La sostituzione del dirigente dopo la spending review_Ottobre 2012

Scritto da Pietro Perziani on . Postato in Amministrazione Scuola

LA SOSTITUZIONE DEL DIRIGENTE

DOPO

LA SPENDING REVIEW

(Ottobre 2012)

Nel maggio scorso dicevamo che, al pari della contrattazione di istituto, anche la questione della sostituzione del dirigente sembrava un fiume carsico: a un certo punto s’inabissa, ma poi riappare, chiaramente perché non è stata trovata una soluzione chiara e condivisa; dopo la Legge 135/2012 (Spending review) il fiume scorre ormai in superficie, perché è stata adottata una soluzione legislativa, non siamo più quindi nel campo delle circolari più o meno opinabili; certo però che le acque del fiume sono molto turbolente!

Per prima cosa, va detto che il vero obiettivo della nuova disposizione legislativa è al solito la riduzione della spesa; all’art. 14, comma 22, seconda parte si dice infatti: “Il docente delegato può essere retribuito esclusivamente a carico dei fondi disponibili per la remunerazione accessoria presso la specifica istituzione scolastica od educativa ai sensi dell’articolo 88, comma 2, lettera f), del Ccnl relativo al personale scolastico”.

Viene legalizzata così la prassi extra legem del MIUR di non accreditare i fondi alle scuola, dato che vengono abolite le indennità di funzioni superiori e di direzione a carico della fiscalità generale, sia pure in modo implicito; si dice infatti che i collaboratori del dirigente possono essere retribuiti esclusivamente a carico del FIS, in base a quanto stabilito dal vigente CCNL di comparto.

Viene da chiedersi: se in futuro il testo contrattuale venisse modificato, questi docenti non avranno più diritto ad alcun emolumento? Una Legge non dovrebbe far riferimento ad un contratto…

Comunque, quanto dovuto fino all’entrata in vigore del Decreto Legge, va pagato; per il futuro, bisognerà “limare” per i collaboratori qualcosa in più in sede di contrattazione di istituto.

Noi abbiamo però sempre sostenuto che prima della questione del pagamento di quello che una volta era il docente vicario viene un’altra questione: la sostituzione del dirigente; è infatti inoppugnabile che l’istituzione scolastica autonoma non può rimanere senza un responsabile legale.

Di conseguenza, dicevamo sempre a maggio, in caso di assenza a qualsiasi titolo del dirigente va individuato e nominato un sostituito, non essendo prevista dall’ordinamento una figura istituzionale che eserciti le funzioni vicarie o sostitutive.

Anche se non lo diceva esplicitamente, il MIUR non era d’accordo con la posizione appena illustrata, ma almeno su una questione si era pronunciato con chiarezza: a norma dell’art. 52 del D.Lgs 165/2001 il dirigente non può essere sostituito durante il periodo di ferie.

Ora è intervenuta la Legge 135/2012; facciamo l’analisi del testo dell’art. 14, comma 22 (Ironia della sorte?), prima parte, dato l’esercizio di autentico equilibrismo: “Il comma 5 dell’articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si interpreta nel senso che la delega ai docenti di compiti non costituisce affidamento di mansioni superiori o di funzioni vicarie, anche nel caso in cui detti docenti godano dell’esonero o semiesonero ai sensi dell’articolo 459 del decreto legislativo n. 297 del 1994.”

Anche se non lo si dice, qui si affronta la questione istituzionale della rappresentanza legale dell’istituzione scolastica e della sostituzione del dirigente; andiamo per punti.

S  1-Si tratta di una norma di interpretazione delle disposizioni del D.Lgs 165/2001, per cui quanto disposto vale non dal momento dell’emanazione del Decreto Legge 95/2012, ma dal 2001, da quando cioè è stata istituita la figura del collaboratore del dirigente

-         2-Il dirigente può delegare dei compiti ai suoi collaboratori

-      3-Il rilascio di tale delega non costituisce in ogni caso un’attribuzione di funzioni vicarie o superiori.

Tradotto in italiano, dovrebbe significare che i collaboratori non possono esercitare funzioni proprie del dirigente quando questi è presente a scuola (Funzioni Vicarie) e tanto meno lo possono sostituire quando il dirigente non è in servizio, a qualsiasi titolo (Funzioni Superiori).

Va ricordato che i Decreti Delegati prevedevano la figura istituzionale del docente vicario, scelto dal dirigente tra i collaboratori eletti dal Collegio dei Docenti; con l’autonomia e la dirigenza la situazione è cambiata, nel senso che i collaboratori non sono più eletti dal Collegio ma scelti dal dirigente, ma non era scritto da nessuna parte che il dirigente non potesse attribuire ad uno dei suoi collaboratori le funzioni vicarie.

Adesso non si può più fare, è stato scritto in una legge, non in una semplice circolare.

Dopo la Legge 135/2012 l’estensione della delega del dirigente ai suoi collaboratori si restringe ad un campo molto limitato, deve riguardare solo la gestione interna della scuola, non può sicuramente estendersi ad atti che impegnino l’istituzione scolastica nei confronti di terzi; per capirsi: la delega non può comprendere l’assunzione di un supplente o la firma di un mandato di pagamento.

