Il dirigente scolastico:l'esclusione dal ruolo unico e le responabilità penali_Maggio 2015

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Il dirigente e lo staff

 

 

 

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

L’esclusione dal ruolo unico della dirigenza pubblica

e

le responsabilità penali

 

di

Arturo Marcello Allega

(Si ringrazia la consulenza di Giuseppe Renato Croce sulle sezioni del diritto penale)

 

Premessa

Questa riflessione viene presentata in un momento convulso dell’attività parlamentare sul DDL della ‘Buona Scuola’ e pertanto sarà bene chiarire sin dall’inizio che essa non ha nulla a che fare con il problema dei super-presidi ma, invece, è centrata sulla esclusione della dirigenza scolastica dal ruolo unico della dirigenza pubblica.

Come presto verificheremo dall’analisi che segue la figura del dirigente scolastico si pone, per complessità del ruolo e delle sue responsabilità, nel caso più riduttivo e limitativo, tra quella del direttore generale e quella del dirigente amministrativo, surclassando sia quella del dirigente amministrativo che quella del dirigente tecnico (1). Sembrerebbe una provocazione osare una comparazione con il profilo del direttore generale ma, a parer nostro, vista la complessità dell’autonomia e la responsabilità della dirigenza scolastica, riteniamo per lo meno opportuno un confronto tra le due figure estreme della gerarchia nel mondo dell’istruzione.

Relativamente alla comparazione della figura del dirigente scolastico con quella del direttore generale, posta l’evidenza della complessità del ruolo di quest’ultimo nell’organizzazione e coordinamento - con funzioni di indirizzo e controllo - dei dirigenti amministrativi e dirigenti scolastici, resta altrettanto evidente la limitatezza della sua responsabilità penale in merito alla sicurezza dell’ambiente di lavoro, ristretta ai fattori di rischio di lavoratori adulti in uffici amministrativi a dispetto dei numerosi laboratori (oltre che palestre, laboratori chimici, meccanici, odontotecnici, ottici,…) presenti nelle scuole con fattori di alto rischio per studenti - lavoratori (spesso minori).

Inoltre, pur essendo la figura del direttore generale preposta all’organizzazione delle Direzioni generali regionali e nazionali, essa si limita all’organizzazione del lavoro della dirigenza amministrativa (non generale), tralasciando e trascurando le responsabilità nei confronti della dirigenza scolastica.

Una esemplare dimostrazione di questa cecità è ravvisabile nella diretta responsabilità del direttore generale in merito alla formazione della dirigenza scolastica sui temi della salute e sicurezza sul lavoro. Più in generale, le disposizioni delle direzioni generali regionali rivolte alla dirigenza scolastica si riducono quasi sempre alla trasmissione di quelle comunicate dalle direzioni generali nazionali. La rilevanza di queste circostanze ha spesso posto il problema della necessità degli Uffici scolastici regionali a tal punto che la riorganizzazione della PA del 2001 aveva ipotizzato la loro chiusura.

È assodato, quindi, leggendo la normativa in materia, che il Dirigente Scolastico è una figura attinta da una congerie tale di responsabilità dai profili civilistico, amministrativo -contabile e penalistico che fanno apparire del tutto improprio e anomalo l’inquadramento dal punto di vista professionale e quindi del correlativo trattamento economico di questa figura di Dirigente nell’alveo della Pubblica Amministrazione. L’unicità del ruolo è spesso stata la motivazione principe per confinare la dirigenza scolastica in un’area separata della dirigenza pubblica, ma non per valorizzarne la complessità e la superiorità rispetto alle altre figure e profili della dirigenza pubblica, piuttosto per mortificarne prestigio e poteri, inducendo la maggior parte dei dirigenti scolastici a limitare i danni in un’attività appena sufficiente a far sopravvivere le scuole. E’ difficile pensare che la dirigenza scolastica possa stimolare e controllare l’efficacia dei processi nello stato di “sopravvivenza” che attualmente esercita e che possa perorare l’innovazione della scuola nella gabbia delle limitazioni che vive schiacciata dall’alto (ministero), dal basso (territorio) e trasversalmente (dai sindacati). Urge una definizione di questo ruolo è certamente non si otterrà escludendola dalla dirigenza pubblica riservando a questi ultimi stipendi “doppi” rispetto a quelli dei dirigenti scolastici.

