CI AVREI SCOMMESSO! di Giuseppe Alesi

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“E quando ormai la luna per nove volte

completava la sua falce nel

disco pieno, essa generò Pafo,

di cui l'isola ancor oggi serba il nome”

Ovidio, Metamorfosi, libro X, 295

CI AVREI SCOMMESSO!

di

Giuseppe Alesi

Quante volte ci è capitato di dire in ragione delle nostre convinzioni e compiaciuti della nostra intuizione e capacità predittiva: “Me lo aspettavo! Ci avrei scommesso o giurato!”

Se ci riflettiamo un po', direi spesso.

Non di rado questa affermazione la usano gli insegnanti, ma andiamo per gradi e per il momento proviamo a capirne i motivi.

Gli esseri umani sin dalla notte dei tempi si sono sempre affannati nel cercare di dominare gli eventi o quantomeno, almeno in parte, di prevederli; sapere in anticipo infatti garantisce di non avere sorprese, schivare eventuali pericoli e non essere quindi in balia unicamente del fato.

Al di là delle personali doti intuitive che talora ci attribuiamo o della capacità di saper cogliere i segni premonitori, sono da sempre pullulati esperti del settore, sapienti possessori di riti magici, capaci lettori delle stelle, più o meno noti e accreditati a cui rivolgersi per aver notizie sul domani, sul destino che ci aspetta, sulla diabolica incostanza degli amori, ecc., ecc…

Gli oracoli da cui ricevere protezione e consigli, come la Pizia del tempio di Apollo in Grecia che era notissima e potenti le sue predizioni, o gli aruspici che osservando le viscere degli animali sacrificati ne dicevano di tutti i colori, erano parte integrante del modo Greco, Etrusco e Latino.

Chi non ricorda la bella profetica Cassandra, portatrice di terribili inascoltate sventure, o Calcante, la cui profezia scatenò la lite tra Achille e Agamennone?

Nessuno allora iniziava una qualsivoglia impresa senza consultare prima gli oracoli e i loro vaticini; Giulio Cesare aveva addirittura un aruspice personale, un certo Spurinna.

Gli oracoli erano diffusi anche nella cultura orientale, in Egitto, in Arabia e in Tibet.

Niente di strano, il mistero delle faccende umane comporta anche avventurarsi in questi sentieri oscuri e intriganti, talora anche scivolosi, pur di avere una “certezza del domani”.

Nell'antichità, viste le limitate conoscenze possedute dall'uomo, la vita appariva, probabilmente, come un'affascinante e insidioso mondo magico, denso di segni premonitori da interpretare e le funeste o rassicuranti profezie di un sacerdote si ascoltavano con molta attenzione.

Ancora oggi, malgrado tanta scienza e conoscenza, la solida cultura delle religioni monoteistiche, esistono sciamani, cartomanti, fattucchieri, veggenti, venditori di pozioni magiche e di fumo, perché è sempre forte il desiderio di conoscere cosa ci accadrà domani, di impadronirci del futuro, per non dover dire sorpresi: “Non me lo sarei mai aspettato!”. E non soccombere difronte al capriccioso fato.

E così, pur se, ufficialmente, non gli diamo tanto peso, schiviamo i gatti neri, diamo un'occhiatina all'oroscopo e ci accade di domandare, con aria di chi già sa: “Di che segno sei?”, per poi asserire con un lieve compiaciuto sorriso: “Ci avrei scommesso!”.

PIGMALIONE

Pigmalione, per Ovidio nelle Metamorfosi, “irritato per i vizi, che numerosissimi la natura assegnò all'indole femminile, senza compagna viveva celibe e da tempo non aveva con chi dividere il suo letto. Frattanto, con risultato felice, a causa della sua arte mirabile, egli lavorò di scalpello un nitido avorio e gli conferì una bellezza quale nessuna donna vivente potrebbe possedere; e fu preso d'amore per l'opera sua.”*

Pigmalione si innamorò follemente della statua, le prodigava carezze, baci, conchiglie e pietruzze levigate per doni e non potendone più, pregò Afrodite, ne ricorrevano i festeggiamenti, di dar vita alla statua. Afrodite, esaudì il folle innamorato e Pigmalione, al settimo cielo, vide la sua amata mutare in vera donna, la sposò e dal loro amore nacque una splendida figlia, Pafo.

G. Bernard Shaw si ispirò al mito greco per la sua nota commedia dal titolo Pigmalione, che assunse il significato di colui che modella, plasma, e raffina, una donna alquanto rozza, ne è tutor e mentore.

