZA DELLE SCUOLE lanciata nel web al seguente link https://drive.google.com/file/d/0BzFzuaeZE4yQdmtkVW1VZ3lvdWM/view e che sta raccogliendo adesioni a piene mani.

Riportiamo alcuni passi significativi della lettera.

“I Dirigenti Scolastici italiani, a poco più di un mese dall’avvio delle attività didattiche del nuovo anno, si trovano ancora una volta a dover richiamare l’attenzione di tutti sulle criticità presenti in materia di sicurezza negli edifici scolastici del Paese.

La triste realtà dei fatti è che la maggior parte delle scuole NON è ancora dotata delle certificazioni previste, che secondo la normativa vigente gli enti proprietari degli immobili (Province e Comuni) sono obbligati invece ad avere, questo neppure nelle regioni che hanno subito i recenti eventi sismici.

I Capi d’Istituto, equiparati dal D. Lgs. 81/2008 ai datori di lavoro, ma senza specifiche risorse economiche né autorità giuridica per provvedere in proprio a predisporre azioni sugli edifici (le scuole non sono dotate di Ufficio Tecnico), hanno l’obbligo di richiedere tali certificazioni alle amministrazioni competenti.

Nella delusione per la scarsa collaborazione interistituzionale, ci teniamo a sottolineare che non è soltanto una questione di responsabilità – pur enormi - da dirimere in punta di giurisprudenza, ma ne va – soprattutto in alcune regioni ad alto rischio - della vita stessa di tutti coloro che nelle scuole operano e apprendono.”

Salvatore Indelicato

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