CERVELLI RIBELLI

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CERVELLI RIBELLI

di

GIUSEPPE ALESI

“Giove infuse nell'uomo molta più passione che ragione: presso a poco nella proporzione di menzz'oncia a un asse”-Erasmo da Rotterdam-Elogio della follia

Gianluca Nicoletti, noto conduttore radiofonico, è padre di un ragazzo autistico e a lui si deve l'idea, semplice, semplice, che l'autismo sia niente di più che una “neuro diversità”; un cervello ribelle” che non segue, come tale, le regole comuni ai più.

Una affermazione tutta tesa a rendere più vicina una grave patologia di cui ancor poco si sa sul piano eziologico e curativo, pur se ben trent'anni fa già B. Bettelheim ( La Fortezza Vuota) ne avesse fatto oggetto di attenti e rigorosi studi, e con la quale l'approccio rimane estremamente complesso, problematico e aperto.

Riflettendo, su quanto sostiene Nicoletti, per altro, parlando di “cervelli ribelli”, in generale, si può ben dire che l'umanità ne ha collezionato, nel bene e nel male, di molti.

Caravaggio è il primo che mi viene alla mente, animo irrequieto e ribelle.

Straordinaria e folgorante la luminosità della sua pittura, il fascino delle immagini nelle quali, ribelle quale era, trasferiva con disinvoltura modelli popolani e donne di facili costumi anche per raffigurare santi o madonne.

Anche Galileo Galilei, il genio, era uno poco accomodante, solo con il tempo si sono perdonate le sue dissacranti “follie”. Gabriele D'Annunzio, il Vate, ha lasciato tracce profonde della sua multiforme, “patologica?” personalità. L'arte di Van Gogh e Salvador Dalì si è nutrita di pazzia e stravaganza.

Anche il mondo femminile non è mancato nell'offrire, nell'arte, nello spettacolo e non solo la dirompente originalità dell'andare contro corrente, del vivere fuori dagli schemi, l'espressione del malessere di vivere, della ribellione contro il mortifero perbenismo e il conformismo. Note le stravaganze di Luisa Casati, Mananà Pignatelli, soltanto per ricordarne qualcuna, come pure, più di recente, quelle di Lady Gaga .

ARTE E FOLLIA

Si è spesso discusso del legame sottile che unisce la follia all'arte, esiste un mondo magico, stupefacente al di la della scontata normalità, ma questo sembra sia accessibile solo a pochi e forse anche un po' folli, decisamente precluso ai sennati bacchettoni.

Scomodi ribelli, sono passati alla storia per lo stile di vita sregolato, esuberante ed eccentrico, come talora anche per la qualità unica delle loro opere, delle loro non comune capacità di intuire e inventare, fantasticare e sognare ad occhi aperti, mondi invisibili ai più.

L'arte e la scienza sembra si beino degli spiriti liberi, della loro “neuro diversità”, della loro “anormalità”. Alla straordinaria capacità di vedere oltre, di percorrere sentieri nuovi, talora molto discutibili per i tradizionalisti più incalliti, alle loro visionarie idee si devono, spesso importanti contributi alla conoscenza, all'innovazione, al progresso.

I ribelli, sollecitati dalle turbe della loro neuro diversità, intraprendono in modo inusitato, istintivamente, travolti dalla loro mentale irrequietezza, con facilità mettono in essere le loro “diavolerie”. Sono spesso sciatti, disordinati, stravaganti, colpiscono e sconcertano anche perché non mancano di debordare, di ferire il sentire comune, il socialmente lecito.

Non di rado le loro effervescenze e particolari originalità possono essere precoci, manifestarsi già in tenera età e per i genitori, come anche per gli insegnanti è veramente una impresa gestirle.

