IL BLUFF DELL’INTESA CARLINI – FEDELI E IL BLOCCO DEI FUN_salvatore Indelicato

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

IL BLUFF DELL’INTESA CARLINI – FEDELI E IL BLOCCO DEI FUN

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Salvatore Indelicato

Il comunicato congiunto Carlini (quatriade sindacale dei DS) e Fedeli , Ministro del MIUR, emanato dopo l’ incontro dell’11 maggio dal quale era escluso Rembado dell’ANP così si esprime: Per il Miur era presente il Sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo. All'ordine del giorno, la valutazione, l'equiparazione retributiva con il resto della dirigenza pubblica, i tempi di confronto per la costruzione dell’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Su questi temi sono stati trovati primi e importanti elementi di convergenza fra le parti che verranno ulteriormente approfonditi nella prossima riunione. Le parti hanno aggiornato l'incontro a lunedì 15 maggio 2017.

Quale sia il significato di questa convergenza non è dato sapere. Forse non è chiaro a nessuna delle stesse parti se l’aggiornamento dell’incontro al 15 maggio è saltato per indisponibilità dei funzionari del MIUR e l’aggiornamento successivo al 17 maggio è saltato per la seconda volta.

Questa volta non c’è comunicato congiunto ma solo il bollettino di Carlini:“ Con una nota del Capo di Gabinetto Sabrina Bono, il MIUR ha comunicato che la prosecuzione del confronto avviato l’11 maggio 2017 su “valutazione, equiparazione retributiva con il resto della dirigenza pubblica, tempi di confronto per la costruzione dell’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro”, già prevista per il giorno 15 e rinviata al 17 maggio, subirà un ulteriore rinvio a data che sarà comunicata “entro breve”. La nota precisa che l’incontro è stato rinviato “al fine di consentire ulteriori approfondimenti sulle tematiche rappresentate”.

Non conosciamo quale sia la natura di questi ulteriori approfondimenti dal momento che sulle tematiche poste alla base della mobilitazione unitaria indetta il 3 maggio 2017 da FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS CONFSAL le proposte sono molto chiare e fanno riferimento all’Accordo del 30 novembre 2016 che impegna il Governo a restituire alla contrattazione materie di fondamentale importanza per la retribuzione e le condizioni di lavoro dei dirigenti scolastici.

Evidentemente i dirigenti generali del MIUR e il capo di gabinetto hanno subito messo sul chi va là il ministro Fedeli che tanto allegramente e superficialmente si era dichiarato in convergenza con il suo compagno cgiellino.

Infatti la Fedeli non aveva ancora fatto i conti con il ministro Madia della Funzione Pubblica che è il vero detentore delle risorse stanziate e delle regole del gioco scritte nella bozza del testo unico del Pubblico Impiego che andrà in consiglio dei ministri per la ratifica il 27 maggio.

Ebbene la bozza all’art. 23 Art.23 dà la doccia gelata alla Fedeli. Cosa dice l’art. 23?

L’art. 23 (Salario accessorio e sperimentazione)

1-Al fine di perseguire la progressiva armonizzazione dei trattamenti economici accessori del personale delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la contrattazione collettiva nazionale, per ogni comparto o area di contrattazione opera, tenuto conto delle risorse di cui al comma 2, la graduale convergenza dei medesimi trattamenti anche mediante la differenziata distribuzione, distintamente per il personale dirigenziale e non dirigenziale, delle risorse finanziarie destinate all'incremento dei fondi per la contrattazione integrativa di ciascuna amministrazione.

2-Nelle more di quanto previsto dal comma 1, al fine di assicurare la semplificazione amministrativa, la valorizzazione del merito, la qualità dei servizi e garantire adeguati livelli di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa, assicurando al contempo l’invarianza della spesa, a decorrere dal 1º gennaio 2017, l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non può superare il corrispondente importo determinato per l’anno 2016.

