IL MANCATO DECRETO_MARZO 2015

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IL MANCATO DECRETO

Il Governo ha, alla fine, rinunciato allo strumento del Decreto Legge, il provvedimento sulla Buona Scuola è stato rimandato a martedì prossimo ed avrà la forma di un disegno di legge.

Non ci interessa qui andare a scandagliare le motivazioni politiche che hanno portato a questa decisione, fermo restando che al Decreto Legge bisognerà ricorrere se si vorrà procedere ad una più o meno ampia assunzione di precari sin da settembre; ci sembra utile, invece, procedere all’analisi della Bozza di Decreto Legge, il cui testo era conosciuto da tutti ed è stato pubblicato da Orizzontescuola (VEDI).

Da questo testo bisogna infatti partire, per capire i punti di forza e le debolezze dell’impostazione iniziale del Governo (O meglio, del MIUR e dei suoi burocrati) e per vedere cosa rimarrà e cosa verrà modificato nel corso dei lavori parlamentari.

Abbiamo fatto perciò un lavoro pesante, si potrebbe dire certosino di analisi del testo della Bozza di Decreto, come inizio di un lavoro che ci terrà impegnati nei prossimi mesi; sono ben quattro articoli, più due dedicati ai dirigenti, ma non sono troppi, perché la carne al fuoco è molta.

Per prima cosa, per facilitarne la lettura ( E la comprensione…) abbiamo fatto una specie di analisi strutturale della Bozza di Decreto, dato che siamo in presenza di ben 36 pagine di pesante prosa ministeriale.

Abbiamo fatto anche una prima analisi dei principali temi affrontati nella Bozza:

1-LA SCUOLA E GLI ALUNNI

2-LA SCUOLA E I DOCENTI

3-LA SCUOLA E L’AMMINISTRAZIONE

Vogliamo mettere subito in evidenza che le preoccupazioni fondamentali di GLS in merito alla funzionalità dell’autonomia scolastica, alla sua espansione sul territorio, al suo rapporto con gli altri soggetti istituzionali sono praticamente assenti dal documento.

Si parla di reti di scuole, fin troppo, perché ce ne sono di diversi tipi, senza alcun collegamento tra di loro, per il semplice motivo che il “collegamento” è assicurato dall’Amministrazione periferica; la burocrazia vince ancora, magari con la pretesa di liberare le scuole dalle pastoie burocratiche.

Come abbiamo già fatto notare in passato, si vuol continuare a mettere il vino nuovo negli otri vecchi; la Bozza ci appare come un classico prodotto della burocrazia ministeriale, che non riesce a tradurre in provvedimenti i motivi ispiratori della Buona Scuola, forse perché troppo lontani da un’ottica, appunto, ministeriale.

Ci sono le figure intermedie, ma non ci sono i dirigenti, o meglio ci sono perché aumentano le loro competenze, ma la funzione rimane schiacciata dalla preponderanza della burocrazia ministeriale, così come la scuola autonoma rimane schiacciata dall’Amministrazione.

In questa luce, vogliamo leggere anche la querelle tra Anp da una parte e Sindacati Confederali/Snals dall’altra: giocano in difesa, rimescolano i vecchi slogan, perché non riescono ad affrontare i nodi di fondo della condizione dei dirigenti scolastici e di fatto accettano la subalternità della scuola autonoma.

Comunque, per loro ci sono 35 milioni, lordo stato!

Di seguito, i link ai diversi articoli:

1-LA BOZZA DI DECRETO (VEDI)

2-LA SCUOLA E GLI ALUNNI(VEDI)

3-LA SCUOLA E I DOCENTI (VEDI)

4-LA SCUOLA E L’AMMINISTRAZIONE (VEDI)

5-QUALE DIRIGENTE.COSA NE PENSANO I SINDACATI? (VEDI)

6-TRENTACINQUE MILIONI PER I DIRIGENTI (VEDI)

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