La riforma della Pubblica Amministrazione_Maggio 2014

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Riforma dello stato

LA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Il Governo, nell’ultimo Consiglio dei Ministri, ha dato inizio ad una fase di consultazione sulla riforma della Pubblica Amministrazione che si dovrebbe concludere a metà giugno, per procedere poi all’adozione di una serie di misure innovative da parte dello stesso Consiglio dei Ministri.

In una lettera aperta ai pubblici dipendenti, il Governo ha anche indicato le linee guida delle riforma; ne facciamo una prima stringata analisi, con l’occhio rivolto alla scuola e al suo personale, dirigenti in particolare.

Vengono indicati tre grandi aree in cui intervenire con i provvedimenti di riforma:

1-Riforma del rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti

2-Tagli agli sprechi e riorganizzazione della Pubblica Amministrazione

3-Semplificazione e digitalizzazione dei servizi.

Per ogni area, vengono poi indicati diversi tipi di intervento.

1-RIFORMA DEL RAPPORTO DI LAVORO

Vengono indicati 15 tipi di intervento; quattro, dal 9 al 12, riguardano la dirigenza:

9)Introduzione del ruolo unico della dirigenza

10)Abolizione delle fasce per la dirigenza, carriera basata su incarichi a termine

11)Possibilità di licenziamento per il dirigente che rimane privo di incarico, oltre un termine

12)Valutazione dei risultati fatta seriamente e retribuzione di risultato erogata anche in funzione dell’andamento dell’economia.

L’introduzione del ruolo unico della dirigenza, peraltro già previsto in origine dal D.Lgs 29/1993, unitamente all’ancora più importante superamento della dicotomia tra prima e seconda fascia, possono costituire una vera e propria rivoluzione.

Sarebbe la fine dei “baroni” e dei “mandarini”, dei centri di potere che condizionano la funzionalità dell’Amministrazione; tutti i dirigenti sono sullo stesso piano, vengono retribuiti sulla base dell’incarico pro tempore ricoperto: più l’incarico è di responsabilità, più si viene pagati.

Naturalmente, se si passa da un incarico superiore ad uno inferiore, lo stipendio diminuisce; sarebbe la fine dei “politicamente ammanicati”, che rimangono direttori generali a vita dopo tre anni di incarico.

Ve lo ricordate quello del “tunnel dei neutrini”? E’ ancora a libro paga del MIUR, a 160.000 euro annui, e ci rimarrà fino alla pensione; introdurre la possibilità di licenziamento per questa gente ci sembra sacrosanto.

Infine l’eterna questione della valutazione e del merito; in effetti, andrebbe fatta seriamente, senza dimenticare che i dirigenti sono al servizio della nazione e non dei politici di turno.

L’idea di istituire un’autorità indipendente di valutazione per tutta la Pubblica Ammi9nistrazione andrebbe seriamente presa in considerazione.

Tutto questo, potrebbe costituire una grande opportunità per i dirigenti delle istituzioni scolastiche, ma non facciamoci troppe illusioni: un comma che mantiene la “riserva indiana” spacciandola per “specificità” è sempre dietro l’angolo.

2-RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Vengono indicati 21 capi di intervento, tutti rivolti ad aumentare la funzionalità della Pubblica Amministrazione e a velocizzare il procedimento amministrativo.

Va tutto bene, viene però trascurato il funzionamento dei Ministeri; desta meraviglia che non ci si ponga il problema di una riorganizzazione sistematica degli apparati ministeriali alla luce delle riforme costituzionali attualmente in cantiere.

Ribadiamo una nostra “fissa”: si vogliono sfoltire le Prefetture e vogliamo lasciare in piedi i Provveditorati agli Studi, che adesso pudicamente si chiamano Ambiti Territoriali?

 

Ancora: niente da dire sui controllo preventivi di legittimità, puramente formali? Si parla della ragioneria, ma si dimentica la Corte dei Conti.

 

3-SEMPLIFICAZIONE E DIGITALIZZAZIONE DEI SERVIZI

Vengono indicati otto tipi di intervento; anche qui, niente da dire, interessante l’obbligo per i sindacati di rendicontare tutte le spese on line…

Che dire dell’insieme delle proposte? Si tratta di alcuni interventi strutturali e di molti interventi settoriali su singoli aspetti della macchina amministrativa, tutti condivisibili; forse manca una più chiara esplicitazione della “filosofia” che regge i singoli interventi.

Del resto, per adesso siamo alle enunciazioni; vedremo cosa ne uscirà di concreto tra un mese.

 

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