Tradotto in parole chiare significa che non ci saranno stanziamenti aggiuntivi e che tutti i FUN devono essere bloccati e congelati all’importo determinato per il 2016.

Ebbene per la dirigenza scolastica il FUN 2016 è stato già determinato con decreto apposito e addirittura risulta già tagliato ulteriormente rispetto agli anni passati.

Un pasticcio da cui la Fedeli non sa e non può uscire per come gli avranno spiegato bene i suoi funzionari; e da qui la decisione di spostare gli incontri del 15 e del 17 con la quatriade di Carlini.

Carlini certamente non l’ha presa bene e ha rincarato la dose affermando che : Fino a quando la Ministra non darà risposta alle nostre richieste, proseguiremo con tutte le iniziative di mobilitazione programmate, per ottenere l’equiparazione retributiva alle altre dirigenze pubbliche, la sospensione della valutazione classificatoria dei dirigenti scolastici, l’apertura del confronto sull’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto nel quale dovranno essere affrontati tutti gli aspetti del rapporto di lavoro dei dirigenti scolastici (valutazione, formazione, incarichi dirigenziali, salario accessorio) a cui la negoziazione sindacale dovrà assicurare trasparenza, condivisione ed equità.

Questo per non farsi scavalcare da Rembado dell’ANP che va ormai verso il sit-in del 25 maggio avendo scongiurato il pericolo della firma del contratto da parte di Carlini che, con il suo 52% , può e potrebbe farlo in qualsiasi momento.

Questa cosa è ancor più cogente dal fatto che nel testo unico è inclusa una clausola con l’Art.24 (Clausola di invarianza finanziaria) “All’attuazione delle disposizioni di cui al presente decreto si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, ivi comprese quelle di cui all’articolo 22, comma 3, e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.”

Questo riguarda tutto il Pubblico Impiego compresi i medici che già si sono ribellati al blocco del loro FUN con un sit-in fatto dai camici bianchi il 16 maggio davanti a Palazzo Vidoni sede della Madia, con la parola d’ordine “Ora i pugni sul tavolo li sbattiamo noi”; anche se i media hanno trascurato la notizia, è stata una protesta civile, nonostante l’altissimo livello di malcontento quella che i rappresentanti della dirigenza medica e sanitaria del Ssn (Anaao Assomed – Cimo – Aaroi-Emac – Fp Cgil Medici eDirigenti Sanitari - Fvm – Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr) – Cisl Medici – Fesmed – Anpo-Ascoti-Fials Medici – Uil Fpl) hanno organizzato oggi davanti Palazzo Vidoni a Roma; stesso pericolo che si prevede per il 25 maggio vista la divisione interna alla categoria tra Carlini che andrà ad assemblee territoriali e Rembado che andrà a Roma a sit-in; anche se in extremis l’UDIR ha cercato di salvare capra e cavoli proclamando uno sciopero generale dei dirigenti scolastici per quella data onde consentire a tutti i presidi di mobilitarsi.

A questo punto siamo a bocce ferme ben sapendo che il gioco non si decide al Largo Bernardino da Feltre davanti al MIUR, ove ci saranno gli scioperanti della fame e sete, o a Piazza San Cosimato dietro al MIUR o a Montecitorio, ove ci saranno gli arrabbiati, o nelle 20 sedi degli USR ove ci saranno gli emuli di Carlini; bensì a Palazzo Vidoni da dove dovrà partire la direttiva all’ARAN per i rinnovi contrattuali.

Già, perché i dirigenti medici protestano a Palazzo Vidoni, e Carlini e Rembado sbagliano bersaglio? Perché le sigle dei DS non hanno chiesto la soppressione dell’articolo 23, comma 1 e 2, che, dopo anni di decurtazione continua, congela al 2016 i fondi aziendali accessori?

Mi sa che i dirigenti scolastici sono in balia di sindacalisti allo sbaraglio.

Salvatore Indelicato

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