Il Dirigente scolastico.

Nella definizione del profilo del Dirigente scolastico, l’incipit si ravvisa nell’articolo 25, D.Lgs. N. 165 del 2001. Prima di entrare nello specifico si afferma che il dirigente scolastico è titolare di funzioni di carattere amministrativo. Bisogna fare attenzione a questa affermazione in quanto vale a significare una assunzione di:

• Obblighi organizzativi di amministrazione e di controllo sulla attività del personale scolastico (docente e non docente).

•Obbligo di garantire la sicurezza della scuola e la disciplina tra gli alunni, tra il personale, tra il personale e gli alunni e la relativa correttezza dei rapporti scuola famiglia.

Non sono obblighi di poco momento, innanzitutto perché, a differenza di altre obbligazioni che sono in capo ai vari Dirigenti che operano nell’ambito della P.A., queste sono vere e proprie obbligazioni di risultato (culpa in organizando): nel senso che deve essere data prova rigorosissima che soltanto eventi da qualificarsi alla stregua di “impossibilia nemo tenetur” possono giustificare il loro mancato adempimento. Ciò normalmente si può dimostrare, ma unicamente, purtroppo, a seguito dell’instaurazione di procedimenti di responsabilità civili, amministrativo/contabile o penale.

Verifichiamo brevemente quali responsabilità sono connesse agli obblighi organizzativi di amministrazione e di controllo sulla attività del personale scolastico (docente e non docente) e quella degli allievi-studenti, per un verso “minori” e, per l’altro, studenti lavoratori.

Il profilo del dirigente scolastico può essere definito nelle seguenti tre fattispecie:

1-Datore di lavoro (sicurezza)

2-Pubblico ufficiale (disciplina)

3-Rappresentante legale (contrattualistica, gare, trattamento dati e accesso civico)

1. Il Datore di lavoro.

Ritengo, però, che la responsabilità più pregnante che rende così peculiare la figura del Dirigente Scolastico rispetto a quella dei Dirigenti cd Ministeriali sia l’obbligo di garantire la sicurezza della scuola e la disciplina tra gli alunni (in ordine alla probabilità di rischio e alla frequenza degli eventi).

L’articolo 25 del Decreto legislativo 165/2001 delinea ai commi 1,2,3,4 e 5 la figura del Dirigente delle istituzioni scolastiche :

“1. Nell’ambito dell’amministrazione scolastica periferica è istituita la qualifica dirigenziale per i capi di istituto preposti alle istituzioni scolastiche ed educative alle quali è stata attribuita personalità giuridica ed autonomia a norma dell’articolo 21 della legge 15 marzo 1997 n° 59 e successive modificazioni ed integrazioni. I dirigenti scolastici sono inquadrati in ruoli di dimensione regionale e rispondono agli effetti dell’articolo 21, in ordine ai risultati, che sono valutati tenuto conto della specificità delle funzioni e sulla base delle verifiche effettuate da un nucleo di valutazione istituito presso l’amministrazione scolastica regionale, presieduto da un dirigente composto da esperti anche non appartenenti all’amministrazione stessa.

2. Il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria della istituzione , ne ha la legale rappresentanza, è responsabile della gestione delle risorse finanziarie strumentali e dei risultati del servizio nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici e con autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane. In particolare, il dirigente scolastico organizza l’attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formative ed è titolare delle relazioni sindacali.

3. Nell’esercizio delle competenze di cui al comma 2, il dirigente scolastico promuove gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi alla collaborazione delle risorse culturali professionali sociali ed economiche del territorio, per l’esercizio della libertà di insegnamento, intesa anche come libertà di ricerca e innovazione metodologica didattica, per l’esercizio della libertà di scelta educativa delle famiglie e per l’attuazione del diritto all’apprendimento da parte degli alunni.

4. Nell’ambito delle funzioni attribuite alle istituzioni scolastiche, spetta al dirigente l’adozione dei provvedimenti di gestione delle risorse e del personale.

5. Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative amministrative il dirigente scolastico può avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti, ed è coadiuvato dal responsabile amministrativo, che sovrintende, con autonomia operativa, nell’ambito delle direttive di massima impartite e degli obiettivi assegnati, ai servizi amministrativi e dei servizi generali dell’istituzione scolastica, coordinando il relativo personale.”

In coerenza con quanto previsto nell’articolo 2, primo comma lettera B) del decreto legislativo 81/2008, il Dirigente Scolastico è Datore di Lavoro Pubblico, a cui spettano i compiti previsti dalla normativa in merito alla prevenzione infortuni ed alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, per cui è attinto da molteplici obblighi dalla cui inosservanza deriva il pagamento di sanzioni. E’ sempre antipatico parlare di sanzioni, ma è ancora più triste pagare multe e subire condanne penali soprattutto se si è interessati in prima persona. Occorre, anche, ricordare che il Testo Unico sulla Sicurezza (DLgs 81/08) non è l’unica norma che regola la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e che per un infortunio o una morte sul lavoro si deve rispondere al giudice in sede penale per la fattispecie dei delitti di “lesione colposa” o “omicidio colposo”.

Si ritiene opportuno riportare la elencazioni degli obblighi di sicurezza e le relative sanzioni in caso di inadempimento, ricordando che la definizione di “lavoratore” si estende a quella dello “studente – lavoratore” quando impegnato nelle attività laboratoriali.

  1. 1.nominare il medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal presente decreto legislativo (Arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro)
  2. 2.designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza; nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza (Arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.200 a 5.200 euro)
  3. 3.fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente (Arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro)
  4. 4.prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico (Arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.200 a 5.200 euro)
  5. 5.richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione (Arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.200 a 5.200 euro)
  6. 6.inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico nell’unico testo (Ammenda da 2.000 a 4.000 euro)
  7. 7.nei casi di sorveglianza sanitaria comunicare tempestivamente al medico competente la cessazione del rapporto di lavoro (Sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro)
  8. 8.adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
  9. 9.informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
  10. 10.adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento dei lavoratori;
  11. 11.astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in
  12. 12.una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato;
  13. 13.consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute (Ammenda da 2.000 a 4.000 euro)
  14. 14.consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, copia del rischio, anche su supporto informatico, nonché consentire al medesimo rappresentante di accedere ai dati di cui alla lettera r); il documento è consultato esclusivamente in azienda (Arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 750 a 4.000 euro)
  15. 15.elaborare il DUVRI, anche su supporto informatico, e, su richiesta di questi e per l’espletamento della sua funzione, consegnarne tempestivamente copia ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il documento è consultato esclusivamente in azienda (Ammenda da 2.000 a 4.000 euro)
  16. 16.prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l'ambiente esterno verificando periodicamente la perdurante assenza di rischio (Arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.200 a 5.200 euro)
  17. 17.comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, a fini statistici e informativi, i dati e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che comportino l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento e, a fini assicurativi, quelli relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni (sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro con riferimento agli infortuni superiori a un giorno, sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.500 euro con riferimento agli infortuni superiori ai tre giorni)
  18. 18.consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva; sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente; in merito all’organizzazione della formazione dei lavoratori (Ammenda da 2.000 a 4.000 euro)
  19. 19.adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva, e al numero delle persone presenti;
  20. 20.nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro;
  21. 21.nelle unità produttive con più di 15 lavoratori convocare la riunione periodica con RSPP, RLS e MC se nominato (Ammenda da 2.000 a 4.000 euro)
  22. 22.aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione (Arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro)
  23. 23.comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA, in caso di nuova elezione o designazione, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro)
  24. 24.vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità.

Orbene, si è voluto estendere l’elenco di cui sopra a ulteriore dimostrazione che responsabilità così pregnanti che comportano l’irrogazione di sanzioni amministrative e penali alquanto gravi non gravano senz’altro in capo ai Dirigenti Ministeriali!!

