L’ASSOCIAZIONISMO DELLE SCUOLE.SI PUO’ RIPARTIRE?_Febbraio 2015

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L’ASSOCIAZIONISMO DELLE SCUOLE.SI PUO’ RIPARTIRE?

La settimana scorsa abbiamo dato notizia di un importante documento firmato da sei Associazioni di scuole, riunite in un coordinamento nazionale; siamo alla ripartenza dell’associazionismo delle scuole?

Facciamo un po’ di storia, fino ad arrivare all'oggi.

La nascita dell’associazionismo

Sin dall’inizio, dalla promulgazione della legge 59/1997 e del D.Lgs 275/1999, è apparso chiaro che l’autonomia scolastica rischiava di nascere appesa un filo, senza un riferimento territoriale che le permettesse di interloquire con i molteplici soggetti cointeressati alla gestione del servizio di istruzione.

Il colmo è che prima dell’autonomia gli OO.CC. territoriali davano una voce alla scuola, sia pure nella forma corporativa della rappresentanza di categoria allora imperante; dopo l’autonomia, il nulla, si è creato un vuoto che l’associazionismo ha cercato di riempire, partendo da un appiglio normativo: l’art. art. 7 del D.Lgs 275/1999, che istituisce le reti di scuole.

La rete, però, era solo un’espressione di autonomia funzionale, in fin dei conti molto limitata; si poneva in particolare il problema della natura giuridica della “Rete”, di come dargli un solido fondamento che le permettesse di essere presente a tutto campo sul territorio, di interloquire con le altre istituzioni da pari a pari.

Ad un dirigente scolastico del XVI Distretto di Roma, dove la discussione era iniziata da diverso tempo coinvolgendo pressoché tutti i Capi di Istituto del territorio, venne in mente di seguire la via più tradizionale: porre un quesito all’Avvocatura dello Stato.

La risposta dell’Avvocatura ha fornito la base giuridica per la costituzione delle Associazioni di Scuole, dato che l’Avvocatura ha individuato proprio nella forma giuridica dell’associazione di diritto privato la veste giuridica migliore per formalizzare su solide basi la semplice “Rete di servizio” prevista dal D.Lgs 275/1999.

Il 16 maggio 2001 è così nata la prima associazione regionale, quella del Lazio, denominata Associazione delle Scuole Autonome del Lazio-ASAL.

Il passaggio al livello nazionale.

Il livello regionale era però solo il primo livello, era necessario stabilire una rappresentanza delle scuole autonome anche a livello nazionale.

Nello Statuto dell’ASAL era previsto che l’Associazione del Lazio si facesse promotrice della costituzione di altre ASA nelle diverse Regioni e soprattutto della costituzione di una rappresentanza di livello nazionale.

In effetti, per iniziativa di quattro ASA regionali (Lazio, Campania, Abruzzo e Puglia) il 27 luglio 2001 fu costituita la FNASA-Federazione Nazionale delle Associazioni delle Scuole Autonome.

Fu scelta la forma della Federazione perché si voleva mantenere l’ispirazione autonomistica: come le scuole autonome danno vita ad Associazioni territoriali, queste si uniscono a livello nazionale in forma di federazione delle diverse realtà regionali.

La crisi dell’associazionismo delle scuole

Dopo la costituzione della Fnasa, furono costituite associazioni in tute le Regioni che confluirono nella Federazione nazionale; alcune si rivelarono subito un bluff, altre si consolidarono nei loro territori e a tutt’oggi sono un punto di riferimento per le scuole, forse negli ultimi anni il più importante, se non l’unico.

Fatti i primi passi, non si è andati molto avanti, la Fnasa non è riuscita ad affermare la presenza dell’autonomia scolastica nello scenario politico e sociale italiano; del resto, come ben sappiamo, il processo autonomistico si è sostanzialmente bloccato nel 2001.

L’esperienza della Fnasa si è di fatto chiusa nel 2007, in seguito ad una spaccatura dovuta a motivi che con l’associazionismo delle scuole non hanno nulla a che fare.

L’art. 50 della Legge 35/2012

Il problema di fondo per l’associazionismo delle scuole è sempre stato la mancanza di un fondamento giuridico che permettesse alle associazioni di assumere una precisa veste istituzionale; con la Legge 35/2012 sembrò che ci fossimo finalmente arrivati.

L’art. 50, non per niente rubricato “Attuazione dell’autonomia”, al comma1, lettera c, stabilisce infatti la costituzione …di reti territoriali tra istituzioni scolastiche, al fine di conseguire la gestione ottimale delle risorse umane, strumentali e finanziarie”; si parla di “reti”, ma è evidente che si tratta di “associazioni”.

Come spesso succede in Italia, la norma di legge è rimasta lettera morta, perché la normativa secondaria non è mai stata emanata.

Nell’art. 50 c’era un’altra disposizione molto importante, al comma 1, lettera d): definizione di un organico di rete per le finalità di cui alla lettera c) nonché per l’integrazione degli alunni con bisogni educativi speciali, la formazione permanente, la prevenzione dell’abbandono e il contrasto dell’insuccesso scolastico e formativo e dei fenomeni di bullismo, specialmente per le aree di massima corrispondenza tra povertà e dispersione scolastica”.

Guarda caso, si parla di organico funzionale, ma anche la lettera d) è rimasta naturalmente…lettera morta, al pari della lettera c).

Siamo all’oggi: tra Buona Scuola e riforma della P.A.

Siamo così all’oggi, quando non si vede come possano essere gestiti 150.000 nuovi docenti senza organico funzionale, così come non si vede come possa essere gestito l’organico funzionale senza le “reti di scuole”.

Come abbiamo già evidenziato più volte, in contemporanea con il dibattito sulla Buona Scuola che presto darà luogo a provvedimenti legislativi, si sta discutendo in Parlamento di riforma della Pubblica Amministrazione, chissà se questa volta si riuscirà ad avere dei provvedimenti coerenti tra di loro.

Nell’art. 8 del DDL 1577 si dà una precisa definizione della Scuola Autonoma, quale forma specifica di amministrazione pubblica al pari delle Università, diversa dalle amministrazioni statali o territoriali; non solo: il comma 2 del medesimo articolo 8 stabilisce che “le unioni, le associazioni e i consorzi…formate unicamente da Enti ricompresi in una delle lettere di cui al comma 1 sopra citaterientrano a loro volta nella relativa definizione”; tradotto in italiano: non c’è alcuna differenza giuridica tra una scuola autonoma e un’associazione o consorzio di scuole.

Finalmente c’è la possibilità dell’istituzionalizzazione dell’associazionismo scolastico, da cui siamo partiti; si riuscirà finalmente ad arrivare in porto, a varare un provvedimento organico, o tutto si perderà, al solito, nelle brume del settorialismo e dell’indecisionismo italico?

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