Un’ impresa impossibile, come quella di trasformare una statua di marmo in un essere vivente, ma se l'aspettativa è tanto alta, tutto può accadere e il miracolo, pur senza interventi divini, avviene. L'adattamento teatrale della commedia di Shaw dette vita al notissimo musical “My Fair Lady” e successivamente all'indimenticabile film con Andry Hepburn e Rex Harrison.*

Robert Rosenthal, psicologo tedesco, fece esperimenti per studiare come le aspettative e i forti convincimenti possano influenzare, in positivo o in negativo, risultati e prestazioni e ne venne fuori quello che comunemente, in ambito psicologico, si definisce come effetto Pigmalione.

Le ferree convinzioni dell'insegnante possono influenzare, condizionare e determinare, in positivo o in negativo, le prestazioni e i comportamenti degli alunni come profezie che si auto avverano.

Cosa ci si può aspettare da un Lucignolo, da un poco di buono, da uno che non studia e non ama la scuola? (A trovarlo uno che l'ami!). Nulla di altro che cialtronerie, comportamenti consoni alla sua natura, sempre pessimi risultati, ci vuol poco per essere profeti.

“Ci scommetteresti sopra!”

Tale è l'aspettativa, la suggestione psicologica, che la “profezia” non può che avverarsi, mettendo in moto un meccanismo perverso di continue risposte negative corrispondenti alle previsioni; all’altro capo si colloca il bravo simpaticone della classe, che gode di una curiosa situazione di eccessive benevolenze, di valutazioni positive oltre misura, di palesi immotivati privilegi.

TRA PREDICHE E PREDIZIONI

Nel settore educativo, genitori ed insegnanti fanno spesso prediche e predizioni per il bene degli educandi e può accadere che, per eccesso di zelo, si esageri impedendo ai più piccoli di fare esperienza di prima mano, eccedendo nelle proibizioni, nelle punizioni, inibendo nel nascere qualsivoglia iniziativa personale.

Era questo, in genere, lo stile educativo preminente di qualche decennio fa, uniforme a casa e a scuola ed era “educato” e “orgoglio di Mamma” chi aveva le unghie pulite, chi non si metteva le dita nel naso, chi portava la mano alla bocca se sbadigliava o tossiva, chi sapeva quando parlare, in genere poco, chi diceva spesso grazie e per favore, chi era obbediente e rispettoso, chi sapeva stare al suo posto, ecc., ecc.

Gli adulti, i genitori e i nonni in particolare, andavano rispettati e ascoltati, i consigli della Mamma poi, per sua natura buona, andavano seguiti sempre senza riserve, Lei era capace di predire i pericoli da evitare e in genere mitigava, carezzevole, le ruvidezze educative paterne.

Era il tempo della famiglia allargata, nido protettivo di relazioni affettive ampie e in genere sicure.

Non era di certo tutto rose e fiori, c'erano regole continue, gerarchie da rispettare, talora anche ferree, gli schiaffi volavano spesso, ma si diceva :“ Sono per il tuo bene!”

Si riteneva che solo con la severità, senza cedimenti, i giovani potessero crescere nel migliore dei modi e sarebbero diventati veri uomini e vere donne.

Gli ammonimenti, gli esempi, come le prediche e le predizioni, in quel tempo, in parte anche ai nostri giorni, erano costanti :

“Non mi ascolti mai!”

“Te lo avevo detto!”

“Impara ad sentire chi sa e prevede!”

“Non frequentare cattive compagnie!”

“Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!”

“Chi pratica lo zoppo impara a zoppicare!”

Lucignolo, per intenderci, si sapeva che era un poco di buono e non andava frequentato;da lui cosa ti puoi aspettare?

BREVE PREDICOZZO CONCLUSIVO

In conclusione, a genitori e docenti che hanno in mano le sorti educative delle nuove generazioni, ricordo che la scuola, prima di qualsivoglia competenza, rimane innanzitutto una significativa esperienza di relazione e di vita.

Nell'educare pertanto sono essenziali, prima di ogni altra cosa, ponderatezza, riflessione, equilibrio e buon senso, buoni esempi; ai docenti poi che gli educatori lo fanno di mestiere, di certo è necessaria una dose maggiore di tali doti.

Evitino il più possibile, mostrando equilibrio e saggezza, di fare gli oracoli e i profeti, di esprimere giudizi affrettati, allontanino i convincimenti assoluti e i pregiudizi che talora li assediano:

“Con tali genitori...!”

“E' tutto uguale al padre!”

“Tale padre tale figlio!”

Perché, se vi sentite un po' o in parte già siete bizzarri Pigmalioni e innanzitutto ne avete dentro la stoffa e la passione, siete pronti anche per le missioni impossibili e così “anche una statua di marmo potrebbe prender vita” e…“potete scommetterci !”, come fece il professore Higgins, che l'umile fioraia Eliza possa diventare una dama di gran classe.

*Ovidio Nasone, Metamorfosi, libro X, 295

*My Fair Lady, Paramaunt film, 1964

A TUTTI I COLLEGHI I MIGLIORI AUGURI DI BUON NATALE

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