2. Pubblico ufficiale (disciplina).

Un’ultima considerazione sulle responsabilità penali in capo al Dirigente Scolastico come Pubblico Ufficiale/Capo di Istituto. Molte sono le fattispecie più comuni di reato che possono essere consumati nell’ ambito scolastico da cui ovviamente sorge un correlato obbligo di denuncia, come qui di seguito specificato:

A) Figure di reato

1) Delitti contro la persona: libro II, Titolo XII del codice penale.

-Percosse (art. 582 codice penale);

-Lesioni (art. 582 codice penale) nell'ipotesi in cui l'aggressione al bene alla vita ed all'incolumità personale determinino conseguenze più tragiche, come

la morte per la fattispecie dell'omicidio (art. 575, 589 codice penale );

-Violenza privata (art. 610 codice penale);

-Minaccia (art. 612 e segg. codice penale);

-Atti persecutori (stalking art. 612—bis codice penale);

2) Delitti contro l'onore: Libro II, Capo II del codice penale.

-Ingiuria (art. 594 codice penale);

-Diffamazione (art. 595 del codice penale);

     3)Delitti contro la moralità pubblica ed il buon costume, Libro II del codice penale Legge n 66 del 14 02 1966.

-Violenza carnale (art. 519 codice penale);

-Atti di libidine violenta (art. 521 codice penale);

-Atti osceni (art. 527 del codice penale);

-Art. 609 bis) codice penale: violenza sessuale;

4) Delitti contro il patrimonio, Libro II , Titolo XIII del Codice penale.

-Furto (art. 624 del codice penale);

-Estorsione (art. 629 del codice penale);

-Danneggiamento alle cose (art. 635 del codice penale);

-Deturpamento ed imbrattamento di cose altrui (art. 639 del codice penale);

-Appropriazione indebita (art. 646 del codice penale);

-Invasione di terreni ed edifici (art. 633 codice penale);

5) Contravvenzioni, Libro III, Titolo I del Codice penale.

-Interferenze illecite nella vita privata (art. 615 bis, codice penale);

-Molestia e disturbo alle persone (art. 660 codice penale).

In particolare l'invasione di terreni ed edifici è reato che può essere contestato agli studenti in caso delle cosiddette "occupazioni per protesta" o di tutte quelle condotte molto frequenti, poste in essere dagli studenti che eccedano il diritto di critica o di associazione degli stessi, ed è correlato al reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità (art. 340 del codice penale).

Orbene un Dirigente Scolastico molto spesso si trova nella impossibilità di poter valutare con esattezza se un determinato tipo di reato è stato commesso o meno o questioni di carattere di opportunità o quant’altro lo porti a fare delle considerazioni merita giuridiche che evidentemente un Dirigente Ministeriale non si troverà mai a dover fare.

E ancora…

Non è credibile, infatti, che in ambito ministeriale possa concentrarsi la possibilità di commissione di una congerie di reati quali sopra elencati e soprattutto, ciò che è precipuo e delicato, è la circostanza che molto spesso trattasi di minori.

Non è raro, odiernamente, che un Dirigente Scolastico che voglia esercitare in modo fermo e deciso (alla maniera privatistica!) le funzioni di organizzazione e di governo del personale possa correre il rischio di essere chiamato a rispondere davanti a all’Autorità Giudiziaria perché accusato di aver posto in essere nei confronti del personale scolastico atti e comportamenti discriminatori o vessatori protratti nel tempo, rappresentati come una vera e propria forma di persecuzione psicologica o di violenza morale. E vale, alla guisa di esemplificazione, elencare alcuna di queste subdole e speciose cd. “forme di persecuzione psicologica o violenza morale”, quali normalmente vengono portate davanti, soprattutto al Tribunale del lavoro da una variegata tipologia di ‘interessi coinvolti’ (dipendenti docenti e non docenti, genitori, studenti, fornitori, rappresentanti, dipendenti di altri partner, fruitori di collaborazioni, …) che un Dirigente amministrativo o tecnico della PA in generale non ha (o, quindi, subisce con una probabilità di accadimento assai rara):

-pressioni o molestie psicologiche;

-calunnie sistematiche;

-maltrattamenti verbali ed offese personali;

-minacce od atteggiamenti mirati ad intimorire ingiustamente od avvilire, anche in forma velata ed indiretta;

-critiche immotivate ed atteggiamenti ostili;