Problematica appare anche la questione dei rapporti tra l’istituzione scolastica e l’Amministrazione del MIUR, sia centrale che periferica; ad esempio: il collaboratore può firmare le comunicazioni all’USR inerenti l’organico o la disponibilità di posti, in assenza del dirigente? Forse si, considerando che la scuola autonoma è pur sempre un ufficio dell’Amministrazione del MIUR, per cui si tratterebbe di atti intra-amministrativi.

Ricordiamo che in caso di assenza del dirigente superiore a due mesi, la sostituzione è di competenza dell’USR, che può conferire la reggenza ad un altro dirigente; ma in caso di assenza inferiore a due mesi, cosa bisogna fare?

Ad avviso di scrive, non c’è soluzione: la scuola deve rimanere bloccata finché non rientra il dirigente, solo lui può firmare: la Legge 135/2012 impedisce di fatto la sostituzione del dirigente.

Nella nuova situazione, il potere di delega del dirigente non ha rilevanza alcuna, perché si tratta di un atto discrezionale e non è di certo ammissibile un eccesso di delega; chi vi incorresse, può essere chiamato risponderne a termini di legge.

Riassumiamo: se in assenza del dirigente nessuno può firmare atti che abbiano rilevanza esterna, in caso di assenza abbastanza lunga la scuola non può funzionare; chi ha formulato il comma 22 forse non se ne è accorto, ma queste sono le conseguenze delle nuove norme di legge.

Capiamo bene che la cosa può sembrare assurda, speriamo vivamente di essere smentiti; qui però non servono opinioni, ma prese di posizioni ufficiali: perché il MIUR non si decide ad impartire istruzioni operative per l’ applicazione del comma 22?

Ci rendiamo anche conto delle difficoltà in cui si vengono a trovare i dirigenti, che si preoccupano giustamente della funzionalità della scuola, non solo quando prendono un periodo di ferie, ma anche quando sono in malattia; il fatto è che non si vede proprio cosa si possa fare.

A questo punto, riteniamo che valga la pena riprendere un’iniziativa provocatoria lanciata in primavera dal Coordinamento Dirigenti Scolastici di Cgil, Cisl e Snals: scaricare sugli USR la patata bollente, in caso di assenza i dirigenti non nominano il sostituto e lo comunicano all’USR, “per gli adempimenti di competenza”.

Non si deve però trattare di fare un’iniziativa provocatoria, ma di adottare un provvedimento del tutto istituzionale: comunicare l’assenza del dirigente e i limiti della delega conferita al collaboratore, invitando l’USR a fare quanto in suo potere.

E’ vero che l’USR non ha competenze specifiche per assenze del dirigente inferiori ad due mesi, ma è anche vero che è pur sempre organo di vigilanza ed organo tutorio nei confronti delle istituzioni scolastiche; se c’è una situazione di crisi, deve intervenire l’organo superiore.

E’ evidente che di fronte ad una comunicazione del dirigente l’USR non farà assolutamente niente, ma in caso di problemi il dirigente potrà sempre dire al giudice che ha fatto quanto in suo potere e che ha informato della situazione il “Superiore Ministero”, che ha quindi preso atto e non ha fatto rilevare alcuna irregolarità o peggio alcuna lesione della legge.

 

NOMINA DEL  DOCENTE COLLABORATORE

 

E

 

ATTRIBUZIONE DELLE DELEGHE

 

(SU CARTA INTESTATA DELLA SCUOLA)

 

 

 

Al Prof._____________________________

 

SEDE

 

All’USR del_______________________________

 

 

 

OGGETTO: NOMINA COLLABORATORE DEL DIRIGENTE

 

La S.V. è nominato/a collaboratore del dirigente, ai sensi dell’art. 25, comma 5 del D.Lgs 165/2001.

 

La S.V. è incaricata di collaborare con il dirigente nella gestione ordinaria della scuola, assumendo gli impegni nei confronti delle diverse componenti della scuola secondo quanto previsto dalla delega di cui seguito.

 

In particolare, la S.V. è delegata a:

 

 

1________________________________

 

 

2________________________________

 

 

3________________________________

 

 

 

Nell’esercizio della delega, la S.V.  atterrà alle seguenti istruzioni:

 

 

 

____________________________________________________________________

 

 

 

In caso di  assenza dal servizio a qualsiasi titolo dello scrivente, oltre agli atti interni all’istituzione scolastica oggetto della delega di cui sopra, la S.V. potrà assumere gli atti necessari al mantenimento dei rapporti tra l’istituzione scolastica e l’Amministrazione del MIUR, sempre che la stessa non esprima diverso avviso rispetto alla presente comunicazione.

 

Sempre in caso di assenza dello scrivente, in ogni caso la S.V. non potrà assumere impegni nei confronti di terzi esterni all’istituzione scolastica e all’Amministrazione del MIUR; in caso di necessità, si dovrà rivolgere all’USR al fine di individuare gli atti più opportuni da adottare.

 

Nel caso l’USR del_____________________________non esprima avviso contrario a quanto disposto nel presente atto, in tutto o in parte, si intende che il citato Ufficio concorda con quanto disposto dallo scrivente.

 

 

La S.V. ha diritto ai compensi previsti dal vigente contratto di istituto.

 

IL DIRIGENTE

 

 

 

 

 

 

 

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