Talora non capiti, allergici come sono alle regole, vengono energicamente contrastati e contestati e non hanno vita serena, accumulano insuccessi, mortificazioni a non finire. Alcuni si piegano, si educano, alla fine fanno i bravi. Per non pochi comunque le energie vitali di cui sono dotati, si spengono, pian piano, miseramente in un susseguirsi di disastrosi naufragi accompagnati da forti sentimenti di frustrazione e rabbia. Può accadere allora che l'ira si accumuli nel tempo, covi dentro, ed esploda con inaudita violenza in momenti del tutto imprevedibili, anche per futili motivi.

Particolari geni si annidano in tali individui, l'ambiente e gli adulti che li educano, in genere, non apprezzano per nulla quel che fanno, ne temono l'imprevedibilità.

Chi sa sin dove si possono spingere, dove possono arrivare queste menti calde e pazzacchione.

Alcuni senza scrupoli ne sfruttano la docile genialità, Mozart ne è un esempio e non pochi hanno semplicemente fatto i fenomeni da baraccone in balia di adulti spregiudicati.

L'invito è quello di apprezzare questi particolari individui, poco docili e sapienti, anche quando ci piacciono poco, allontaniamo la voglia insistente ed infausta di renderli e volerli normali, sono belli così come sono, usano canali e linguaggi diversi per comunicare e stupire chi gli dà spago.

NOTICINA EDUCATIVA

La loro è una grande risorsa, la loro diversità, anche se si è portati a dire: “ Ma c'è diversità e diversità!”, è e rimane una enorme nota di colore, in specie in un mondo globalizzato che attenua e abbatte le differenze culturali e spinge inesorabilmente all'uniformità, a stili di vita più o meno unificanti e ripetitivi, annullando tipicità e originalità.

Non guardiamo con sospetto la diversità, quella che si discosta, che cammina fuori dal tracciato senza criterio e senno, pur se non è di facile lettura e come tale potrebbe essere nel fare e nel dire divergente e imprevedibile.

La Diversità, come la “Follia” quando ad essa si associa, per rammentare Erasmo da Rotterdam, va elogiata e guai a bandirla, ritenerla perniciosa e dannosa. Si tratta della: “Dispensatrice di beni che i latini chiamavano “Stulticia” e i greci “Moria”*non di rado c'è dietro genialità e talento non comuni.

Se di educazione e di scuola in ultimo si ha da parlare, allora dai non pochi Nicoletti, “folli”, dalla loro esperienza, dalla loro ricerca caparbia e instancabile, quotidiana, non scritta, originale e innovativa, dall'impegno senza sosta vissuto sulla pelle e sostenuto da affetto genitoriale incrollabile e tenace, si deve partire. Il loro faticoso lavoro sia d'esempio e animi il mondo piatto e ripetitivo della nostra amabile scuola, avventuriamoci anche nel sentiero della anormalità, con più fiducia e minori sospetti, si possono trovare genialità e talenti, preziose pagliuzze d'oro da curare e custodire con cura.

Non è per nulla facile educare, a casa come a scuola, in un caso è dovere genitoriale, nell'altro è sociale professione, entrambi i ruoli condividono enormi responsabilità e non è lecito avventurarsi senza competenze, riflessioni, dubbi e consapevolezze, senza ricercare costantemente, con determinazione e caparbietà vie nuove e alternative, ricordando che niente è scontato, che la sorpresa e lo stupore rendono esaltane il ruolo educativo. Una severa, trabocchevole, pedante serietà spegne ogni entusiasmo, si traggono benefici se, almeno qualche volta, si deborda, mollando la presa e lasciando la mente libera di scorrazzare.

Un sorriso ci rendere migliori.

E in ultimo, in aggiunta, siamo sicuri di non essere anche noi, sempre sennati e convinti presuntuosamente di essere sapienti, accorti e “saggi”, un tantino stranini?

E dove umilmente avessimo l'ardire di riconoscerlo, perché vergognarsene e nascondere l'originale anomalia e diversità, magari la stravagante passione?

 

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