-delegittimazione dell’immagine, anche di fronte a colleghi ed a soggetti estranei all’impresa, ente od amministrazione;

-attribuzione di compiti esorbitanti od eccessivi, e comunque idonei a provocare disagi in relazione alle condizioni fisiche e psicologiche del lavoratore;

-impedimento sistematico ed immotivato all’accesso a notizie ed informazioni inerenti l’ordinaria attività di lavoro;

-marginalizzazione immotivata del lavoratore rispetto ad iniziative formative, di riqualificazione e di aggiornamento professionale;

-esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo nei confronti del lavoratore, idonee a produrre danni o seri disagi.

È difficile che i Dirigenti che albergano nei vari Ministeri possono correre i rischi quali quelli sopra elencati.

3.Rappresentante legale.

Le responsabilità di carattere amministrativo/contabile sono palesi e foriere, anch’esse di sanzioni da parte della Corte dei Conti: le funzioni di carattere organizzatorio, infatti, sono tali che è facile che un Dirigente Scolastico assuma iniziative di carattere economico considerando unicamente la bontà del prodotto didattico da offrire, senza tener conto delle insolvenze di carattere formale che normalmente un procedimento amministrativo comporta (bandi di gara, nomina di esperti e così via). Anche qui si impone l’osservazione che un Dirigente Ministeriale ovviamente ha “coperture “ che purtroppo il “solitario” Dirigente Scolastico” non ha.

Non, è infine da preterire la responsabilità derivante dal trattamento dei Dati sensibili: soprattutto oggi che il “ prurito “ della riservatezza ha contaminato tutti in modo inaccettabile. Sul versante delle attività connesse con la contrattualistica, le gare, il trattamento dei dati e l’accesso agli atti con tutti i contenziosi che comportano e a tutte le implicazioni più sopra espresse si rimanda al testo Rif (1), e alle petizioni presentate da varie organizzazioni sindacali e associazioniste di dirigenti scolastici degli ultimi tempi, in particolare quella riportata nella nota (2), della quale si riporta il punto elenco relativo alle attività in capo alla “responsabilità legale” qui sotto. In questa riflessione il discrimine tra le varie figure è principalmente rappresentato dalle responsabilità penali. Una rivendicazione di ordine esclusivamente amministrativa, pur essendo di indubbia valenza, per la evidente preminenza nei confronti della dirigenza amministrativa, potrebbe essere facilmente eludibile da una operazione di ingegneria legislativa (come quella del super-preside con un aumento stipendiale ‘virtuale’). Cosa ben diversa accade sul versante delle responsabilità penali. Queste non sono mai eludibili o risolvibili da “trucchi legislativi”.

Comunque sembra opportuno completare il complesso quadro delle responsabilità della dirigenza scolastica con quelle afferenti alla sua “rappresentanza legale”, quindi, le responsabilità civili, sia amministrative che contabili:

(1)Responsabili per l’organizzazione, la gestione e la rendicontazione delle Istituzioni scolastiche statali eroganti servizio pubblico,  con un numero considerevole di dipendenti mediamente 100 a fronte dei Dirigenti  che dirigono Uffici pubblici composti mediamente da 10 unità;

(2)Responsabili, come datori di lavoro, nel Sistema di prevenzione e protezione delle Istituzioni scolastiche  e di quanto attiene la sicurezza degli edifici scolastici, della gestione dei rapporti interistituzionali finalizzati alla “gestione della sicurezza” (EE.LL., territorio etc..); (D.lgs n.81/2008 e successive integrazioni);

(3)Rappresentanti la Parte Pubblica, ovvero lo Stato italiano, nel tavolo di contrattazione sindacale;

(4)Responsabili, nella contrattazione, per quanto riguarda le materie dell’informazione preventiva e successiva, per la regolare applicazione del contratto e per la redazione della relazione pubblica di accompagnamento dello stesso contratto integrativo;

(5)Responsabili per tutte le procedure della privacy D.lgs n. 196/2003;  

(6)Responsabili dell’applicazione delle norme sul trattamento dati come per la trasparenza, l’anticorruzione, la semplificazione, la dematerializzazione con realizzazione dei siti scolastici nuovi albi pretori D.lgs n. 33/2013;

