UNA LETTERA DAL FRONTE_FEBBRAIO 2015

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LETTERA DAL FRONTE…

(Abbiamo ricevuto questa lettera di un/una dirigente scolastica del Lazio, che insiste a chiamarsi Preside, e per noi fa bene…La pubblichiamo senza commento, crediamo che parli da sola - N.d.R.)

Giovedì 19 febbraio 2015, Conferenza di servizio dell’USR Lazio: sono convocati i Dirigenti Scolastici, i Referenti della Valutazione, le Funzioni Strumentali di ogni scuola per un incontro formativo.

Si attendono, ci dicono, almeno 450 persone per le 14.30.

Così, dopo una mattinata di lavoro che, eufemisticamente, definisco “intensa” ci si avvia per raggiungere Via Pianciani /Sede dell’USR Lazio-N.d.R) con la certezza di trovare in quella sede risposte alle numerose domande, ai dubbi interpretativi dell’ennesimo adempimento in scadenza: il questionario INVALSI, propedeutico al Rapporto di Auto Valutazione (RAV).

Anzi, mi correggo: non devo chiamarlo “adempimento” si raccomandano, perché è molto di più, è l’avvio del nuovo processo di autovalutazione delle scuole e NON dovrà essere solo l’ennesimo adempimento.

L’avvio di un processo significativo e complesso, in un momento TOPICO per la scuola: chissà se la scelta di far partire tutto insieme: TAGLI DELLA LEGGE DI STABILITA’, AUTOVALUTAZIONE, RIFORMA “BUONA SCUOLA”, è casuale o voluta, per stordirci così, con degli effetti speciali, evitando che qualcuno ci ragioni troppo…

All’arrivo, la prima scoperta: la conferenza è organizzata su due sale, una con i relatori, l’altra con il “nulla”! Si esatto, il nulla, una sala conferenze dove non c’è nessuno, solo uno schermo bianco ed una voce flebile che giunge via microfono…dapprima increduli, poi innervositi, poi arrabbiati, si protesta: non penseranno mica di tenerci due ore davanti a uno schermo bianco con una voce che viene dall’oltretomba???

Ci assicurano che è stato chiamato un tecnico per far partire il collegamento: ma non sarebbe stato più semplice provarlo prima che le 450 persone arrivassero? Comunque procediamo.

Ci viene comunicato che presto, fortunatamente, partirà “la buona scuola” e qui, il morale che era già a terra, si fa decisamente nero, la sala rumoreggia e il relatore corre ai ripari, esortandoci a non essere così negativi: “adesso si pubblica il decreto, poi si discute”.

Ma noi sapevamo che un decreto, una volta pubblicato, si ATTUA, non sapevamo che servisse a intavolare una discussione; qualcosa dunque non torna.

Nel tentativo di recuperare ottimismo lo stesso relatore ci incoraggia a condividere almeno gli sforzi che il Governo sta facendo per l’edilizia scolastica e cita le “Scuole Belle”: la sala a questo punto schiamazza, diventa polemica, dissente sull’operazione e allora, la parola passa rapida ad un altro relatore e all’argomento del giorno, il questionario e il RAV…noi, sempre davanti a uno schermo bianco, però.

La prima domanda del Questionario INVALSI è se le scuole abbiano i certificati di agibilità e di Prevenzione Incendi.

Naturalmente la risposta è NO, il 90% delle scuole non li ha, TUTTI lo sanno, basterebbe chiederlo all’ANCI, suggerisce una collega, ma tant’è lo chiedono a noi, per monitorare la situazione dell’edilizia scolastica.

La relatrice ci rassicura che rispondere NO alla domanda non comporta per noi alcun problema ma, ci consiglia (sigh!) di inviare una bella RACCOMANDATA all’ Ente Locale per sgravarci delle responsabilità.

Qualcuno vorrebbe controbattere che:

1.Le raccomandate sono vietate fra P.A. e oggi usiamo la PEC

2.Purtroppo le centinaia di lettere che inviamo non ci sgravano affatto e questo fardello ce lo portiamo addosso ogni giorno noi Dirigenti Scolastici, talvolta anche la notte, quando ci viene di svegliarci ripensando alla giornata trascorsa tra lettere di diffida e scarico di responsabilità, genitori preoccupati e, spesso, inferociti, Enti Locali che non rispondono per insipienza o non possono rispondere per mancanza di fondi.

Ma finalmente si entra nel vivo, deve partire la presentazione, ma le slides non si vedono. All’ennesimo rumoreggiare il “tecnico “ fa apparire il Power Point con delle mezze slide: allora una nostra collega, di sua iniziativa, interviene a far partire la presentazione a schermo intero.

OK, un po’ di collaborazione ci vuole pure!

Come sempre la presentazione parte dalle premesse normative, quelle che ognuno di noi si è letto a casa, ha già scaricato dal sito MIUR, ha approfondito e ha illustrato al proprio Collegio Docenti.

Poi ci viene letto il questionario RAV, ma purtroppo anche questa non è una novità, tutti lo avevamo già visto.

Prima di consentire le domande il relatore ci rassicura che se il RAV non sarà compilato in modo puntuale non sarà un problema, è uno strumento di lavoro da perfezionare, anzi, lui stesso leggendolo si è reso conto che ci sono domande non ben “tarate”, alcune “inappropriate”…ma allora è l’ennesima prova a cui sottoporre la scuola, tipo cavia???

Una preside osa dire che ci aspettavamo qualcosa di più operativo e concreto e, dopo l’intervento, lascia la sala che ormai nel brusio si sta svuotando.

La relatrice a questo punto chiede “rispetto” per il tavolo dei relatori e qui la domanda mi è sorta spontanea: “Ma il rispetto per noi, per come siamo stati accolti ed abbiamo assistito, per le condizioni di lavoro al LIMITE con cui ogni giorno ci confrontiamo, per il mancato ascolto delle nostre voci e richieste, NON RIGUARDA E NON INTERESSA PROPRIO A NESSUNO???

Non una parola sui tagli del personale ATA, sull’ impossibilità di sostituire tale personale dal primo settembre imposta dalla legge di stabilità: qualcuno ricorda che le nostre scuole NON sono più le scuolette di campagna dell’’800, ma sono formate mediamente da 6-8 sedi diverse, disseminate nel territorio, e che qualcuno (non meno di 6-8 persone per volta) al mattino deve aprire quei portoni e, possibilmente, ricevere un cambio per chiuderli alle 17.00? E che se uno di loro si ammala, NON esiste ricambio interno, perché tutto il personale “tagliabile” è stato già eliminato?

Allora forse, siccome nessuno ce lo spiega, anche in questo caso potrebbe essere utile una “bella raccomandata” a chi si occupa di organici perché sappia che in caso di mancata apertura, l’interruzione di pubblico servizio non è dipesa da noi, ma dalla responsabilità di altri soggetti, quelli che “al fronte” non ci vivono.

Un/Una preside sull’orlo di una crisi di nervi

 

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