(7)Responsabili delle procedure di indizione e svolgimento dei  bandi di gara finalizzati all’erogazione dei servizi;  

(8)Sottoscrittori di contratti di lavoro, nonché  di tutti i contratti  che regolano la vita scolastica;

(9)Responsabili della gestione dei TFR, dei pensionamenti, delle ricostruzioni di carriera del personale, delle graduatorie docenti e alunni e dei contenziosi;

(10)       Datori di lavoro nell’applicazione dei regolamenti disciplinari docenti e ATA e per l’applicazione delle sanzioni ai dipendenti fino a  dieci giorni di sospensione dall’attività lavorativa;

(11)       Nominati con delega dall’Amministrazione in qualità di difensori del MIUR in contenziosi amministrativi e civili;

(12)       Responsabili per la redazione del Programma annuale, dei risultati perseguiti mediante questo e della regolarità amministrativa e finanziaria da sottoporre ai revisori dei conti mediante dettagliate relazioni di accompagnamento sia del Programma annuale che del Conto consuntivo

(13)       Responsabili per il buon andamento degli OO.CC. sia in qualità di Presidenti e coordinatori del  Collegio docenti  e della Giunta esecutiva che come garanti della sollecita e corretta regolarità nell’applicazione delle delibere dei Consigli d’Istituto;

(14)       Responsabili del PAI (Piano annuale di Inclusione), dell'integrazione degli alunni con disabilità, della gestione dei casi di alunni con Bisogni Educativi  Speciali pur nella concreta difficoltà di garantire il diritto al  sostegno didattico in assenza di organico e con l’obbligo di doverlo assicurare in applicazione delle sentenze del TAR che seguono i ricorsi presentati dalle famiglie;

(15)       Responsabilità in merito all’esecuzione degli opportuni interventi programmati dal GLI e dei GLH Operativi e ai rapporti con le ASL, le cooperative degli assistenti igienico-sanitari, educativi e tecnici;

(16)       Presidenti dei consigli di classe, degli scrutini quadrimestrali e finali;

(17)       Presidenti del Comitato di valutazione del servizio dei docenti e Referenti per il Gruppo di lavoro sull’Inclusione;

(18)       Responsabili del sistema di valutazione e autovalutazione (prove Invalsi, questionari scuola, RAV...) e dei risultati complessivi raggiunti in riferimento agli obiettivi  previsti nel piano dell’offerta formativa da rendicontare all’utenza;

(19)       Curatori dei rapporti con gli Enti istituzionali esterni e rappresentanti legali  dell’Istituzione scolastica nelle reti territoriali orizzontali e verticali;

(20)       Preposti all’organizzazione di tutti gli Uffici, anche degli Uffici di segreteria (D.lgs n.150/2009);

(21)       Presidenti, a titolo gratuito, ma obbligatorio (in quanto incaricati d’Ufficio), delle Commissioni d’esame di Stato di sc. secondaria di I grado in altra Istituzione per il mese di Giugno  e di fatto responsabili per tutta la durata degli esami di quanto accade in due differenti Istituzioni scolastiche.

Conclusione.

È lecito quindi porsi la solita domanda dalla ovvia risposta: perché un Dirigente Scolastico non deve trovare il giusto inquadramento in riferimento alle responsabilità sopra elencate ed essere relegato fuori dalla dirigenza pubblica (ruolo unico) con tutto quello che questo comporta anche a livello stipendiale oltre che ovviamente motivazionale?

Si impone quindi una revisione completa, come detto, sia dal punto di vista dell’inquadramento professionale sia dal punto di vista economico per questa figura di Dirigente, suo malgrado Manager.


 

(1)Arturo Marcello Allega, Giuseppe, Renato Croce, Tammaro Maiello, Le responsabilità civili (amministrativo-contabili) e penali dei dirigenti dello Stato (Settore Istruzione), Simone Ed. 2009.

 

(2) Vedi la petizioni in allegato scaricabile dal link – che si invita a sottoscrivere: https://docs.google.com/document/d/18Tp1GBjCelm6dpH0A7Nprw4uI5CP47152g2xA8pfkaA/mobilebasic

 

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